volodymyr zelensky donald trump assad putin

L’OBIETTIVO DEGLI AMERICANI PER TRAMITE DEI RIBELLI SIRIANI: FAR FUORI ASSAD PER COSTRINGERE PUTIN AL NEGOZIATO – LUCIO CARACCIOLO: “LA RESA POTREBBE ENTRARE NEL PACCHETTO DELLA TREGUA IN UCRAINA CHE TRUMP SPERA DI STABILIRE ENTRO LA PRIMAVERA PROSSIMA. LA PERDITA DELLA ‘SUA’ SIRIA COME SOVRAPPREZZO PAGATO DA PUTIN PER L’ANNESSIONE DI FATTO DEI TERRITORI STRAPPATI A KIEV E PER LE AMBIGUE FORMULE CHE POTREBBERO MASCHERARE LA RINUNCIA DI ZELENSKY O DI UN SUO SUCCESSORE ALLA ‘IRRINUNCIABILE’ INTEGRAZIONE ATLANTICA, RINUNCIABILE SECONDO DIVERSI ATLANTICI, AMERICANI INCLUSI...”

 

lucio caracciolo a un giorno da pecora

MOSCA, MANCANO CONDIZIONI PER RIPRESA NEGOZIATI CON USA

(ANSA) - Al momento non ci sono le condizioni perché la Russia riprenda i colloqui con gli Usa, anche se potrebbero essere utili. Lo ha affermato la presidente del Consiglio della Federazione russa Valentina Matvienko. "Al momento - ha detto - non ci sono le condizioni per riprendere i negoziati a pieno titolo tra il Senato degli Stati Uniti e il Consiglio della Federazione, anche se in determinate circostanze potrebbero essere utili".

 

TUTTE LE POTENZE IN GUERRA A DAMASCO

Estratto dell’articolo di Lucio Caracciolo per “la Repubblica”

SIRIA - RIBELLI CONQUISTANO ALEPPO

https://www.repubblica.it/commenti/2024/12/02/news/guerra_siria_damasco_potenze_caracciolo-423789856/?ref=RHLF-BG-P6-S1-T1

 

 

[…] Nuova spartizione dei resti di Siria. Per decrittare la scena strategica, studiamola alla luce radente di tre fari. Il primo e più immediato è lo scontro fra Israele e Iran. Per Gerusalemme l’obiettivo strategico è spezzare o almeno allentare il corridoio imperiale iraniano che connette Teheran al Mediterraneo via Baghdad e Damasco, con sbocco a Beirut e ambigua appendice a Sanaa.

 

BENJAMIN NETANYAHU ANNUNCIA LA MORTE DI YAHYA SINWAR

Di qui l’attacco a Hezbollah, in Libano, che continua sotto copertura di fittizio “cessate il fuoco”. Offensiva che ha costretto il Partito di Dio a scoprire il fianco siriano per difendere Beirut e dintorni.

 

È uno dei mille paradossi mediorientali che a profittarne tatticamente siano gruppi qaidisti riciclati ad uso occidentale, i quali sul piano strategico servono il disegno israeliano di infragilire l’asse Iran-Hezbollah.

 

Con l’appoggio discreto degli americani, stanziati in Siria orientale nominalmente per proteggervi i curdi e stroncarvi i residui dello Stato Islamico, di fatto per ostacolare l’espansione turca verso e oltre l’Eufrate.

 

erdogan assemblea generale onu

Il secondo riguarda proprio la Turchia, principale sponsor dei ribelli jihadisti. Da otto anni si è riaffacciata sul suo Levante con il doppio obiettivo di stroncare i curdi del Pkk ed estendersi oltre i confini attuali, verso est e verso sud, seguendo le orme ottomane e i precetti geopolitici fissati nel Patto nazionale di Atatürk (1920).

 

Obiettivo possibile solo se gli Stati Uniti sgombreranno il loro spicchio di Siria, in sintonia con il presunto disimpegno dalla regione, cui restano oggi inchiodati per difendere Israele dalle esuberanze di Netanyahu.

 

[…]  Il terzo concerne la Russia e si riflette immediatamente sulla guerra in Ucraina. Il regime siriano è (era?) il gioiello del Levante già filosovietico oggi filorusso. Dopo averlo salvato nel 2015, ora Putin rischia di perderlo.

 

bashar al assad con vladimir putin

Il tardivo, limitato intervento contro i jihadisti di Tahrir al-Sham deriva anche dalla sovraestensione dei suoi impegni militari, in Ucraina ma anche nell’ex Terzo Mondo alias Sud Globale, a sostegno dei regimi antioccidentali. Mosca deve darsi delle priorità. In cima alle quali è la sconfitta di Kiev intesa neutralizzazione di una nazione che agli occhi di Putin non esiste e non deve comunque incardinarsi nella sfera d’influenza a stelle e strisce.

 

Quanto ai cinesi, giunti in soccorso dei russi per impedire la vittoria americana in Ucraina, osservano con qualche sgomento la devastazione di territori europei e mediorientali da loro considerati fertili corridoi strategico-commerciali delle nuove vie della seta, dai quali dipendevano e in parte tuttora dipendono per importanti forniture alimentari ed energetiche.

 

Abu Muhammad al Jolani

Tra le varianti dell’incerta partita siriana, una sotterranea ma decisiva. La resa di al-Asad potrebbe infatti entrare nel pacchetto della tregua in Ucraina che Trump spera di stabilire entro la primavera prossima e che dovrebbe essere preceduta da un vero cessate-il-fuoco fra Israele, Hamas e Hezbollah.

 

La perdita della “sua” Siria come sovrapprezzo pagato da Putin per l’annessione di fatto dei territori strappati a Kiev e per le ambigue formule che potrebbero mascherare la rinuncia di Zelensky o di un suo successore alla ”irrinunciabile” integrazione atlantica — rinunciabile secondo diversi atlantici, americani inclusi. L’autocrate del Cremlino potrà consolarsi rimembrando la leggenda islamica che vuole il Profeta refrattario a visitare Damasco perché “bella come il Paradiso”. Meglio godersela in Cielo.

LA SUDDIVISIONE DELLA SIRIA GUERRA IN SIRIA - I RIBELLI CONQUISTANO ALEPPOisraele attacca la siria 3RIBELLI JIHADISTI SIRIA

LUCIO CARACCIOLO

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?