massimo giannini giorgia meloni

SCIAMANI IN CACIARA - IL BOTTA E RISPOSTA TRA GIORGIA MELONI E IL DIRETTORE DE "LA STAMPA", MASSIMO GIANNINI, CHE L'HA APOSTROFATA "LA SCIAMANA D'ITALIA" ACCUSANDOLA DI ESSERE POLITICAMENTE IMPRESENTABILE - LA DIFESA DELLA "DUCETTA": "UNA DESTRA CHE PIACE ALLA SINISTRA NON PIACE A CHI È DI DESTRA, E QUINDI È DESTINATA A ESSERE MARGINALE. LA VOSTRA "DESTRA NORMALE" È UNA DESTRA CHE PERDE" - GIANNINI: "SONO ANCORA PIÙ CONVINTO CHE LA SUA NON SIA UNA DESTRA “NORMALE” PERCHÉ…"

NON SAREMO MAI LA DESTRA CHE PIACE ALLA SINISTRA

Lettera di Giorgia Meloni a "la Stampa"

 

giorgia meloni foto di bacco

Caro direttore, con un post sui social le avevo chiesto di argomentare meglio cosa intendesse dire chiamandomi lo "sciamano d' Italia". Mi ha risposto con un lungo editoriale confermando purtroppo la solita strategia di distorcere la verità e poi su quelle falsità costruire accuse contro i propri avversari politici.

 

1. Per dimostrare che siamo gli sciamani d'Italia lei cita il caso di un nostro assessore che posta una sua foto con la scritta Forza Usa e "una pelliccia di bufalo" perché, secondo lei, seguace di chi ha guidato l'assalto al Campidoglio. Falso.

 

La signora, italoamericana, indossa un cappotto e un colbacco (ha dimenticato come è fatto, direttore?) come fa spesso (circostanza facilmente verificabile sulla sua pagina Fb), e ha ampiamente spiegato come il post non fosse fatto in sostegno dei "golpisti", ma della sua terra d'origine che attraversa un momento difficile. Ha ritenuto di non dover approfondire oppure ha ritenuto di dover mistificare per dare corpo alle sue convinzioni?

GIORGIA MELONI ALLA CAMERA

 

2. Lei scrive che io proverei "ammirazione per quello che Trump ha fatto a Washington" e motiva questa illuminazione dicendo che altrimenti non mi "laverei la coscienza limitandomi a ribadire che ho condannato le violenze" e non ricorderei di essere presidente di un partito europeo, Ecr, che ha tra i propri affiliati i repubblicani americani.

 

Quindi, in sostanza, il problema è non essere diventata una sostenitrice di Biden ed essere rimasta coerente. Per questo sarei impresentabile?

 

GIORGIA MELONI - PARTITO CONSERVATORI E RIFORMISTI EUROPEI

Mi rendo conto che la coerenza non va proprio per la maggiore tra i politici e neanche tra i giornalisti. Del resto mi ricordo quando lei denunciava "un capitalismo rapace e parassitario, che impone uno storytelling deviato e deviante" e la vedo oggi, a La Stampa, osannare un accordo in forza del quale l'Italia perde definitivamente la Fiat.

 

E mi ricordo quando sostenne che il tweet di Trump in favore di "Giuseppi" andava letto nell' ottica di "preservare un ordine mondiale", mentre oggi ci spiega che Trump rappresenta il disordine mondiale. Io non sono così, non cambio idea per mettermi al riparo dalla tempesta, chinando il capo di fronte al nuovo padrone.

giorgia meloni da costanzo

 

3. Forse, in fin dei conti, la questione è proprio qui. Lei scrive che l'Italia "non ha mai avuto una destra normale, europea e conservatrice, ma solo destre anomale".

 

Anomalo a me pare il suo ragionamento, atteso che sta parlando al presidente del partito che racchiude tutti i movimenti conservatori occidentali. Evidentemente il resto del mondo non la pensa come lei.

