nucleare putin einstein

SALVIAMO L'UMANITÀ DAL DISASTRO NUCLEARE: E' UN APPELLO DEL 2022? NO, DI 67 ANNI FA! - NEL 1955 IL LOGICO E FILOSOFO INGLESE BERTRAND RUSSELL, 83 ANNI, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA, SCRISSE UNA LETTERA AD ALBERT EINSTEIN CHE OGGI SEMBRA ATTUALISSIMA - IL PREMIO NOBEL PER LA FISICA GLI RISPOSE PROPONENDO UNA "DICHIARAZIONE PUBBLICA" CONTRO LA PROLIFERAZIONE DEGLI ARSENALI - INSOMMA, NON ABBIAMO IMPARATO UN CAZZO...

Da “Libero Quotidiano”

 

Bertrand Russell

Il 16 febbraio 1955, il logico e filosofo inglese Bertrand Russell, 83 anni, premio Nobel per la letteratura, scrive una lettera ad Albert Einstein: «Penso che eminenti uomini di scienza dovrebbero fare qualcosa di spettacolare per aprire gli occhi ai governi sui disastri che possono verificarsi».

 

Russell allude al problema nucleare, che in quegli anni - in quei mesi - sta registrando una forte accelerazione. Albert Einstein, 76 anni, premio Nobel per la fisica, risponde dopo cinque giorni proponendo una «dichiarazione pubblica» che loro due e altri eminenti uomini di scienza avrebbero potuto firmare.

 

Albert Einstein

Entrambi sono preoccupati per la proliferazione degli arsenali, per l'uso dei sommergibili atomici e l'irruzione sulla scena dei missili in grado di portare testate atomiche in ogni parte del mondo. A spaventare lo scienziato e il letterato anche le bombe H, molto più potenti di quelle sperimentate a Hiroshima a Nagasaki. La guerra nucleare è diventata una tragica possibilità.

 

La loro dichiarazione pubblica contribuirà a rendere come scriverà poi lo scrittore Lawrence S. Wittner - la guerra nucleare un tabù. Il Manifesto Einstein-Russell viene reso noto il 9 luglio 1955 (tre mesi dopo la morte dello scienziato) e diventerà il "documento" che scongiurerà la guerra nucleare. Michail Gorbaciov, in un'intervista a Wittner, sosterrà di essere stato profondamente influenzato dalle idee pacifiste di Einstein e Russell quando, nel 1987, propose al presidente Usa Ronald Reagan di abolire i loro rispettivi arsenali nucleari.

 

Albert Einstein

Grazie al Manifesto nacquero le Pugwash Conferences on Science and World Affairs, il cui scopo è la costruzione della pace e, in particolare, il disarmo nucleare. Proponiamo ai nostri lettori il testo integrale del Manifesto oggi drammaticamente attuale.

 

Nella tragica situazione che affronta l'umanità, noi riteniamo che gli scienziati dovrebbero riunirsi in un congresso per valutare i pericoli che sono sorti come conseguenza dello sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere una risoluzione nello spirito della seguente bozza di documento.

 

Non stiamo parlando, in questa occasione, come membri di questa o quella nazione o continente o fede religiosa, ma come esseri umani, membri della specie umana, la cui sopravvivenza è ora messa a rischio. Il mondo è pieno di conflitti, tra cui, tralasciando i minori, spicca la titanica lotta tra Comunismo e Anticomunismo.

 

ALBERT EINSTEIN

Quasi chiunque abbia una coscienza politica nutre forti convinzioni a proposito di una di queste posizioni; noi vogliamo che voi, se è possibile, mettiate da parte queste convinzioni e consideriate voi stessi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una ragguardevole storia e di cui nessuno di noi desidera la scomparsa.

 

Cercheremo di non dire una sola parola che possa piacere più ad un gruppo piuttosto che all'altro. Tutti, in eguale misura, sono in pericolo e se il pericolo è compreso, c'è speranza che lo si possa collettivamente evitare. Dobbiamo cominciare a pensare in una nuova maniera.

 

Dobbiamo imparare a chiederci non che mosse intraprendere per offrire la vittoria militare al proprio gruppo preferito, perché non ci saranno poi ulteriori mosse di questo tipo; la domanda che dobbiamo farci è: che passi fare per prevenire uno scontro militare il cui risultato sarà inevitabilmente disastroso per entrambe le parti?

 

albert einstein

Un vasto pubblico e perfino molti personaggi autorevoli non hanno ancora capito che potrebbero restare coinvolti in una guerra di bombe nucleari. La gente ancora pensa in termini di cancellazione di città. Si è capito che le nuove bombe sono più potenti delle vecchie e che, mentre una bomba -A potrebbe cancellare Hiroshima, una bomba H potrebbe distruggere le più grandi città, come Londra, New York o Mosca.

 

Non c'è dubbio che, in una guerra, con bombe H, grandi città potrebbero finire rase al suolo. Ma questo è uno dei disastri minori che saremmo chiamati a fronteggiare. Se tutti, a Londra, New York e Mosca venissero sterminati, il mondo potrebbe, nel corso di pochi secoli, riprendersi dal colpo. Ma ora noi sappiamo, specialmente dopo i test alle isole Bikini, che le bombe nucleari possono gradualmente spargere distruzione sudi una area ben più vasta di quanto si pensasse.

