roberto calderoli protezione civile autonomia

L’AUTONOMIA È UN PIATTO RICCO – CALDEROLI HA RICEVUTO I GOVERNATORI DEL NORD CHE, CON LA RIFORMA DELL’AUTONOMIA, SPINGONO PER DIVENTARE DEI “SUPER COMMISSARI” DELLA PROTEZIONE CIVILE NELLE LORO REGIONI: PUNTANO A EMANARE ORDINANZE IN DEROGA ALLE NORME STATALI, AVVIARE APPALTI, FARE NUOVE ASSUNZIONI, GESTIRE IL COMPARTO DEI VOLONTARI – LO SCAZZO CON IL MINISTRO MUSUMECI, CHE PROPONE UNA DIVISIONE TRA “EMERGENZE REGIONALI E NAZIONALI” E QUINDI IL MANTENIMENTO DI ALCUNE COMPETENZE STATALI…  

https://www.repubblica.it/politica/2024/11/12/news/protezione_civile_presidenti_regione_autonomia_differenziata-423611770/

 

Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per "la Repubblica" 

 

roberto calderoli - foto lapresse

I governatori del Nord a breve potrebbero diventare dei super commissari della Protezione civile nelle loro Regioni: potendo emanare ordinanze in deroga alle norme statali, avviare appalti, fare nuove assunzioni, gestire tutto il comparto dei volontari e coordinare i vigili del fuoco.

 

I presidenti di Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria sono i primi ad aver avviato la trattativa con il governo per avere le competenze nella gestione delle emergenze come prevede la legge sull’Autonomia differenziata voluta dal centrodestra.

 

protezione civile

Ieri il ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli, ha convocato una riunione con i governatori Luca Zaia, Attilio Fontana, Alberto Cirio e Marco Bucci, insieme al ministro Nello Musumeci, che ha la delega alla Protezione civile, e ai ministri dell’Interno e della Funzione pubblica, Matteo Piantedosi e Paolo Zangrillo.

 

Calderoli ha consegnato a inizio lavori una bozza del decreto per la cessione delle competenze in questa materia: nella bozza, si legge, il presidente di Regione in caso di emergenze diventa automaticamente il commissario straordinario con poteri speciali per emanare ordinanze, avviare appalti, affidare incarichi e coordinare dipendenti e volontari della Protezione civile. Prevista anche la possibilità di aumentare gli organici e di gestire in autonomia la formazione, i compensi e l’acquisto dei mezzi per i volontari.

 

luca zaia attilio fontana

L’incontro è stato definito da tutti «molto positivo» anche se non sono mancati i momenti di tensione con il governo. In particolare quando il ministro Musumeci ha annunciato alcune modifiche al codice della Protezione civile nazionale con la previsione di una divisione tra «emergenze regionali e nazionali» e quindi il mantenimento delle competenze statali, anche nelle Regioni che chiedono l’autonomia, in caso di alcune grandi calamità.

 

I governatori hanno contestato molto questa divisione, soprattutto Zaia e Fontana, perché di fatto a loro parere limiterebbe l’autonomia richiesta dalle Regioni già in partenza e porterebbe a un aggravio di burocrazia e di tempo […]

 

nello musumeci

Soddisfatto comunque Calderoli, che punta a portare entro dicembre in Consiglio dei ministri le intese per rendere effettiva l’autonomia su alcune materie previste dalla legge senza la necessità di fissare prima i Livelli essenziali delle prestazioni, come per scuola e sanità: «Il confronto tra tutti i soggetti coinvolti è stato proficuo e senz’altro positivo, abbiamo stabilito di partire da un testo base su cui condividere le osservazioni».

 

[…]

 

roberto calderoli - foto lapresse

Oggi intanto la Corte costituzionale terrà l’udienza pubblica sui ricorsi delle Regioni Toscana, Sardegna, Campania e Puglia che hanno chiesto di impugnare la legge sull’Autonomia in parte o del tutto: dopo l’udienza inizierà la camera di consiglio per la decisione finale. I tempi delle decisione non saranno lunghi.

protezione civile

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...