sardine

SARDINE DI TRAVERSO - CHI SONO, COSA PENSANO E PERCHÉ NON SI SENTONO "GIROTONDI" GLI AUTOCONVOCATI CHE NELLE PIAZZE DICONO NO A SALVINI - "I PARTITI? SE VOGLIONO VENIRE, DEVONO FARLO SENZA BANDIERA. L' UNICA BANDIERA CHE ACCETTIAMO È LA COSTITUZIONE" – POLITO: “UNA FORMA COSÌ PACIFICA E ALLEGRA DI PARTECIPAZIONE POLITICA È LA BENVENUTA MA SERVIRÀ A TOGLIERE CONSENSI A SALVINI?" – FERRARA: “QUESTI DICONO COSE DA PAZZI. NON ALIMENTANO PAURA E ODIO…” – E SERRA…

Marianna Rizzini per il Foglio - https://www.ilfoglio.it/politica/2019/11/24/news/il-giorno-della-sardina-288452/?underPaywall=true - ESTRATTO

 

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Seimila, dovevano essere, ma si sono presentati in più del doppio. E' iniziata così la storia istantanea delle sardine, quelle che in una settimana hanno riempito (in migliaia, con ombrelli colorati, libri e pesci di carta da issare sulla testa) le piazze di varie città, a partire da Bologna. (...) Che cosa significhi farsi improvvisamente sardina lo hanno spiegato le sardine antesignane bolognesi, nel manifesto pubblicato sulla pagina Facebook "6000 sardine".

 

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Una lettera aperta ai populisti che va sotto al titolo "benvenuti in mare aperto", poi diventato canovaccio di convocazione, in tutta Italia, per altri flash mob, alcuni appena conclusi altri ancora in fieri, da Modena a Napoli a Milano a Firenze a Sorrento a Palermo a Parma a Torino a Roma. Un contagio allegro, l' hanno chiamato. Una piazza non convocata in nome del dàgli a un' élite considerata matrigna, ma riempita in nome del "no" all' antipolitica e al populismo, considerati come l' anticamera del nulla. "Il messaggio che vogliamo mandare ai populisti è: siete circondati dai nostri cervelli", dice al Foglio Mattia Santori, ideatore, con Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti, del flash mob originario, nato come "esperimento per oscurare la campagna di Matteo Salvini in Emilia-Romagna". 

 

(...) 

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Si cerca intanto di capire in che cosa si sentano diverse, le sardine, da chi ha popolato per anni le piazze "contro" (contro Silvio Berlusconi, prima, e poi contro i partiti), dai Girotondi ai Popoli Viola ai paladini dei post-it gialli ai Cinque stelle che adesso, ironia della sorte, guardando le distese di sardine - come si evince dalle dichiarazioni del grillino Max Bugani - hanno nostalgia distorta di sé, intesi come bagno di folla ("dieci anni fa c' eravamo noi"), senza però vedere la trave nel proprio occhio: trave di un populismo uguale e contrario a quello leghista, a monte e a valle del fallito contratto gialloverde.

 

"La nostra mobilitazione", dice Santori, "non è tanto contro qualcuno, quanto contro un modo di fare politica. Siamo diversi dai Girotondi, più legati a una nicchia di persone; diversi da quelli che hanno riempito piazze con facili promesse, diversi anche da chi vede nella politica un male. La gente viene in piazza armata di sardine per andare verso la politica, con la voglia di rimboccarsi le maniche e sostenere chi prova davvero a fare qualcosa per la comunità.

 

manifestazione delle sardine a modena 6

Siamo persone normali, con delle responsabilità, persone che amano la creatività, la bellezza. E forse la cosa che dà più fastidio a Salvini è questa: si è sempre trincerato dietro la tastiera, solo che adesso la vita reale sta disintegrando il suo messaggio". Anche le sardine si servono della tastiera, ma come ponte tra "persone propositive come quelle che ci stanno contattando in questi giorni", dice Santori, convinto che queste iniziative di contrasto spontaneo al populismo "faranno benissimo anche alla destra".

La paura di essere presi, adottati e cambiati, al momento, non c' è. Né per ora ci si preoccupa del futuro peso effettivo.

 

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Qualche dubbio l' ha sollevato Antonio Polito, sul Corriere della Sera: "Il problema di questi movimenti, che ciclicamente sembrano innovare la politica italiana, è sempre lo stesso", scrive Polito: "Grande capacità di mobilitarsi (e di unirsi) contro, scarsa o nessuna capacità di mobilitarsi (e unirsi) per un programma politico o a difesa di una esperienza di governo non c' è dubbio che una forma così pacifica e anche così allegra di partecipazione politica sia la benvenuta, in mezzo a tanta indifferenza, astensionismo e noia ma può anche servire a spostare consensi, allontanandoli da Salvini?".

antonio polito foto di bacco (1)

 

Dice Stephen Ogongo, giornalista quarantacinquenne di origine keniota e promotore della prossima piazza di sardine romane (a dicembre) che "se i partiti vogliono venire, devono venire senza bandiera" e che "l' unica bandiera che accettiamo è la Costituzione".

 

L' obiettivo, per Roma, è di raccogliere, forse nella simbolica Piazza San Giovanni forse altrove, un milione di sardine, per farsi anche plasticamente città "sLegata", cioè no-Lega

 

(...) 