 

albert einstein

Si è proclamato con una certa autorevolezza che ora si può costruire una bomba 2.500 volte più potente di quella che ha distrutto Hiroshima.

 

RISCHIO RADIAZIONI

Una tale bomba, se esplodesse vicino al suolo terrestre o sott' acqua, emetterebbe particelle radioattive nell'atmosfera. Queste ricadono giù gradualmente e raggiungono la superficie terrestre sotto forma di polvere o pioggia mortifera. È stata questa polvere che ha contaminato i pescatori giapponesi e i loro pesci. Nessuno sa quanto queste particelle radioattive possano diffondersi nello spazio, ma autorevoli esperti sono unanimi nel dire che una guerra con bombe H otrebbe eventualmente porre fine alla razza umana. Si teme che, se molte bombe H fossero lanciate, potrebbe verificarsi uno sterminio universale, rapido solo per una minoranza, ma per la maggioranza una lenta tortura di malattie e disgregazione.

 

DISASTRO NUCLEARE

Molti avvertimenti sono stati lanciati da eminenti scienziati e da autorità in strategie militari. Nessuno di loro dirà che sono sicuri dei peggiori risultati. Quello che diranno sarà che questi risultati sono possibili, e nessuno può essere certo che non si realizzeranno. Non abbiamo ancora capito se i punti di vista degli esperti su questa questione dipendano in qualche grado dalle loro opinioni politiche o pregiudizi. Dipendono solo, per quanto ci hanno rivelato le nostre ricerche, da quanto è vasta la conoscenza particolare dell'esperto. Abbiamo scoperto che gli uomini che conoscono di più sono i più tristi. Questa è allora la domanda che vi facciamo, rigida, terrificante, inevitabile: metteremo fine alla razza umana, o l'umanità rinuncerà alla guerra?

 

ABOLIAMO LA GUERRA

La gente non affronterà l'alternativa perché è così difficile abolire la guerra. L'abolizione della guerra richiederà disastrose limitazioni alla sovranità nazionale. Ma probabilmente la cosa che impedirà maggiormente di comprendere la situazione sarà il fatto che il termine "umanità" suona vago e astratto.

 

DISASTRO NUCLEARE

La gente a malapena si rende conto che il pericolo è per loro stessi, i loro figli e i loro nipoti, e non per una vagamente spaventata umanità. Possono a malapena afferrare l'idea che loro, individualmente, e coloro che essi amano sono in pericolo imminente di perire con una lenta agonia. E così sperano che forse la guerra con la corsa a procurarsi armi sempre più moderne venga proibita. Questa speranza è illusoria. Qualsiasi accordo sia stato raggiunto in tempo di pace per non usare le bombe H, non sarà più considerato vincolante in tempo di guerra, ed entrambi i contendenti cercheranno di fabbricare bombe H non appena scoppia la guerra, perché se una fazione fabbrica le bombe e l'altra no, la fazione che l'avrà fabbricate sarà inevitabilmente quella vittoriosa.

 

DISASTRO NUCLEARE

Sebbene un accordo a rinunciare alle armi atomiche come parte di una generale riduzione degli armamenti non costituirebbe una soluzione definitiva, potrebbe servire a degli scopi importanti. Primo, ogni accordo tra Est e Ovest va bene finché serve ad allentare la tensione. Secondo, l'abolizione delle armi termo-nucleari, se ogni parte credesse all'onestà dell'altra, potrebbe far scendere la paura di un attacco proditorio stile Pearl Harbour che ora costringe tutte e due le parti in uno stato di continua apprensione.

Noi dovremmo, quindi, accogliere con piacere un tale accordo sebbene solo come un primo passo.

 

PUTIN RISCHIO BOMBA ATOMICA

Molti di noi non sono neutrali, ma, come esseri umani, ci dobbiamo ricordare che, se la questione tra Est ed Ovest deve essere decisa in qualche maniera che possa soddisfare qualcuno, comunista o anti-comunista Asiatico o Europeo o Americano, bianco o nero, questa questione non deve essere decisa dalla guerra. Noi desidereremmo che ciò fosse compreso sia all'Est che all'Ovest.

 

PROGRESSO O MORTE

Ci attende, se sapremo scegliere, un continuo progresso di felicità, conoscenza e saggezza. Dovremmo invece scegliere la morte, perché non riusciamo a rinunciare alle nostre liti? Facciamo un appello come esseri umani ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticatevi del resto. Se riuscirete a farlo si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; se non ci riuscirete, si spalancherà dinanzi a voi il rischio di un'estinzione totale.

 

bomba atomica sovietica

Risoluzione: Noi invitiamo il Congresso, e con esso gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente risoluzione: «In considerazione del fatto che in una qualsiasi guerra futura saranno certamente usate armi nucleari e che queste armi minacciano la continuazione dell'esistenza umana, noi invitiamo i governi del mondo a rendersi conto, e a dichiararlo pubblicamente, che il loro scopo non può essere ottenuto con una guerra mondiale, e li invitiamo di conseguenza a trovare i mezzi pacifici per la soluzione di tutti i loro motivi di contesa».

 

Firmato da: Max Born, W. Bridgman, Albert Einstein, Leopold Infeld, Frederic Joliot-Curie, Herman J. Muller, Linus Pauling, Cecil F. Powell, Joseph Rotblat, Bertrand Russell, Hideki Yukawa.

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