virginia raggi tra le rovine di roma

IN ROVINA TRA LE ROVINE DI ROMA - IL TRAMONTO TRISTE DI VIRGINIA RAGGI, ORMAI MEZZA ABBANDONATA DAI SUOI CONSIGLIERI COMUNALI, LASCIATA AL SUO DESTINO DAI VERTICI DEL M5S IN CRISI PSICO-POLITICA E DIMENTICATA DAI CITTADINI CHE ORMAI NON RICORDANO NEMMENO PIÙ DI AVERE UN SINDACO - ALTRO CHE “ARIDAJE”, COME DICE IL GENOVESE BEPPE GRILLO (SE SAPESSE COSA VUOL DIRE...)

Stefano Baldolini per www.huffingtonpost.it

 

BEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

L’avevamo persa di vista affaccendati con il coronavirus, ma occorre ricordare che Virginia Raggi è ancora la sindaca di Roma. Anzi, pare che goda anche di buoni sondaggi. Verrebbe da dire a sua insaputa, se la stessa riemerge dal dimenticatoio perché provano a inserirle tra i collaboratori la compagna di un assessore, o perché in piena seduta del suo consiglio comunale, aula Giulio Cesare, il capogruppo 5s e il presidente dell’Assemblea (5s) si apostrofano con frasi tipo: “Ma ’nte fai schifo da solo? Fai schifo! Fai schifo!”. E al cospetto di tanto rovinoso sfacelo, lei, Virginia, che fa, che pensa, che ha in mente?

 

papa franceesco virginia raggi

Ecco, per descrivere la metamorfosi di Virginia Raggi in rovina tra le rovine romane, conviene partire dal principio, da quell’affaccio emozionato sui Fori, nel primo giorno al Campidoglio, dove era entrata da sola in un tardo pomeriggio di giugno 2016. Da lassù, dal balconcino dello Studio del sindaco, come raccontava Filippo Ceccarelli, “figurina sopraffatta da una solitudine di cielo, pietra, abisso e splendore”, Virginia non lo sapeva, ma stava guardando se stessa.

maurizio costanzo virginia raggi

 

Così, cinque anni dopo, mezza abbandonata dai suoi consiglieri comunali, lasciata al suo destino dai vertici di un Movimento in crisi psico-politica, dimenticata dai cittadini che ormai non ricordano nemmeno più di avere un sindaco, Virginia giace tra le vestigia di un potere che fu assoluto e fugace.

 

LA PUPA E IL SECCHIONE - I NUOVI CESTINI DELLA RAGGI BY CARLI

“Quant’è bella la Raggi! Speriamo ci faccia uscire da questi lager”. Tra capitelli, tronchi di statue ed erbacce, è solo un’eco il grido di speranza raccolto nei campi rom nei giorni del trionfo. Quando le periferie la votarono per disperazione. Quando si parlava di rivoluzione tranquilla delle madri - come a Torino, con Chiara Appendino - contro il sistema di potere dem.

 

virginia raggi si beve una birretta

Se “fare il sindaco di Roma è il mestiere più difficile del mondo” - come ha scritto Walter Veltroni che coerentemente lasciò lo scranno dell’Urbe per seguire la vocazione del nascente Pd - dopo l’esperienza Raggi c’è da averne il terrore solo a pensarci.

 

virginia raggi

Virginia sul tetto del Campidoglio. Virginia che dice no alle Olimpiadi. Virginia tra i bus dell’Atac che vanno a fuoco - oltre 150, l’ultimo sul “sacro” Gra, all’altezza di Tor Bella Monaca. Virginia che non fa lo stadio della Roma. Virginia che non riapre le stazioni della metro, con scale mobili pronte a inghiottirti, come le altrettanto letali buche stradali. Virginia che viene assolta per falso in atto pubblico e si incazza contro il fuoco amico: “Tanti devono riflettere e per decenza tacere”. Virginia che rilancia la funivia di Casalotti. Che inaugura due volte gli stessi bus. Che vara migliaia di monopattini e twitta accanto a ceppi d’alberi rimossi.

Virginia Raggi

 

Virginia che va avanti, nonostante tutto e tutti, e anzi, questi ultimi tende a cambiarli raggiungendo il record di 39 avvicendamenti tra vicesindaci, assessori, capi di gabinetto e di personale, dirigenti di municipalizzate. E i record non sono finiti - stando ai calcoli del dipartimento Risorse Umane del Campidoglio riportati da Repubblica - se consideriamo i 97 “collaboratori politici” che permettono al comune di spendere 5,3 milioni di euro nel solo 2020, surclassando le presunte “Parentopoli” di Ignazio Marino e Gianni Alemanno. Ma fa niente perché Virginia incassa il colpo e prosegue il suo percorso.

 

Virginia Raggi

Intanto pare che la sua giunta non abbia più la maggioranza, e si inizia a parlare di mozione di sfiducia riproponendo quello che Christian Raimo nel suo recente “Roma non è eterna” ha definito “il guasto alla trama del dibattito politico. I mandati degli ultimi sindaci si sono conclusi con una dimissione, una cacciata, una condanna a corruzione”. Intanto Enrico Letta e Giuseppe Conte si incontrano anche per decidere della sua ricandidatura che Nicola Zingaretti ha già definito “una minaccia per Roma”. Pronta la risposta da perfetta vittima sacrificale: “Parole come pietre, io giovane donna minacciata dai clan”.

 

“Aridaje”, direbbe Beppe Grillo, se sapesse cosa vuol dire. Lei, Virginia, “sindaca guerriera” (sempre Grillo) in scadenza a fine giugno, dovrebbe resistere fino a novembre, in un trimestre “bianco” causa pandemia che rischia di trasformarsi in una lenta agonia per tutti.

 

virginia raggi foto mezzelani gmt 022

La città dovrebbe farcela a sopravvivere. “Di Roma, - scrive Francesco Piccolo (The Passenger, Iperborea) - Joyce disse che gli faceva venire in mente ‘un uomo che si mantiene facendo vedere i turisti il cadavere della nonna’”. Insomma, figuriamoci se non ce la fa. Discorso diverso per Virginia, sempre che tra qualche mese riusciremo ancora a distinguerne la sagoma, lassù sull’affaccio dal Campidoglio (va messo in conto, potrebbe ricapitare), o rovina tra le rovine.

sabrina ferilli virginia raggisabrina ferilli virginia raggivirginia raggi marco impagliazzovirginia raggi col marito andrea severini foto di baccoVirginia Raggi mejo di Daenerys TargaryenLUIGI DI MAIO E VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI ANPIVIRGINIA RAGGI E I MONOPATTINI LIMEVIRGINIA RAGGI E NICOLA ZINGARETTINICOLA ZINGARETTI E VIRGINIA RAGGIvirginia raggi nello spot bulgari 3virginia raggi foto di baccola sindaca di roma virginia raggi foto di bacco (2)la sindaca virginia raggi foto di baccovirginia raggi foto mezzelani gmt 020

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!