spazzatura colosseo monnezza roma

ROMA AMA LA MONNEZZA - CI SCRIVE L'AMMINISTRATORE DELLA MUNICIPALIZZATA, DOPO IL TITOLO SU TOM CRUISE: ''CARO DAGO, LA MONNEZZA A ROMA NON È 'MISSION IMPOSSIBLE' MA 'OGNI MALEDETTA DOMENICA'…QUINDI MENTRE ASPETTIAMO AL PACINO…'LOTTIAMO UN CENTIMETRO ALLA VOLTA''' - QUALUNQUE COSA VOGLIA DIRE, NON CAMBIA IL FATTO CHE A ROMA SI PAGA LA TASSA PIÙ ALTA PER AVERE LA SPAZZATURA NON SMALTITA

Stefano Zaghis

 

Riceviamo e pubblichiamo:

 

OGGETTO: “Forse sarà la volta buona che tolgono la monnezza. Tom Cruise approda a Roma per il suo nuovo film” –Dagospia, 18 gennaio

 

 

Caro Dago la monnezza a Roma non è “Mission Impossible” ma “Ogni maledetta Domenica”…quindi mentre aspettiamo Al Pacino…”lottiamo un centimetro alla volta”.

 

 Stefano Zaghis Amministratore Unico di Ama S.p.A. 

 

 

 

UN QUINTO DELL'IMMONDIZIA PRODOTTA OGNI GIORNO NON VIENE RACCOLTA PER L'IMPOSSIBILITÀ DI SMALTIRLA

Alessandro Barbera per “la Stampa

 

«Noi tuteliamo la salute pubblica!». Virginia Raggi non sapeva come cavarsi d' impaccio. Travolta dalla rabbia di migliaia di romani costretti d' inverno a lasciare in garage l' ecologissimo diesel euro sei, ha usato un argomento logicamente ineccepibile: adeguatevi. Per il sindaco di Roma è un collaudato strumento di comunicazione. Se la città soffre di problemi endemici, vengono da lontano e la colpa non è sua.

 

Piaccia o no, i romani se ne devono fare carico. Purtroppo per lei spesso questa narrazione non regge. Prendiamo i rifiuti, che qui costano la più alta tariffa comunale d' Italia: 268 euro l' anno. Nei dieci minuti in cui la Raggi confermava ai giornalisti la decisione di bloccare le euro sei, partiva il viaggio di un Tir - rigorosamente diesel di vecchia generazione - verso uno dei termovalorizzatori e discariche sparsi in otto Regioni.

roma monnezza

 

Ogni giorno dai depositi Ama partono fra i 160 e i 180 autoarticolati, sette ogni ora.

Nei prossimi mesi saranno molti di più. La gestione dei rifiuti da parte dell' azienda municipalizzata romana è sempre più precaria. I pochi impianti di smaltimento a disposizione della città stanno venendo meno uno a uno. A ottobre 2018 la Regione Lazio ha chiuso il termovalorizzatore di Colleferro. Due mesi dopo è andato in fiamme - e distrutto per sempre - l' impianto di trattamento meccanico-biologico di via Salaria, uno di quegli stabilimenti in cui si triturano i rifiuti indifferenziati e si divide ciò che va in discarica da ciò che viene bruciato negli inceneritori.

 

Colleferro al limite di utilizzo Dal 15 gennaio è chiusa per sempre anche la discarica di Colleferro, un impianto in grado di accogliere ogni giorno oltre mille tonnellate di materiali: è arrivata al limite di utilizzo. L' Ama ormai gestisce un solo stabilimento a Rocca Cencia, ma presto dovrà essere chiuso per manutenzione.

 

Oggi l' autonomia del Comune nel trattamento e smaltimento dei rifiuti è ridotta al 23%. Quando chiuderà Rocca Cencia, quella percentuale scenderà a zero. A Milano sfiora il 100%. Gli unici impianti funzionanti resteranno i due a Malagrotta di Manlio Cerroni, noto in città come il re della monnezza.

 

roma monnezza

E' l' epilogo di quattro anni di ideologia a Cinque Stelle, che tratta i rifiuti come se dovessero sparire per autocombustione. I cittadini che abitano nei pressi degli impianti applaudono, il resto della città soffre. Il no a qualunque impianto ha solo aggravato la dipendenza dalle altre Regioni, aumentando i costi: per smaltire una tonnellata di rifiuti ora sono necessari 236 euro, tre anni fa erano meno di 200.

