salvini putin

SALVINI, DICCI LA VERITÀ! – EZIO MAURO: “PROPRIO PERCHÉ LE POSIZIONI DI SALVINI OGGI FANNO ECO ALLA LINEA DI PUTIN, È INTERESSE DEL LEADER DELLA LEGA CHIARIRE AGLI ITALIANI DI COSA PARLAVANO I SUOI UOMINI AL METROPOL, PER RISCATTARE LE SUE STESSE PAROLE SULLA RUSSIA E SULLE SANZIONI DA OGNI SOSPETTO DI UNA SUBORDINAZIONE AD UN VINCOLO IMPROPRIO CON MOSCA, E PALESARE LA SUA PIENA LIBERTÀ. PUÒ FARLO?”

 

Estratto dell'articolo di Ezio Mauro per “la Repubblica”

 

ezio mauro

Si può andare al governo divisi sulla questione più rilevante del momento, vale a dire la guerra dopo l'invasione russa dell'Ucraina, la contesa tra il Cremlino e l'Occidente, la risposta della Ue con le sanzioni a Mosca, gli aiuti dell'Italia alla resistenza di Kiev? Incredibilmente, si può.

 

Anzi, la destra si prepara esattamente a questo, pensando di vincere le elezioni con due linee contrapposte tra Lega e Fratelli d'Italia sull'emergenza bellica, senza preoccuparsi di garantire una visione comune e un impegno condiviso al cittadino che va alle urne […].

 

salvini putin conte

Si capisce l'attenzione dei partner internazionali del nostro Paese. L'Italia torna a essere zona di frontiera, proprio mentre rinasce il solco che divide l'Est e l'Ovest del continente: e come tale, soprattutto, torna ad essere zona contesa tra i due campi, porosa politicamente, ambigua strategicamente, confusa culturalmente.

 

[…] Stiamo rischiando di sperimentare per primi nell'Occidente l'estremismo di destra tradotto in governo, senza una decantazione moderata davanti alle lezioni della storia: le incognite sono dunque naturali, le inquietudini anche. Ma c'è qualcosa di più profondo, che non si può ignorare.

 

SALVINI PUTIN

Il leader della Lega Salvini sta assumendo ogni giorno di più il ruolo di replicante occidentale degli interessi di Putin. Già prima dell'invasione dell'Ucraina c'era stato un entusiasmo leghista crescente nei confronti del presidente russo, che Salvini dichiarava spericolatamente di preferire "tutta la vita" ad Obama, alla Merkel ("ve la lascio, scelgo Putin"), e Berlusconi e a Renzi ("non vale un suo mignolo"), a Mattarella ("ne cedo due, in cambio di mezzo Putin").

IL CREMLINO E LE ELEZIONI ITALIANE

 

Intanto esponeva il ritratto del Capo del Cremlino sulla maglietta, lo definiva "uno dei migliori uomini politici della nostra epoca" nel 2018 e "uno dei più lucidi leader mondiali" nel 2019, dopo aver firmato uno "storico accordo" d'intesa tra la Lega e Russia Unita, il partito putiniano.

 

Finché un'intercettazione sui divani dell'hotel Metropol di Mosca fa affiorare la punta di un iceberg politico-affaristico sommerso, captando la conversazione dell'ottobre 2018 tra tre esponenti russi e tre italiani, guidati dal presidente dell'associazione Lombardia-Russia, Gianluca Savoini, molto vicino a Salvini.

 

Al centro del colloquio, com' è noto, un negoziato sulla compravendita di 6 milioni di tonnellate di petrolio che prevede una tangente del 4 per cento alla Lega, come finanziamento per le elezioni europee.

 

HOTEL METROPOL MOSCA

Ma questa è solo la metà dello scandalo, che Salvini non ha mai sentito il bisogno di chiarire, spiegando chi ha deciso l'operazione e con quale mandato leghista: oppure denunciando chi ha usurpato il ruolo della Lega, parlando a suo nome e trascinandola in una vicenda opaca, di cui il leader non sa nulla.

 

Poi c'è l'altra metà della vicenda, ancor più scandalosa: perché in cambio del finanziamento petrolifero russo gli uomini della Lega mettono a disposizione, dal governo, pezzi rilevanti di politica estera italiana. Nelle registrazioni infatti Savoini spiega: "Stiamo veramente cambiando la situazione in Europa, ed è impossibile fermarci. La storia si è rimessa in moto, dunque è impossibile fare uno stop.  È certamente un new deal, una nuova situazione, un nuovo futuro per noi, siamo al centro di questo processo ma abbiamo un sacco di nemici, siamo in pericolo perché il nostro governo è attaccato da Bruxelles".

 

salvini savoini l'espresso

Non si tratta dunque di un gruppo di lobbisti interessati a fare la cresta su una transazione, ma di uno scambio politico esplicito e dichiarato: "È un discorso politico - dicono infatti gli italiani nella registrazione -. Noi non pensiamo di fare dei soldi con questa operazione. Noi contiamo di sostenere una campagna elettorale, cosa che è di beneficio reciproco per tutti e due gli Stati".

 

VLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI

I leghisti sono consapevoli del valore di ciò che vendono, e fanno il prezzo, chiamando in causa direttamente i vertici politici: "È molto semplice - dice la registrazione -, il piano fatto dai nostri referenti politici parla di uno sconto del 4 per cento su 500 mila tonnellate al mese, per sostenere la campagna elettorale".

 

La convenienza finanziaria dei leghisti si sposa con la convenienza politica del Cremlino, e la natura dell'affare è chiara: una percentuale petrolifera sottobanco, in cambio di una servitù italiana nella politica estera. Cosa resta oggi di quella servitù? È il momento di chiarirlo, indipendentemente dall'esito sconosciuto dell'operazione e dai suoi risvolti giudiziari.

 

matteo salvini con maglietta no sanzioni alla russia (e dietro savoini)

Ma proprio perché le posizioni di Salvini oggi fanno eco alla linea di Putin, è interesse del leader della Lega chiarire agli italiani di cosa parlavano i suoi uomini al Metropol, per riscattare le sue stesse parole sulla Russia e sulle sanzioni da ogni sospetto di una subordinazione ad un vincolo improprio con Mosca, e palesare la sua piena libertà. Può farlo?

salvini putin

 

 

MATTEO SALVINI - SERGEY RAZOV - GIANLUCA SAVOINIsalvini savoinireport e la trattativa tra savoini e i russi 6SALVINI SAVOINIsavoini salvini

 

savoiniHOTEL METROPOL MOSCA 1

Ultimi Dagoreport

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA