alessandro di battista

E’ LA VOLTA BUONA CHE “DIBBA” CE LO LEVIAMO DAL PIFFERO - NEL SUO LIBRO IL “CHE GUEVARA DI ROMA” NE HA PER TUTTI: SALVINI “INAFFIDABILE”, MALAGÒ “UN COATTO”, LUI E MONTEZEMOLO “SONO DUE BIMBETTI SENZA ARTE NÉ PARTE”, FABIO FAZIO “UNO CHE PENSA SOPRATTUTTO ALLA CARRIERA”, CHIAMPARINO “INCARTAPECORITO” - NEL M5S SI DIFFONDE LA VOCE CHE DI BATTISTA PENSI SOLO AI SOLDI: SI RACCONTA NELLE CHAT CHE…

Alessandro Trocino per il “Corriere della sera”

 

alessandro di battista

Un de profundis del governo, in 126 paginette di agile «pamphlet», come lo definisce il suo autore Alessandro Di Battista. Una piccola bomba a mano tirata sul governo, su Matteo Salvini e su Luigi Di Maio. I parlamentari non hanno ancora letto il testo, uscito ieri, ma sono bastate le prime anticipazioni per scatenare una rivolta contro l'ex Subcomandante che, indeciso se andare al fronte o restare nelle retrovie, ha pensato bene di minare dalle fondamenta l'esecutivo. Perché, scrive nelle ultime righe, se continuano «gli squallidi giochi di potere», il Movimento deve fare il Movimento: «Un conto è fare un patto di governo, un altro è essere complici».

 

politicamente scorretto di alessandro di battista

L'esternazione di Di Battista viene contestata nelle molte chat che viaggiano tra i parlamentari. Si racconta che l'ex deputato avesse un accordo con Loft, la piattaforma tv del Fatto , per scrivere reportage dall' India. Ma il viaggio, pluriannunciato, è saltato. «L'accordo, ci aveva detto lui stesso - racconta un deputato -, doveva portargli un compenso di 20-25 mila euro al mese. E invece è saltato. Per questo se n'è uscito con questo libro. Per sfruttare l'immagine del Movimento e fare soldi».

 

Quella del denaro è una voce ricorrente tra i parlamentari, infuriati. Si racconta nelle chat che abbia partecipato più volte alle «war room», i gabinetti di guerra di Di Maio, e in un'occasione abbia spiegato di aver bisogno di soldi e di sperare in un ruolo retribuito nel Movimento. Menzogne contro una voce scomoda? Possibile, ma in molti fanno notare che Di Battista sia sempre stato a favore di un governo con Salvini e che ora il dietrofront sia motivato da altro.

 

di battista

Con l'aggravante di parlare da quasi esterno. «Ogni volta che c'è una responsabilità - scrive un parlamentare - si tira indietro. Gianroberto gli aveva offerto di fare il sindaco di Roma e ha detto no. Luigi di fare il candidato alle Europee e ha detto no. Vuole fare la rivoluzione, ma non si fa da casa, scrivendo libri. Si fa scendendo in piazza». Un clima pessimo. Veleni e coltelli. «Pugnalate», per dirla con l'autore. Con Di Maio arroccato a Palazzo Chigi, che fa sapere di non aver letto il libro e di avere altro da fare.

 

luca di montezemolo giovanni malago

Il pamphlet è «Politicamente scorretto», come da titolo. Accuse, talvolta insulti. Di Battista rivela di aver cambiato idea su Salvini: «Mi fidavo di lui». Ora non più: «Sta giocando sporco. Fa strategia, provoca, cerca pretesti per attribuire al Movimento la rottura, perché la sola cosa che gli interessa è fare il premier». Salvini per Di Battista è «inaffidabile», «schiavo del potere», «un politico vecchio», «uno del sistema», «un garantista solo con gli amici». Via sms gli contestò, dice, «l'ignobile show alla Buster Keaton di Berlusconi» al Quirinale. Sms, butta lì, «forse mai arrivato». Arrivano via carta, invece, accuse e insulti.

A Giovanni Malagò, «una piattola», «un coatto».

 

FABIO FAZIO CON IL PENDOLINO

Lui e Luca Cordero di Montezemolo, dice, «sono due bimbetti senza arte né parte». Fabio Fazio «uno che pensa soprattutto alla carriera», Sergio Chiamparino uno «incartapecorito». Il Pd «è iperliberista e profondamente di Destra» (nel libro si abusa di maiuscole e la parola più ricorrente è «ignobile»), mentre Salvini, prima di cambiare idea, «era molto più di sinistra del Pd».

 

Poi c'è Di Maio: «Ho il dovere di pungolarlo, di spronarlo, di criticarlo ove necessario».

CHIAMPARINO

Mai pensato di sostituirlo, dice. Ma ha fatto «un grande errore»: stare zitto sui 49 milioni della Lega. E il Movimento è fiacco, non ha più «un sogno». C' è n'è anche per il governo Conte: «Gli riconosco molti successi, ma il cambiamento vero si ottiene con il coraggio». Di Battista, a San Francisco, parlava così al figlio: «Andrea, sii affettuoso con papà che rosica per non aver partecipato al Consiglio dei ministri». A leggere le reazioni furiose degli altri, forse ripenserà a quel che gli disse papà Vittorio, già Msi, il giorno che entrava per la prima volta a Montecitorio: «La politica è tremenda».

di maio di battista

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”