 

La media del mercato è circa 150. Per l' incapacità cronica di gestire la macchina dello smaltimento, Ama lascia per le strade una media di mille tonnellate di rifiuti, oltre un quinto di quelli che vengono prodotti ogni giorno in città.

 

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 18

Per capire il criterio che muove la gestione dell' emergenza, basta un giro turistico fra i cassonetti: l' attenzione al decoro si concentra nel centro storico e i quartieri limitrofi a più alta densità di popolazione. Più ci si allontana, più i luoghi di raccolta si allontanano dalle case, più è facile trovare montagne di rifiuti agli angoli delle strade. A Tor Bella Monaca, Portuense, Casilino, ma anche nell' elegante quartiere collinare della Balduina o a Montesacro. A Natale - quando ancora Colleferro funzionava a pieno regime - all' Ama sono arrivati 40 mila reclami, 12 mila in più di novembre. A Roma non c' è solo un problema di smaltimento, ma anche una cronica inefficienza dell' Ama nella raccolta. Per evitare l' accumularsi dell' immondizia attorno ai cassonetti, da questo mese quasi tutto il personale è stato sottratto dalla mansione "meno urgente" della pulizia delle strade.

 

Il 40% dei mezzi è fuori uso A Prati - un quartiere pieno di platani centenari - nessuno ha ancora raccolto le foglie autunnali. Nei palazzi capitolini si stima che il 40% dei mezzi sia fuori uso, il tasso di assenteismo è schizzato dal 12% al 20%. Solo a dicembre - chissà perché - sono raddoppiati gli inabili al lavoro: da 88 a 166.

ROCCA CENCIA

 

Di recente la percentuale di raccolta differenziata è scesa al 42%: secondo i piani avrebbe dovuto essere oltre il 55%. Se non si trattasse di un' azienda pubblica foraggiata da lauti trasferimenti, Ama sarebbe fallita da un pezzo: ha cambiato 7 manager in 3 anni e mezzo e non approva un bilancio dal 2016. Poiché molti fornitori - a partire da quelli che gestiscono la raccolta differenziata - non vengono pagati regolarmente, capita sempre più spesso che le gare di appalto vadano deserte.

 

Ora l' azienda è in mano a Stefano Zaghis, molto vicino alla Raggi, un curriculum lungo di esperienze nel marketing e nell' immobiliare, ma non nel settore in cui dovrebbe avere qualche competenza. Negli ultimi giorni in Campidoglio è stata rivista l' ex assessore all' Ambiente Paola Muraro, che, invece, il settore lo conosce bene. Già consulente del Comune, si dovette dimettere dopo essere stata coinvolta in un' inchiesta per truffa a dicembre di tre anni fa.

 

tmb rifiuti rocca cencia

A partire dall' estate, e inevitabilmente dopo la nascita del governo giallorosso, la Raggi è diventata un problema serio per Nicola Zingaretti. Di fronte alla prospettiva di essere travolto dal problema dei rifiuti, il presidente della Regione Lazio ha dovuto darle una mano. Ha minacciato il commissariamento del Comune, un potere che la legge gli attribuisce. Per tamponare l' emergenza dovuta alla chiusura di Colleferro ha chiesto aiuto ad altre Regioni: da questo mese aumenterà l' export di rifiuti verso Lombardia, Puglia, Marche e Abruzzo. Aumenteranno le esportazioni all' estero, ma per arrivarci occorrerà una gara. La svolta sono le due ordinanze - a luglio e novembre scorso - con cui la Raggi è stata costretta a individuare una soluzione strutturale. Per mesi ha tentato di accollare la responsabilità dello smaltimento alla Regione.

 

VIRGINIA RAGGI A ROCCA CENCIA

Eppure la scelta politica su dove individuare i siti idonei dei singoli Comuni spetta ai sindaci: è quanto accaduto in una riunione urgente della Giunta il 31 dicembre. La Raggi ha finalmente deciso: propone una nuova discarica a Montecarnevale, non lontano da Malagrotta, chiusa da Ignazio Marino fra gli applausi. In casa Cinque Stelle è scoppiata la rivolta guidata da Roberta Lombardi.

 

Molti scommettono che la sindaca non avrà il coraggio di andare fino in fondo (la Regione aspetta ancora la comunicazione della delibera), ovvero la discarica a Montecarnevale resterà un impegno sulla carta fino alle elezioni del 2021. Oggi conta la nemesi: al grido "no agli inceneritori" (l' importante è che funzionino quelli altrui) e in attesa di realizzare l' utopia dei rifiuti zero, a Roma si cerca nuovi posti per sotterrarli.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”