antonio tajani silvio berlusconi mario draghi licia ronzulli

C’È LA GUERRA E IL GOVERNO NON PUÒ CADERE. TANTO VALE FARE UN PO’ DI CASINO! - LA PARABOLA DI “FORZA ITALIA”: IL PARTITO PIÙ DRAGHIANO CHE SI È TRASFORMATO IN SPINA NEL FIANCO DI “MARIOPIO” - A INFLUIRE SONO STATI TANTI FATTORI: PRIMO FRA TUTTI IL COMPORTAMENTO DEI TRE MINISTRI MODERATI BRUNETTA-GELMINI-CARFAGNA, POCO GRADITI AL DUPLEX FILO-SALVINIANO RONZULLI-TAJANI. POI C'È STATA L’AUTOCANDIDATURA DEL PREMIER AL QUIRINALE E INFINE IL CONTANTE E IL CATASTO...

Francesco Olivo per “la Stampa”

 

draghi berlusconi

Abituati a temere le insidie dalla Lega, a Palazzo Chigi ora fa paura Forza Italia. Il partito più draghiano della maggioranza, infatti, è diventato all'improvviso quello più barricadero. Le frizioni con Mario Draghi iniziano a essere molte, dai limiti al contante alla delega fiscale. La lista potrebbe presto allungarsi e così ai collaboratori del premier il dubbio è sorto: c'è dietro qualcosa, un cambio di strategia.

 

maurizio gasparri foto di bacco (8)

Draghi vuole evitare nuovi incidenti, così ha alzato il telefono e ha chiesto un appuntamento a Maurizio Gasparri, dirigente di Forza Italia ed esperto conoscitore di trame parlamentari. I due si conoscono praticamente da trent' anni, quando il premier era direttore generale del Tesoro e Gasparri un giovane parlamentare di destra.

 

Nel colloquio della settimana scorsa, il presidente del Consiglio ha chiesto il motivo di tante incomprensioni, cercando di sminare il terreno da nuovi incidenti. Il senatore ha risposto chiedendo di smussare le rigidità del capo del governo su alcuni principi non negoziabili del berlusconismo: la casa, il fisco, le professioni.

 

licia ronzulli antonio tajani

«Su Green Pass e la guerra siamo stati fermi sostenitori del governo, ora si tenga conto della nostra sensibilità», dice Gasparri. A Palazzo Chigi il cambio di atteggiamento degli azzurri lo leggono così: motivi politici, la competizione a destra, ma anche personali, la scelta dei ministri mai stata gradita ad Arcore. Altro elemento che ha incrinato il rapporto è stato il Quirinale: la disponibilità di Draghi al trasferimento sul Colle, esplicitata nella conferenza stampa di Natale, non è piaciuta a Silvio Berlusconi, che all'epoca si sentiva in partita.

 

RENATO BRUNETTA MARA CARFAGNA

Non è un caso che nel momento più drammatico delle trattative Antonio Tajani confermò direttamente a Draghi il No di Forza Italia alla sua candidatura. Per portare avanti gli strappi più vistosi, l'emendamento sul contante e quello sul catasto, gli azzurri hanno fatto fronte comune con la Lega, per ricompattare un centrodestra uscito a pezzi dopo la partita del Quirinale, ma soprattutto per marcare stretto il Carroccio in una sfida interna alla coalizione.

 

maria stella gelmini renato brunetta

La mossa però riapre la breccia con i ministri, che da tempo denunciano un appiattimento del partito sulle posizioni di Salvini. Ma da Forza Italia hanno studiato i flussi e spiegano che il vero concorrente non è la Lega, ma Fratelli d'Italia. In questa ottica vanno lette le posizioni più rigide delle ultime settimane, che proseguiranno su alcuni temi, a partire dal codice degli appalti e il ddl concorrenza oltre ovviamente al catasto e i balneari.

 

GELMINI CARFAGNA BRUNETTA

E il fatto che tutti considerino impossibile una crisi di governo con una guerra in Europa contribuisce alla libertà di azione degli azzurri, senza dover temere conseguenze. Emergono così alcune contraddizioni: «Se cediamo sul catasto o sui balneari ci linciano nei talk show su Mediaset», dice uno dei massimi dirigenti azzurri. «Stiamo saldamente al governo - dice Alessandro Cattaneo, il deputato che ha portato avanti la trattativa sulla delega fiscale -, ma il governo è nato per affrontare grandi temi, evitiamo di incaponirci su questioni che ci dividono».

 

marta fascina e silvio berlusconi da cracco in galleria, a milano 9

In questi giorni, Tajani manda ai colleghi messaggi con i risultati di un sondaggio che vede il partito oltre il 10%, segno che gli scontri con Draghi iniziano a pagare. Una boccata d'ossigeno dopo tante sofferenze, un piccolo regalo per le (quasi) nozze di sabato tra Berlusconi e Marta Fascina.

 

Diffondere ottimismo serve anche a cercare di calmare le acque tra i parlamentari: se Forza Italia prendesse una percentuale tra il 7 e l'8%, infatti, tra Camera e Senato ci sarebbe spazio per circa 30/35 eletti, contro i quasi 80 di oggi. Una prospettiva pericolosa che richiede un cambio di linea.-

DRAGHI BERLUSCONIBERLUSCONI DRAGHIMARIO DRAGHI E SILVIO BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…