conferenza capigruppo

C’E’ GROSSA CRISI – CAPIGRUPPO DIVISI, DOMANI ALLE 18.00 IL SENATO VOTERA’ SUL CALENDARIO (A MAGGIORANZA) – PD E LEU SULLE BARRICATE: “UNA FORZATURA INAUDITA” – LE OPPOSIZIONI SPINGONO PER AVERE CONTE IN AULA IL 20 AGOSTO MA LEGA-FORZA ITALIA E FRATELLI D’ITALIA VOGLIONO IL 14 - LE IPOTESI DEI NUMERI DOMANI IN AULA

Da corriere.it

 

conferenza capigruppo

L'Aula del Senato è convocata per domani (martedì 13 agosto) alle 18.00 per decidere il calendario dei lavori di Montecitorio. La prima battaglia della grande guerra si combatte in Parlamento. Salvini ha capito che da solo non può vincerla, perché in virtù del voto del 4 marzo 2018 può contare solo sul 17% di senatori e deputati.

 

E così il segretario della Lega è pronto a incontrare (probabilmente domani) Berlusconi per formalizzare un accordo con Forza Italia. Dietro la sfida dell'agenda si muovono i fili di un intreccio ben più grande, che riguarda il destino della legislatura e dei partiti. Grillo cerca l'abbraccio col Pd «per fermare lo sceriffo in fuga». Renzi minaccia e ha già deciso il nome del nuovo partito, Azione civile. Zingaretti resiste: ma per quanto? Tutto è in vorticoso movimento, in attesa che il boccino della crisi passi nelle mani del premier Conte e poi del capo dello Stato. Questa mattina si sono riuniti i gruppi parlamentari al Senato.

 

DI MAIO SALVINI CONTE

Poi la conferenza dei capigruppo che, senza decisione unanime, ha passato la parola all'Aula, convocandola per domani: saranno i senatori a decidere quando mettere ai voti la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte presentata dalla Lega. Vecchi e nuovi avversari del ministro dell'Interno si preparano alla grande conta. Se i senatori di centrodestra saranno meno degli altri, le opposizioni potranno fissare la discussione su Conte attorno al 20 agosto. Altrimenti, come suggerisce Pietro Grasso di Leu, potrebbero non entrare in aula e far mancare il numero legale..

 

LE IPOTESI DEI NUMERI DOMANI IN AULA

Da repubblica.it

 

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

Andando in ordine: oggi la conferenza dei capigruppo del Sento deciderà sul calendario dei lavori e lì l'asse M5S-Pd, che vuole posticipare a dopo il 19 agosto la convocazione dell'Assemblea, avrà la maggioranza. In assenza di unanimità, però, il calendario può essere discusso e messo ai voti in Aula: la scelta di convocarla spetta appunto al presidente del Senato.

 

E la seduta può svolgersi subito perché Palazzo Madama non è convocato a domicilio, circostanza nella quale bisognerebbe aspettare 5 giorni per la convocazione dell'Aula. La prossima seduta dell'assemblea risulta infatti già fissata per il prossimo 10 settembre.

 

NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

Se si votasse il calendario già domani e le truppe del centrodestra fossero al completo come annunciato, Lega, FI e FdI potrebbero contare su 136 voti, a cui si potrebbero aggiungere i due del Maie, arrivando così a quota 138. Il fronte opposto sulla carta ha la maggioranza: sono 107 i senatori 5S, 51 quelli Pd e una decina quelli del Misto, fra cui i 4 senatori di LeU, per un totale di 168 voti. Restano da attribuire i 6 voti del gruppo delle Autonomie, che però in questo caso non fanno la differenza.

 

Il Partito democratico però non può contare sul pienone in queste ore: le assenze sarebbero numerose, mettendo a rischio qualsiasi votazione. L'unica strada per evitare rischi sarebbe quella di far mancare il numero legale. Sulla carta quest'ultimo è pari a 161 e pur immaginando qualche assenza giustificata per congedo difficile che si abbassi troppo.

 

Se dovesse mancare il numero legale la seduta potrebbe, da regolamento, essere convocata ogni 20 minuti fino a 4 volte nello stesso giorno, per poi essere rinviata al giorno successivo, ripartendo dallo stesso orario. Questo meccanismo si può ripetere fino a che non si raggiunga in Aula il numero legale per procedere con la deliberazione.

RENZI ZINGARETTI

 

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