xi jinping olaf scholz

UNO SCHIAFFO A BIDEN – IN BARBA AGLI USA, DOMANI OLAF SCHOLZ ARRIVERÀ IN CINA: PRIMO LEADER DEL G7 A INCONTRARE XI JINPING DOPO IL CONGRESSO CHE L'HA RIELETTO PER UN TERZO MANDATO –A BERLINO CRESCONO LE POLEMICHE PER LA DIPENDENZA CON PECHINO. LUI SE NE FOTTE E SI PORTA DIETRO I BIG DELL’INDUSTRIA. L’INTERSCAMBIO VALE 246 MILIARDI, IL 9,5% DEL COMMERCIO ESTERO DELLA GERMANIA (DANKESCHOEN, ANGELA MERKEL)

Isabella Bufacchi per "il Sole 24 Ore”

 

XI JINPING OLAF SCHOLZ

Corre voce che agli incontri ufficiali con i leader politici tedeschi a Pechino, il presidente cinese Xi Jinping legga provocatoriamente un testo scritto. Vera o non vera, questa indiscrezione che gira a Berlino la dice lunga sul clima pesantemente polemico che accompagna il primo viaggio ufficiale del cancelliere Olaf Scholz a Pechino, rinviato finora a causa del Covid.

 

La visita di Scholz in Cina - primo leader del G7 a stringere la mano a Xi Jinping dopo la rielezione del leader cinese per un terzo mandato al XX Congresso del Partito comunista - ha scontentato non solo i partner europei, perché il cancelliere va da solo, ma anche i partner di governo.

 

cosco shipping 2

Il socialdemocratico Scholz, notoriamente ermetico, sembra non abbia condiviso il messaggio politico recapitato a Pechino: non è chiaro fino a che punto la Germania è disposta ad allentare i rapporti con la Cina, invece di continuare a stringerli come nell'era di Angela Merkel quando la cancelliera in Cina si teneva in equilibrio tra la difesa dei diritti umani e la protezione dell'economia tedesca.

 

xi jinping video call con macron e scholz

La ministra degli Esteri Annalena Baerbock, che con il suo partito dei Verdi si è espressa apertamente contro il sì del governo all'ingresso del colosso Cosco in un terminal del porto di Amburgo (con una quota ridotta al 24,9% dall'iniziale 35%), ha chiesto a Scholz un cambio di passo verso la Cina, in linea con l'accordo di coalizione. Il ministro delle Finanze liberale Christian Lindner, intervistato da Funke Medien, ha indicato che occorre una revisione approfondita del quadro legislativo tedesco in materia, intendendo il Foreign Trade and Payments Act, Außenwirtschaftsgesetz.

 

Annalena Baerbock

È prevedibile una stretta sulla Cina. Ieri un funzionario del governo, citato dalle agenzie internazionali, ha detto che la Germania intende cooperare con la Cina ma non accetta più una relazione di routine, di andare avanti "come al solito": la Cina deve fare di più per un rapporto equo nel commercio e deve contribuire alla pace in Ucraina.

 

La realtà è che la Germania non può fare a meno ora della Cina. Come mette in chiaro inequivocabilmente l'Ifo Institut di Monaco: il decoupling della Germania dalla Cina porterebbe a enormi perdite del Pil tedesco, con un impatto pari a sei volte la Brexit.

 

christian lindner

Il cancelliere sarà in Cina un solo giorno, domani, accompagnato da una delegazione di amministratori delegati dei colossi più attivi sul mercato cinese come BASF, VW, BMW e Siemens. Handelsblatt ha calcolato che il gruppo tecnologico Infineon genera il 37,9% delle vendite in Cina, BMW, Daimler e Volkswagen hanno tutte più del 30% delle vendite in Cina, mentre il produttore di articoli sportivi Adidas sta al 21,6%, BASF al 15,3%.

