descalzi 675

SALVINI-GATE - LA PROCURA MILANESE SEGUE LA PISTA DELL'ENI: TRE MILIONI DI TONNELLATE DI GREGGIO NON PASSANO SENZA LASCIARE TRACCE – INDAGINE IN MANO A UNO SPECIALISTA: FABIO DE PASQUALE, IL PM CHE HA CONDOTTO TUTTE LE INCHIESTE SULLE TANGENTI CHE SECONDO LUI IL GRUPPO ENI AVREBBE DISTRIBUITO QUA E LÀ PER IL MONDO - LA PROCURA LAVORAVA GIÀ DA SETTIMANE SUGLI AUDIO INCRIMINATI

Luca Fazzo per “il Giornale”

vladimir putin brinda con giuseppe conte e salvini con savoini sullo sfondo

 

Il solo a mantenere una cautela almeno di facciata è il capo della Procura milanese, Francesco Greco, che, assediato dai cronisti, dice che sulla storia dei (presunti) soldi russi alla Lega «stiamo facendo degli accertamenti per capire se ci sono ipotesi di reato». Ma tutti gli altri elementi a disposizione dicono che non si tratta affatto di una indagine «esplorativa», di quelle che ogni tanto si fanno per capire se davvero ci sia materia per indagare.

 

GIANLUCA SAVOINI AL VERTICE FRA I MINISTRI DELL INTERNO NEL LUGLIO DEL 2018 A MOSCA

No, il lavoro della Procura milanese sui rapporti tra Lega e governo russo è già in fase avanzata, e lo era prima ancora che il sito americano Buzzfeed pubblicasse l' audio della chiacchierata dell' ottobre scorso nella hall dell' hotel Metropol. La Procura sta scavando da settimane, ed è convinta che un reato ci sia stato. E per questo reato ha già iscritto nel registro degli indagati, «in concorso con ignoti», Gianluca Savoini, il leghista di casa Mosca protagonista della conversazione nell' hotel («Mai preso soldi dalla Russia, mai parlato a nome di Salvini, mai incontrato emissari del Cremlino e mai fatte cose illegali» si difende Savoini).

HOTEL METROPOL MOSCA

 

Anche questa è una scelta significativa della asprezza con cui la Procura meneghina intende condurre la sua campagna d' estate sui rapporti tra Matteo Salvini e Vladimir Putin. A disposizione, dopo l' articolo dell' Espresso che nel febbraio scorso alzò per primo il velo sulla vicenda, Greco e i suoi pm avevano un reato quasi ovvio: finanziamento illecito dei partiti. Perché è chiaro che se davvero la campagna elettorale del Carroccio fosse stata foraggiata da aiuti provenienti da Mosca questo sarebbe avvenuto senza che i rubli comparissero a bilancio. E la violazione della legge sarebbe evidente.

VLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI

 

Invece la Procura milanese mette mano all' artiglieria pesante e sceglie di contestare il reato di corruzione internazionale. È un reato che apre le porte a rogatorie e intercettazioni in modo quasi illimitato. E che all' interno della Procura ha uno specialista: Fabio De Pasquale, il pm che ha condotto tutte le inchieste sulle tangenti che secondo lui il gruppo Eni avrebbe distribuito qua e là per il mondo. Oggi De Pasquale è il magistrato italiano che conosce meglio i retroscena del mercato petrolifero internazionale. E che, perquisizione dopo perquisizione, ha radiografato in profondità il sistema Eni.

 

FABIO DE PASQUALE

Anche stavolta c' è in qualche modo di mezzo l' Eni visto che il nome del nostro ente energetico viene citato ripetutamente dai commensali del Metropol, quando - almeno in apparenza - ragionano sulle modalità con cui alla Lega potrebbe arrivare una quota del prezzo del greggio. Ed è in quella direzione che si stanno muovendo i primi passi dell' indagine.

 

Sono stati compiuti interrogatori e sono stati acquisiti documenti. Tra questi, già prima che li pubblicasse Buzzfeed, i file audio della conversazione al Metropol. È una conversazione la cui utilizzabilità nel processo è dubbia, sia che sia stata compiuta da uno dei presenti sia da qualche spione. Ma intanto è lo spunto da cui si sono mosse le indagini.

descalzi

 

Quali ruoli attribuisca la Procura ai vari personaggi della vicenda non è ancora chiaro. Savoini è accusato di corruzione, ma chi sarebbero i corrotti? «I funzionari del governo russo», viene spiegato in Procura. Ma per quanto si capisce finora i funzionari russi non avrebbero intascato tangenti, e si sarebbero mossi unicamente per aiutare un partito «amico». Come questo possa portare ad accusarli di corruzione non si sa. Rogatorie in Russia, d' altronde, avrebbero tempi lunghi e esiti incerti. Proprio per questo De Pasquale potrebbe cercare conferme in Italia, analizzando i contratti Eni.

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

Tre milioni di tonnellate di greggio non passano senza lasciare tracce.

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...