RIMPASTO AL POMODORO - TONINELLI, BARBARA LEZZI E GIULIA GRILLO SONO I TRE MINISTRI PASTICCIONI CHE IL MOVIMENTO POTREBBE SILURARE: L’IDEA E’ SOSTITUIRLI PER NON PERDERE ALTRO TERRENO A VANTAGGIO DELLA LEGA - ANCHE LE SPARATE DI ALESSANDRO DI BATTISTA NON HANNO AIUTATO E I PEONES LO CAZZIANO AL TELEFONO: "MA C'ERA BISOGNO DI INCONTRARE IL PEGGIORE DEI GILET GIALLI?" - L’IDEA DI “COMMISSARIARE” DI MAIO CON UNA SEGRETERIA POLITICA

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toninelli tav toninelli tav

Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

 

Il rimpasto tra ministri di Lega e 5 Stelle no, perché vorrebbe dire per il Movimento prendere atto della sconfitta abruzzese e per la Lega significherebbe voler stravincere, che è sempre sbagliato e pericoloso. Ma dentro il Movimento si fa strada l' idea di rilanciare l' immagine appannata di queste settimane passando anche attraverso un mini rimpasto interno.

 

giulia grillo giulia grillo

La sostituzione di qualche pedina ministeriale che non ha funzionato a dovere. Per i contenuti, ma anche e soprattutto per il modo con i quali sono stati percepiti. Non si è ancora presa nessuna decisione, ma in queste ore nei piani alti si mettono apertamente in discussione, come già era accaduto qualche mese fa, le poltrone di Danilo Toninelli, Barbara Lezzi e Giulia Grillo. Che qualcosa non vada è chiaro a tutti nel Movimento. Non tanto e non solo per la sconfitta chiara dell' Abruzzo.

 

BARBARA LEZZI 1 BARBARA LEZZI 1

«Abbiamo portato a casa tanto, molto più della Lega - dice un dirigente - eppure all' apparenza sembra il contrario». E siccome la percezione in politica, se non è tutto, è moltissimo, bisogna correre ai ripari. Cambiando qualche ministro che ha uno scarso gradimento. Le gaffe di Toninelli sono diventate un tormentone che non giova alla credibilità del Movimento.

 

Ma anche la Lezzi ha fatto più di un pasticcio. E il Mezzogiorno, di cui è ministro, comincia a preoccupare il Movimento, e non solo per l' esito del voto in Abruzzo. Ma è un cambio di rotta più complessivo quello che si sta studiando. La verve barricadera di Alessandro Di Battista non ha avuto l' effetto sperato.

 

Di Maio e Casaleggio in bici Di Maio e Casaleggio in bici

Anzi, un paio di deputati lo hanno chiamato per lamentarsi: «Ma c' era bisogno di incontrare il peggiore dei gilet gialli? E di attaccare così la Francia e Macron?». Di Battista è apparso colpito dalle rimostranze, quasi contrito. Ma intanto la campagna europea dovrà andare in un' altra direzione. Ben diversa da quella che spara cannonate contro Macron, come spiega Sergio Battelli, presidente della Commissione Affari europei della Camera: «Non faremo una campagna contro. E non parleremo certo di sovranismo o di immigrazione. Faremo invece campagna sui nostri temi, sul cambio dei trattati, sull'equità fiscale».

 

grillo di maio casaleggio grillo di maio casaleggio

A preoccupare nel Movimento, però, è anche la tenuta dei vertici. «Di Maio è stanco - dice Battelli - si è speso molto e ora si deve riposare in vista delle Europee». Ma non è solo questione di stanchezza. La solitudine di Di Maio rischia di diventare un problema. E così qualcuno vorrebbe affiancargli una «segreteria politica», un direttorio strutturato con una divisione per aree tematiche. L'idea però non piace a Davide Casaleggio, che teme la trasformazione del Movimento in partito e così i 5 Stelle fanno filtrare una nota che smentisce all' origine l' indiscrezione.

 

Di Beppe Grillo non si hanno più notizie. I parlamentari si lamentano: «Ci manca». E altri: «Ci stiamo inimicando la nostra base. Abbiamo martellato gli avvocati con l'anticorruzione, gli esercizi commerciali con la legge sulla ludopatia, le imprese con no Tav e trivelle». Nel frattempo è ripartito il sito degli scontrini «tirendiconto», fermo da settembre. E nel mirino dei probiviri c' è già una nuova presunta inadempiente. La deputata campana Flora Frate. Rischia l' espulsione, anche se lei si difende: «Sto predisponendo il secondo bonifico. Ma serve un modello alternativo di rendicontazione».

 

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