 

Siemens genera il 13,3% delle vendite in Cina. A luglio, il gruppo chimico BASF ha annunciato che costruirà un impianto di produzione di tecnopolimeri a Zhanjiang, Cina del Sud, investendo 10 miliardi di euro entro il 2030. E ridurrà la produzione in Germania ed in Europa, a causa degli alti costi dell'energia.

merkel cina1

La Cina ha il 60% delle imprese chimiche nel mondo e il 40% delle risorse: BASF è costretta ad andare in Cina. Siemens ha lanciato di recente un nuovo progetto in Cina battezzato "Marco Polo": l'ad Ronald Busch intende raddoppiare le vendite della divisione "Digital Industries" in Cina entro il 2025 rispetto al 2020.

 

La Cina è il primo partner commerciale della Germania: nel 2021 per il sesto anno consecutivo, con un interscambio da 246 miliardi, una quota del 9,5% (dall'1% del 1990) del commercio estero della Germania: l'export vale 103 miliardi ma è stato surclassato da 142 miliardi di importazioni dalla Cina con un deficit record della bilancia commerciale da circa 40 miliardi che supera di gran lunga tutti gli altri rapporti commerciali. La Germania importa materie prime e componenti "critici".

siemens 6

 

La più grande dipendenza della Germania dalla Cina è nel settore chimico, che pesa per il 27%. Marcel Fratzscher, l'influente ed autorevole presidente del think tank DIW di Berlino, contattato dal Sole 24 Ore non ha dubbi: la dipendenza dalla Cina è molto elevata a causa di tre asimmetrie, difficile da smantellare.

 

XI JINPING OLAF SCHOLZ

«La Germania è fortemente dipendente dalla Cina. È l'asimmetria di questa dipendenza economica che rende la Germania e il suo modello economico così vulnerabili e soggetti alla pressione politica della Cina. La vulnerabilità della Germania non deriva dal commercio in sé, ma piuttosto da tre fattori specifici: l'industria tedesca è altamente dipendente dalle materie prime e dai componenti chiave provenienti dalla Cina per la produzione in Germania e altrove.

 

In secondo luogo, alcune aziende tedesche, come Volkswagen, realizzano il 30% o più dei loro profitti in Cina, per cui non possono diversificare rapidamente la produzione. La terza fonte di asimmetria deriva dagli investimenti diretti esteri, con le aziende cinesi che hanno sempre più accesso alle infrastrutture strategiche in Germania, mentre le aziende tedesche sono escluse dai settori chiave in Cina», ha detto.

 

cinesi costruiscono volkswagen 3

«È difficile per le aziende tedesche diversificare rapidamente dalla Cina. La Germania continuerà ad essere altamente dipendente dalla Cina per molti anni a venire», ha ammonito Fratzscher. Jürgen Matthes, economista esperto di Cina del think tank IW di Colonia, interpellato dal Sole 24 Ore ha commentato: «Dipendiamo dalla Cina per un numero limitato di beni altamente critici di cui abbiamo bisogno per la nostra produzione, che non possono essere facilmente sostituiti e per i quali la Cina ha una posizione dominante. Per questi beni "critici", la Germania e l'Europa devono porre la massima priorità nel trovare fornitori alternativi in Paesi affidabili. Va promosso il "friend-shoring" di questi beni critici».

basf 10cinesi costruiscono volkswagencinesi costruiscono volkswagen 2angela merkel volkswagenAnnalena Baerbock

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA RESTARE NEUTRALE NELLA FAIDA SULLA BIENNALE TRA GIULI E BUTTAFUOCO MA LO SCENARIO E' CAMBIATO: VISTO CHE A SINISTRA SI ALZANO MOLTE VOCI IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI", GIORGIA MELONI PRENDERA' POSIZIONE CONTRO IL SUO AMICO PIETRANGELO, MENTRE SUA SORELLA ARIANNA ALZA LO SCUDO PRO-GIULI? - IN QUESTA CACIARA, SALVINI GODE PER L'APERTURA AI RUSSI DI BUTTAFUOCO – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO HA PUBBLICATO UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", CON "ARISTOCRAZIA ARIANA", LA CASA EDITRICE DI FRANCO FREDA, TIMONIERE DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….