sala raggi

UNA RIFORMA, MOLTI PICCIONI - RIVEDENDO IL REATO DI ABUSO D'UFFICIO, PD E M5S SALVEREBBERO LE CHIAPPE AI LORO AMMINISTRATORI - NEI GUAI CON LA GIUSTIZIA SONO FINITI CHIARA APPENDINO A TORINO, BEPPE SALA A MILANO E VIRGINIA RAGGI A ROMA. FRA I PRESIDENTI DI REGIONE FONTANA, EMILIANO E DE LUCA - IL GOVERNO DELL'INCIUCIO GRILLO-DEM PREPARA LE ALLEANZE SUL TERRITORIO CON UNA ''SANATORIA'' PER RIPULIRE L'IMMAGINE AI POLITICI LOCALI. ECCO CHI NE GODREBBE

Francesco Grignetti e Giuseppe Legato per “la Stampa”

 

beppe sala e virginia raggi (6)

È il reato più temuto dagli amministratori, l'abuso d'ufficio. E ora il governo promette di riscriverlo radicalmente, circoscrivendo meglio quali condotte sono reato e quali no. Al nuovo «abuso d'ufficio» sarà dedicato un capitolo del Decreto Semplificazioni. In estrema sintesi, quando la legge concede un margine di interpretazione, non potrà essere contestato un reato se poi un sindaco sceglierà questa o quell'interpretazione.

 

beppe sala e virginia raggi (2)

«Già, non è facile per gli ottomila sindaci - ironizza, con amarezza, Giuseppe Decaro, primo cittadino di Bari e presidente dell'associazione nazionale comuni italiani - terminare il mandato senza incappare in un'accusa di abuso d'ufficio. Per noi è una condanna anticipata con i titoli sui giornali e processo virtuale. E siccome abbiamo calcolato che solo il 2% dei procedimenti termina con una condanna, è una beffa». Decaro a nome dei suoi colleghi non chiede l'abolizione del reato. «Chiediamo che sia meglio determinato il perimetro».

 

ANTONIO DECARO E HAKIM NASIRI

L'Anci ha calcolato che sono stati ben centomila i procedimenti per abuso d'ufficio contro i sindaci negli ultimi anni. «Il 60% dei quali è archiviato già in istruttoria. E indispensabile riscrivere il reato». Nel frattempo, non soltanto vi sono state carriere politiche rovinate, ma un'infinità di dossier si è incagliato. Ed è per questo motivo che a sostegno della riforma c'è un coro trasversale: sono a favore l'Anci e l'associazione costruttori, Matteo Renzi come Vincenzo De Luca.

 

patrizia baffi attilio fontana

Forza Italia sarebbe pure a favore, ma Enrico Costa vuole capire meglio perché non s' è abolito proprio il reato. Una rapida carrellata degli ultimi mesi racconta tante assoluzioni: per il sindaco di Milano, Beppe Sala, finito a processo per un appalto Expo, come per Virginia Raggi, indagata per il nuovo stadio su esposto di ex Cinquestelle. Possono vantare un'assoluzione anche i Governatori della Lombardia Attilio Fontana (il caso era legato alla nomina in un organismo regionale di un suo ex socio di studio legale) o della Puglia Michele Emiliano (nomina nel cda di InnovaPuglia, società in house, dell'allora sindaco di Bisceglie).

 

vincenzo de luca

All'Aquila hanno appena assolto dalle accuse di abuso d'ufficio e falso ideologico anche l'ex presidente della Giunta d'Abruzzo Luciano D'Alfonso, attuale senatore. Ed è stato assolto l'ex presidente del Molise, Michele Iorio, per una vicenda legata allo zuccherificio. Anche De Luca in Campania ha superato indenne il processo Crescent, per un complesso immobiliare sul lungomare di Salerno. Tutti con il fiato sospeso fino all'ultimo perché una condanna per abuso d'ufficio, anche in primo grado, significa la decadenza per effetto della Legge Severino.

 

CHIARA APPENDINO

Altri trattengono il sospiro. Il senatore leghista ed ex sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, è stato rinviato a giudizio in relazione ad alcune donazioni per i terremotati. E la sindaca Chiara Appendino, sotto processo per un falso in bilancio e abuso d'ufficio, è in attesa di sentenza. I pm ne hanno chiesto la condanna a 1 anno e 2 mesi e negli ambienti della procura già si dice che se la bozza di riforma passerà cosi com' è, l'accusa diverrebbe quasi insostenibile: se non è contestabile l'abuso d'ufficio ogni volta che una norma di legge è suscettibile d'interpretazione, sarà molto complesso - e non solo nel processo Ream - sostenere un'accusa.  

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…