matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti antonio tajani - vignetta by macondo

L’ESTATE INQUIETA DELLA MELONA - IL RINVIO A SETTEMBRE DELLA PATATA BOLLENTE DELLA RAI È LA SPIA DI UN AUTUNNO CALDISSIMO PER I TRE CABALLEROS: LEGGE FINANZIARIA, MES DA RATIFICARE, PNRR IMPOSSIBILE DA PORTARE A TERMINE NEL ’26, PATTO DI STABILITÀ DA DILUIRE, SALVINI CON LA DENTIERA AVVELENATA SULL’AUTONOMIA, TAJANI E POTERI FORTI CHE PUNTANO I PIEDI SUL “CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ” A SPESE DI BANCHE E ASSICURAZIONI, DEEP STATE SUL PIEDE DI GUERRA - MENTRE L’EUROPA PIÙ CHE UN COMMISSARIO VUOLE COMMISSARIARE L’ITALIA, LA DUCETTA SI BALOCCA INDECISA SE FARE L’ELECTION-DAY PER LE TRE REGIONI ATTESE IN AUTUNNO AL VOTO: LA PROBABILE VITTORIA DELLA SINISTRA SAREBBE UN RINTOCCO FUNEBRE PER IL GOVERNO…   

Marco Galluzzo per www.corriere.it

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

 

Se chiedi a uno dei due vicepremier ti risponde che non è mai stato convocato un vertice di maggioranza. Se chiedi all’altro ti risponde che al momento ci sono cose più importanti e che magari tutti e tre — ovvero la premier Giorgia Meloni e i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani — si vedranno a quattrocchi durante le ferie estive, lontano dai riflettori e dalle mura di Palazzo Chigi.

 

Eppure mercoledì, a margine del Consiglio dei ministri, è improbabile che i tre leader della maggioranza non abbiano una sorta di punto di riflessione politica, anche per grandi linee, prima di concedersi un periodo di riposo. Di sicuro la questione del rinnovo del cda della Rai, e di conseguenza dei vertici dell’azienda pubblica, è rinviato a settembre, lo hanno deciso lunedì i capigruppo dei tre principali partiti che sostengono il governo. Ma non sono pochi i dossier che sono aperti e che devono essere discussi.

CASSE VUOTE AL MEF - VIGNETTA BY GIANNELLI

 

Il primo motivo della necessità di un confronto è l’impostazione della legge Finanziaria. Il 20 settembre il Mef pubblicherà dati certi sulle finanze pubbliche, poi toccherà ai partiti, e dunque a precise scelte politiche, cercare di impostare una legge di Bilancio che tenga conto della correzione che ci chiede Bruxelles, della conferma del taglio del cuneo fiscale degli scorsi anni e della necessità di reperire risorse economiche per far quadrare la manovra.

 

A margine del Cdm, o magari fra qualche giorno in Puglia durante le vacanze estive della presidente del Consiglio, i tre esponenti politici dovranno poi affrontare almeno altri due nodi. In primo luogo legati al timing e alle possibili correzioni delle due principali riforme costituzionali che da qui a fine anno potrebbero essere sottoposte a un altro passaggio parlamentare: nel caso del premierato c’è l’esigenza di un’intesa sulle possibili modifiche in modo che prima di dicembre il secondo voto alla Camera risulti quello definitivo, rilasciando un testo che in terza e quarta lettura non dovrebbe essere più toccato.

Fazzolari Meloni

 

La stessa esigenza è matura sulla separazione delle carriere dei magistrati, un altro dei punti chiave del programma elettorale e dunque un’altra delle promesse sulle quali Meloni intende avere un quadro temporale chiaro e condiviso, in modo di procedere in modo spedito e senza intoppi.

 

GIANCARLO GIORGETTI BIAGIO MAZZOTTA

Se in Parlamento gli ultimi giorni prima delle ferie saranno dedicati ad approvare i decreti legge ancora «aperti», un momento di riflessione a tre riguarderà anche alcune nomine nelle partecipate pubbliche. La sostituzione del Ragioniere generale dello Stato potrebbe arrivare in Cdm. E di sicuro Meloni avrà da condividere anche il succo del suo confronto con il presidente cinese, avuto pochi giorni fa a Pechino.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…