 

Ma il suo ragionamento tradisce quella presunta e mai dimostrata superiorità morale per la quale la sinistra pretende perfino di spiegare cosa dovrebbe essere la destra. Ma come sappiamo entrambi, una destra che piace alla sinistra non piace a chi è di destra, e quindi è destinata a essere marginale. Ci siamo già passati. La vostra "destra normale" è una destra che perde. Comprendo la legittima speranza, coltivatela pure. Quello che invece non potete fare è cercare in ogni modo di demonizzare la destra quando vince, dipingendo la realtà per quello che non è.

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI SELFIE IN PIAZZA

 

4. Si è sperticato anche per difendere i giochi di palazzo che da dieci anni circa tengono al governo il Pd senza che questo abbia mai vinto le elezioni.

 

Considera "inquietante" che io lo denunci, perché "la nostra Costituzione prevede che un governo stia in piedi finché c' è un Parlamento che lo sostiene". La nostra Costituzione, direttore, dice anche all' art. 1 che "la sovranità appartiene al popolo".

 

giorgia meloni con la mascherina

Come si garantisce che il popolo sia sovrano? Con il rispetto della parola data in campagna elettorale. Se prendo il 32% dei voti dicendo ai cittadini che intendo combattere il Pd e poi ci vado al Governo, non sto tradendo la volontà popolare? C'erano altre strade?

 

Sì, la Costituzione prevede l'istituto dello scioglimento anticipato delle Camere proprio per offrire al Presidente della Repubblica uno strumento da utilizzare quando dovesse rilevare una eccessiva distanza tra la volontà popolare e l'agire del palazzo. Voglio cambiare queste regole? Sì. Non ho mai fatto mistero di essere a favore della Repubblica presidenziale, e ci sono fior fiore di proposte di Fdi in questo senso che giacciono in Parlamento.

 

giorgia meloni a washington national prayer breakfast

5. Lei si indigna, direttore, perché ho contestato la politica di Obama di sostegno alle primavere arabe, e mi chiede "quindi lei si dissocia dai movimenti libertari dei giovani egiziani, tunisini, algerini, siriani, repressi anche nel sangue?".

 

Temo che qualcosa le sia sfuggito di quanto accaduto in questi anni. Quelle rivolte hanno portato, tra le altre cose, al dilagare degli estremisti dei Fratelli musulmani in tutto il mondo islamico, a una guerra civile in Libia che rischia di consegnare l'area alla Turchia del sultano Erdogan, al rafforzamento del fondamentalismo e del terrorismo islamista in Europa. Dunque, non ho alcuna reticenza nel dissociarmi dalle scelte politiche che hanno portato a questo.

 

GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN

Francamente, direttore, non scrivo queste parole per farle cambiare idea, e non replicherò oltre. Scrivo per chi legge, perché non c'è nulla del mio percorso politico di cui mi debba vergognare, e sono stufa di essere dipinta come un mostro solo per il fatto che ho scelto di non avere padroni e di continuare a difendere le idee della destra e dei conservatori. Chiedo a tutti di giudicare me e Fratelli d'Italia nel merito delle nostre azioni, e non per come la sinistra prova a rappresentarci nel tentativo di rendersi più presentabile.

Presidente di Fratelli d'Italia

massimo giannini a dogliani

 

Risposta di Massimo Giannini

Ringrazio Giorgia Meloni per questa sua “requisitoria” supplementare, che tuttavia non aggiunge granché a quanto aveva già scritto. Se non un’accusa finale, alla quale mi preme replicare: per sorreggere i suoi teoremi ideologici, si rivolge a me come se io fossi un politico del Pd. Com’è noto, non faccio politica e non c’entro nulla col Pd. Ma dopo aver letto la seconda lettera della presidente di Fd’I, da cittadino, sono ancora più

convinto che la sua non sia una destra “normale”. L’ultima prova è di ieri:

l’assessore all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, “sorella d’Italia”, che

in radio canta “Faccetta nera” e dice di preferirla a “Bella Ciao”. Facebook

censura, ed è un errore. Meloni tace, ed è un orrore.

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)