pietro calabrese virginia raggi enrico stefano

È RIMASTO SOLO CHRISTIAN RAIMO A SFOTTERE GLI IMPROPONIBILI GRILLINI ROMANI - IL NUOVO ASSESSORE AI TRASPORTI È DIPLOMATO AL LICEO ARTISTICO (40/60) HA UN INGLESE ELEMENTARE, FA IL PITTORE E NON SI È MAI OCCUPATO DI TRASPORTI IN VITA SUA. NON HA MANCO LA PATENTE! - ORA CHE I RENZIANUCCI ROMANI SONO AL GOVERNO COL BIBITARO, TACCIONO SUGLI INCOMPETENTI DEL MOVIMENTO BERSAGLIATI FINO A IERI

 

 

Marco Esposito per www.leggo.it

 

«Troppo integralista» così più di qualcuno definisce il neo assessore ai trasporti Pietro Calabrese. Nel suo curriculum sul portale Rousseau si definisce un artigiano e un pittore di arte contemporanea, ma soprattutto dichiara di utilizzare un solo mezzo di trasporto: la bicicletta. È stato presidente della Commissione Trasporti del Campidoglio dal momento in cui Stefàno abbandonò il ruolo. Ma nel suo curriculum online c'è un'altra curiosità. Nel 2016 per contrastare la corruzione proponeva di far seguire con una telecamera il Sindaco in qualsiasi momento.

PIETRO CALABRESE VIRGINIA RAGGI ENRICO STEFANO

 

Con una telecamera accanto scriveva - a un criminale non verrebbe mai in mente di ricattarlo, così come nessuno potrebbe inventarsi bugie per screditarlo.

Valentina Vivarelli, neo assessore al Patrimonio e alle politiche abitative, è laureata in scienze della comunicazione e ha un passato da consigliera municipale all'ottavo municipio. La nuova assessore al Sociale è invece Veronica Mammì, con laurea specialistica in Psicologia Clinica e delle Comunità, e ha già ricoperto la medesima carica in VII Municipio, ed è inoltre la moglie dell'ex presidente della commissione trasporti Enrico Stefàno.

 

 

PIETRO CALABRESE

MOGLIE E MARITO SE SONO GRILLINI POSSONO TRANQUILLAMENTE FARE POLITICA INSIEME

Da www.nextquotidiano.it

 

Sergio Rizzo su Repubblica Roma oggi va all’attacco della Giunta Raggi dopo il maxirimpasto di ieri che ha segnato l’entrata di tre nuovi assessori e lo spostamento di Linda Meleo dai trasporti ai Lavori Pubblici. Rizzo si concentra sull'”ineleganza” dell’incarico a Veronica Mammì, moglie del consigliere ed ex presidente della Commissione Trasporti Enrico Stefàno:

 

 

linda meleo giuliano pacetti veronica mammi, valentina vivarelli, pietro calabrese con virginia raggi

Ma è difficile non considerare figura politica anche Veronica Mammì, promossa dall’incarico di assessora municipale alle Politiche sociali a quello ben più importante di assessora comunale per la stessa materia. È infatti una militante del M5S, consigliera eletta al municipio VI (Casilino). Senza considerare che si tratta della moglie di Enrico Stefàno, influente consigliere già presidente della commissione Trasporti, poi vicepresidente vicario del consiglio comunale e ora in procinto di rientrare nel pesantissimo ruolo di controllore politico dell’Atac: non è un mistero che negli ultimi tempi abbia dato segni di una certa insoddisfazione.

 

Enrico Stefàno frongia raggi

In virtù del rapporto di coniugio, quando la signora Stefàno venne nominata assessora al municipio VII (Tuscolano e Cinecittà) non le furono risparmiate le critiche. Sdegnosamente respinte al mittente dalla presidente municipale grillina Monica Lozzi: “L’ho scelta in base alle competenze”. Motivazione che di sicuro varrà anche per questa promozione, e che il curriculum non smentisce.

 

Enrico Stefàno

 

Ora, c’è da dire che dopo questa scelta (e lo spostamento di Pietro Calabrese all’assessorato) è impossibile per Stefàno tornare a fare il presidente di Commissione, visto che ciò costituirebbe un conflitto d’interessi. Ma Rizzo si concentra su altro:

 

Ma mettere a fare l’assessore la consorte di un importante consigliere comunale, considerando per giunta che l’assemblea dovrebbe controllare l’operato della giunta, non è davvero il massimo dell’eleganza. Anche perché ci avevano promesso tutto un altro film, e cioè che gli incarichi sarebbero stati individuati sulla base di rigorose selezioni pubbliche oltre che sul merito. Non che la promessa sia stata mai rispettata, sia chiaro. Ma qui il tradizionale intuitu personae con cui i partiti hanno sempre fatto le nomine è pure impreziosito da un’aria di famiglia poco opportuna.

virginia raggi veronica mammi'giuliano pacetti virginia raggi veronica mammi'veronica mammi'

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)