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Neanche a Roma ci si sente "girotondo", e alcune sardine, a leggere i commenti su Facebook, hanno apprezzato l' Amaca in cui Michele Serra, qualche giorno fa, scoraggiava il confronto: "Stando alla lettura sociopolitica in voga negli ultimi anni", scrive, "l' opposizione alla destra populista sarebbe costituita solamente dai famosi radical-chic, barricati con un drink in mano nei loro appartamenti dei centri storici. Per vera e propria grazia ricevuta dal cielo, sono arrivate le sardine a stracciare, con il loro stesso numero, queste carte false. Sono tutti quegli ombrelli non possono esserci solo economisti del Mulino, architetti paesaggisti, autori Einaudi, gastronomi slow food, incisori su pergamena e collezionisti di porcellane inesi.

 

La quantità stessa certifica che ci devono essere, per forza, anche la casalinga di Voghera e il casalingo di Piacenza, lo studente fuori corso e la supplente precaria, l' ultras della Fortitudo e la dog sitter di Pesaro, l' operaio della Ducati e la sfoglina di Budrio, con le dita ancora infarinate. Insomma, popolo. A riprova del fatto che il populismo è una bufala in sé, a partire dal nome che assegna a una sola parte politica la moltitudine delle persone". Per Serra lo smacco c' è già: "Lo smacco vero, e irrimediabile, che le sardine hanno assestato agli assedianti, è dimostrare che oggetto dell' assedio non sono i palazzi del potere, nei quali sono asserragliati pochi potenti. Oggetto dell' assedio è la città intera".

giuliano ferrara foto di bacco

 

L' interrogativo che corre è: "Riusciranno le sardine a non dissolversi nel mare di possibile qualunquismo che sempre corre a fianco della mobilitazioni di massa? 

 

(...)

 

"Questi dicono cose da pazzi", ha scritto Giuliano Ferrara su questo giornale, a proposito "dell' adunata antiretorica" delle sardine: "Non piangono miseria sociale e ribellione da controcultura aggiornata agli anni della grande ignoranza. Non alimentano paura e odio per l' avversario populista cosiddetto, si limitano a manifestare la loro stanchezza sembra un sogno, da lasciare in pace, da preservare mettendo in sonno le ansie di recupero più o meno strumentali. Un movimento spontaneo di fiancheggiamento dell' establishment".

 

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A Napoli, intanto, ci si prepara a riempire il 30 novembre Piazza del Gesù (...)E mentre Torino e Milano creano pagine Facebook per il proprio "giorno della sardina" (non senza ironia, come quando, a Torino, un' insegnante ha lanciato come simbolo una sardina all' uncinetto), la costante del clima scanzonato contro la "bestia" social salviniana fa proseliti. A Modena, la seconda città dove, dopo Bologna, ci si è mobilitati, i due promotori Samar Zaoui, studentessa di Filosofia, e Jamal Hussein, aspirante ingegnere meccanico, ricordano soddisfatti la sera di qualche giorno fa, quando hanno visto la piazza piena di gente di tutte le età sotto la pioggia. "La nostra piazza", dice Samar, "ha raccolto persone sfiduciate, persone che hanno dato un segnale di risveglio e voglia di partecipare in una regione dove sicuramente di fronte a un ex ministro dell' Interno che parla come Salvini si attiva un feedback ideologico e storico di un certo tipo di sinistra, ma dove è trasversale la saturazione per un modo di fare politica che fa perno sull' ansia e sulla paura" . E' successo anche, in questi giorni, che un antico post antisalviniano di Samar, in cui Salvini appariva raffigurato come Mussolini a testa in giù, sia emerso dalle viscere del web, con reazione immediata dell' interessato. "E' stato un errore, quel post, non ho problemi a dirlo".

 

il post del professore di fiorenzuola anti sardine giancarlo talamini bisi

Vale per tutti il no al discorso d' odio. Il collega Jamal sottolinea la diversità delle sardine dai grillini (che furono): "Una differenza abissale, non fosse altro che per il 'vaffa' di Beppe Grillo. Noi non vogliamo dire 'vaffa', non vogliamo aizzare..." (...)

 

 

MICHELE SERRA SULL'AMACA

Ma che forza reale forza hanno le sardine? "I pescatori, già al tempo di Aristotele", scrive su Repubblica Francesco Merlo, "raccontavano la meraviglia delle albe, quando le sardine luccicando si aprono a ventaglio, e gli incanti lunari in cui si addensano e le loro ombre ingigantiscono. Ma le sardine non hanno altre armi che il numero e i sensibilissimi sensori che, studiati dai neurologi, somigliano sia alla coscienza collettiva di Marx sia ai radar e ai sonar che permisero a Churchill di respingere l' invasione nazista". Al momento, dopo le prime piazze, i convenuti ai "sardina-day" si contano sotto gli ombrelli. E se a Bologna risuonavano le parole della canzone di Lucio Dalla - "com' è profondo il mare" - tra i flutti internettiani dei futuri lidi (piazze di Milano, Torino, Roma) naviga la frase del manifesto bolognese in cui si dice "cari populisti, avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi, buttando tutto in caciara". La caciara è finita, andate in pace (questa la speranza, se è poco o tanto si vedrà).

francesco merlo foto di bacco

 

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