angelo balducci vincenzo spadafora

RINFRESCHIAMO LA MEMORIA A SPADAFORA - A CHI SI RIFERISCE QUANDO DICE IN TV: "IL TEMA DELL'OMOSESSUALITÀ, IN POLITICA, VIENE ANCORA UTILIZZATO PER FERIRE L'AVVERSARIO, PER QUEL BRUSIO DI FONDO A VOLTE MOLTO SQUALLIDO E CHE HO SUBITO ANCHE IO"? - FORSE AL "FATTO" CHE, A MAGGIO 2018, IN UN RITRATTONE AL CURARO BY MARCO LILLO, SILURO' LE SUE CHANCE DI DIVENTARE MINISTRO TIRANDO FUORI LE SUE INTERCETTAZIONI CON IL FU GENTIL-OMO DEL PAPA, ANGELO BALDUCCI, IN CUI LO CHIAMAVA "PAPI", SI DEFINIVA "BALDUCCINO" E LO PREGAVA DI TROVARGLI UN LAVORO…

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2018/05/25/il-5s-spadafora-storia-di-un-balduccino-convertito-a-di-maio/4380384/

 

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/mezze-scuse-travaglio-spadafora-direttore-39-fatto-39-175854.htm

 

il coming out di vincenzo spadafora 4

 

«SONO OMOSESSUALE BASTA SQUALLIDI BRUSII, TEMA USATO PER FERIRE»

Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”

 

D'un tratto, in diretta tv, la voce di Vincenzo Spadafora s' incrina: «Perché ho deciso di rivelare che sono omosessuale? Io l'ho fatto anche per me stesso. Perché, anche se l'ho imparato troppo tardi, è importante volersi bene e innanzitutto rispettarsi». L'ex ministro dello Sport, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa , si commuove.

ANGELO BALDUCCI

 

Poi, sostenuto anche da un applauso in studio, prende fiato e inizia a raccontare di quanto anche il suo impegno politico sia stato bersagliato da un «chiacchiericcio» improntato all'omofobia. Il deputato del M5S nel suo libro Senza riserve (Solferino) ne parla appunto a ruota libera.

 

«Penso che la vita privata delle persone debba rimanere tale - riprende Spadafora - e se noi fossimo un Paese culturalmente più avanzato, soprattutto sul tema dei diritti, forse anche i dibattiti di queste settimane non li avremmo neanche affrontati. Penso però anche che chi ha un ruolo pubblico, politico come il mio, in questo momento storico, abbia quale responsabilità in più». Il coming out prosegue poi così: «Oltre a quella privata, c'è anche un'altra motivazione in questa mia scelta, quella politica: è appunto un modo per testimoniare il mio impegno politico.

 

vincenzo spadafora foto di bacco (1)

 Per tutti quelli che ogni giorno - rivendica - combattono per i propri diritti e hanno meno possibilità di farlo rispetto a quante ne abbia io grazie al mio lavoro». Spadafora tiene a marcare anche la propria fede cattolica come fattore «non in contraddizione» e chiude con un'altra riflessione privata: «Il tema dell'omosessualità, in politica, purtroppo viene ancora utilizzato per ferire l'avversario, per quel brusio di fondo a volte molto squallido e che ho subito anche io. Io questa sera volevo spegnere questo brusio - sottolinea in tv - sapendo che resto l'uomo che sono, con tutto il percorso, anche complicato, personale, che ognuno di noi fa nella sua vita, per qualunque motivo.

ANGELO BALDUCCI

 

E di cui dobbiamo avere molto rispetto». E infine: «Spero di essere considerato da domani per quello che faccio, per come lo faccio, lo stesso uomo di sempre. Forse da domani - dice con il volto decisamente più disteso rispetto all'inizio dell'intervista - sarò solo un po' più felice. Perché sarò anche più libero».

 

Il parlamentare M5S, che in passato aveva guidato anche la segreteria del ministero dei Beni culturali con Francesco Rutelli e aveva presieduto l'Unicef, chiuso il capitolo personale passa a quello prettamente politico e lancia un altolà. Dice che nel M5S il rischio di scissione «c'è e io lavoro affinché ciò non avvenga».

ANGELO BALDUCCI

 

E per evitarlo invita Conte a «non interpretare la sua leadership in modo solitario: coinvolga tutti». Sul nodo Quirinale, Spadafora spera inoltre che «Conte voglia convocare i gruppi: penso che siano finiti i tempi in cui queste cose si decidevano altrove, ora si decidono insieme. Dal M5S può uscire la linea politica che chiede a Draghi di restare a fare il presidente del Consiglio», per «il bene del Paese». Ma l'ex premier «non lo ha ancora esplicitato».

ANGELO BALDUCCI

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)