papadopoulos scotti mifsud

ROTOLANDO VERSO MIFSUD - TRUMP GRAZIA PAPADOPOULOS, L'ANELLO ITALIANO DEL RUSSIAGATE, MA NON HA DIMENTICATO MIFSUD, IL PROFESSORE DELLA LINK CHE AVREBBE OFFERTO AL GIOVANE E INGENUO MEMBRO DELLA CAMPAGNA TRUMP DI METTERE LE MANI SULLE MAIL HACKERATE DAI RUSSI ALLA CLINTON. COSA HANNO DATO I SERVIZI ITALIANI A BILL BARR NEL FAMOSO INCONTRO DI FERRAGOSTO?

Gianluca Di Feo per “la Repubblica

JOSEPH MIFSUD

 

Sotto l' albero di Natale Donald Trump ha lasciato un dono che forse Palazzo Chigi avrebbe preferito evitare. La grazia a George Papadopoulos rischia di riaprire una questione che Giuseppe Conte probabilmente vorrebbe lasciare alle spalle. E che riguarda un nervo scoperto della presidenza del Consiglio: il controllo sui servizi segreti.

 

Ma Trump ha un conto che non intende lasciare in sospeso e fino all' ultimo giorno alla Casa Bianca farà di tutto per dimostrare di essere stato vittima di un complotto chiamato Russiagate. La clemenza verso il giovane manager d' origine greca è un passaggio chiave in questa partita, giocata in America con probabili strascichi italiani.

 

simona mangiante george papadopoulos

Papadopoulos infatti è il protagonista del ramo romano del Russiagate. Mentre era nello staff elettorale di Trump, incontra alla Link University capitolina il misterioso professore maltese Joseph Mifsud. Ne nasce una frequentazione, facilitata dalla compagnia di una fascinosa studentessa russa presentata come "nipote di Putin". Finché Mifsud, di rientro da un convegno a Mosca, non prospetta a Papadopoulos la possibilità di mettere le mani sulle mail hackerate dai russi a Hillary Clinton, la sfidante democratica alla Casa Bianca.

 

Quando esplode l' indagine del procuratore speciale Robert Mueller sui rapporti sotterranei tra Trump e il Cremlino, l' Fbi si concentra subito su Papadopoulos.

George Papadopoulos

Che mente sui rapporti con Mifsud e poi si trova costretto a riconoscere le false dichiarazioni: viene condannato a 14 giorni di cella e un anno di libertà vigilata. Nel 2019 la presidenza repubblicana apre una controinchiesta - affidata dal ministro della Giustizia William Barr al procuratore John Durham - per dimostrare che i federali avevano costruito un complotto. E Papadopoulos ne diventa il cardine, sostenendo che Mifsud era un agente provocatore, manovrato dai servizi segreti inglesi e italiani.

Di Mifsud però non c' è traccia.

 

Le ultime notizie risalgono all' estate 2018, quando avrebbe confidato al suo avvocato Stephan Roh che l' intelligence italiana gli avrebbe consigliato di sparire. Mifsud è strettamente legato alla Link Campus University, creatura dell' ex ministro Vincenzo Scotti, laboratorio della classe dirigente M5S ma frequentata da esponenti di tutti i partiti e dai vertici dei nostri segreti.

mueller trump

 

Lo stesso Roh, legale con attività russe, è azionista dell' ateneo. Ovvio che gli emissari di Trump cerchino di fare luce sull' intreccio romano. Nell' estate 2019 Barr parla con Conte. E il premier autorizza il direttore del Dis Gennaro Vecchione, il suo uomo più fidato negli apparati di sicurezza, a incontrare Durham e Barr. Dopo il primo colloquio, dalla Casa Bianca trapela soddisfazione. Ne segue un secondo summit, a cui partecipano anche i direttori di Aise e Aisi, che negano qualsiasi relazione con Mifsud.

 

Cosa sia stato detto o fornito agli Usa resta top secret. Il Copasir, il Comitato parlamentare che controlla i servizi segreti, si è occupato della vicenda, ritenendo anomala la collaborazione. Per Conte invece si è trattato di "normali scambi informativi con gli alleati".

Da noi è stato tutto dimenticato.

joseph mifsud vincenzo scotti

 

Alla Casa Bianca no. Anche pochi giorni prima delle ultime elezioni, il presidente cerca di ottenere il via libera a diffondere i documenti della contro-inchiesta: istanza respinta nel timore che la divulgazione "danneggi i rapporti con gli alleati". E pure dopo la vittoria di Joe Biden, Trump insiste per divulgare la sua verità sul Russiagate. Con Papadopoulos che su twitter annuncia imminenti rivelazioni. Ora è arrivata la grazia. Che potrebbe essere solo la prima mossa di una partita finale, senza esclusione di colpi.

simona mangiante george papadopoulos George Papadopoulos e Simona Mangiante

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…