juncker salvini

SCONTRO FRONTALE - L’EUROPA CI RANDELLA E SALVINI RINTUZZA: “I VINCOLI UE VANNO RIVISTI” - IL LEGHISTA ANNUNCIA BATTAGLIA: “CON I TAGLI, LE SANZIONI E L'AUSTERITÀ SONO CRESCIUTI DEBITO, POVERTÀ, PRECARIETÀ E DISOCCUPAZIONE. SE SE UNA MEDICINA È SBAGLIATA, AVRÒ DIRITTO DI PRENDERE UN' ALTRA MEDICINA” - CLUDIO BORGHI: “CI CHIEDONO COSE SBAGLIATE E NOI NON LE FAREMO…”

1 - LA SFIDA DI SALVINI ALLA UE: «ORA I VINCOLI VANNO RIVISTI»

Roberto Scafuri per “il Giornale”

 

matteo salvini francesca verdini 9

Tra le marce di Matteo Salvini - compresa la nuziale con la figlia di Verdini - quella su Bruxelles sembra la più lunga, insidiosa e meno prodiga di risultati. Così da far temere per lui, nell' inusuale veste di legionario di Cesare, una gragnuola di colpi che, al confronto, quelli di Asterix e Obelix sembreranno muliebri carezze.

 

Ma è un Salvini in metamorfosi, il vicepremier che ancora si aggira tra Umbria e Marche per i bagni di folla che preludono ai ballottaggi delle amministrative. Dismessa stabilmente la felpa, in camicie o persino camicia e giacca, il capo del Carroccio ha appena licenziato al settimanale Chi un' intervista sul fidanzamento che va a gonfie vele («Siamo una coppia come tante»). Qualcosa deve frullargli nella mente, se tra i tanti consueti argomenti, finisce per abbondare in metafore di sapore casalingo.

 

matteo salvini giovanni tria

«Se una medicina è sbagliata, avrò diritto di prendere un' altra medicina... Se le regole europee mi dicono di non dare da mangiare a mio figlio che ha fame... io che faccio? Secondo me viene prima mio figlio». E spiega pure che «è un ragionamento che fanno tutti i governi europei e tutti i padri di famiglia». Il problema è forse che il titolare della golden share del governo abbia cominciato a vedere come suoi pargoli tutti noi («I miei figli sono 60 milioni di italiani»).

 

jean claude juncker giuseppe conte 3

Ipotesi suggestiva, e fortemente pericolosa, considerato che le infrazioni beccate dai padri (in questo caso lui assieme a Di Maio), finiremo per sorbircele noi di casa. Lui, come sempre, va dritto come un treno. Sulla lettera della commissione dice che «rispondiamo da persone educate, ma non vogliamo usare i soldi tedeschi, francesi o lussemburghesi, quanto piuttosto quelli delle tasse degli italiani per aiutare gli italiani a lavorare». Anche i «vincoli si possono rivedere. Noi vogliamo lavoro e crescita, a Bruxelles capiranno: l'unico modo per ridurre il debito creato in passato è tagliare le tasse (con la flat tax).

 

tria di maio salvini conte

Con i tagli, le sanzioni e l'austerità sono cresciuti debito, povertà, precarietà e disoccupazione... Dobbiamo fare il contrario. Ci dicono che abbiamo sbagliato con quota 100, ma siamo solo all'inizio. L'obiettivo è quota 41: andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozi, di ospedali, mi sembra il minimo».

 

Ma se palchi e microfoni elettorali lasciano il tempo che trovano, non sembra che dalle parti di Bruxelles l' attivismo dialettico del leader leghista faccia breccia nei nostri partner. Anzi, sembra in verità ritagliarci sempre più un ruolo subalterno e marginale (persino il bizzarro inventore della Brexit, Nigel Farage, ieri ha annunciato che non vuole far parte del gruppo di Salvini e della Le Pen). Le prospettive non del tutto rosee della «lunga marcia europea» sembrano fare capolino, negli infiniti soliloqui del vicepremier in piazza come sui social. «Non sarà facile, ma ci proveremo a cambiare le regole europee...», ammette.

jean claude juncker

 

Oppure: «Avevo chiesto agli italiani un voto per provare a cambiare l' Europa, non ho certezze ma almeno dò battaglia... Si fa e si farà tutto il possibile per rimanere nei parametri stabiliti». Ma intanto conferma di aver cambiato idea e di «non voler uscire dall' Europa». Puntiglioso quanto si vuole, però isolato come una mosca nello stretto di Gibilterra. E persino immemore di quello che lui stesso sostiene essere un segreto dell' avanzata leghista: «lavorare molto, ma con grande umiltà e tenendo i piedi per terra».

Occhio al gradino, allora.

 

2 - SALVINI: CONDIZIONI INACCETTABILI E CHIEDE IL 3% DI DEFICIT PER TUTTI

Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

jean claude juncker giuseppe conte 2

Matte o Salvini esprime «totale fiducia» in Giuseppe Conte, gli dà «carta bianca» nella trattativa con Bruxelles, ma il premier da Hanoi ha fatto un ragionamento che non collima affatto con quello del leader leghista. Ha in sostanza detto che l' Italia vuole cambiare le regole europee, che non sono dei «dogmi», aggiungendo però che in attesa di cambiamenti si gioca comunque con queste regole. Parametri che espongono il nostro Paese ad una procedura di infrazione che, precisa il presidente del Consiglio, «ci farebbe molto male».

 

Dunque bisognerebbe evitarla in tutti i modi. E il come che non vede in sintonia Salvini, e con lui Luigi Di Maio, con Conte e il ministro dell' Economia Giovanni Tria. Ancora non c' è una precisa strategia per fare fronte alla bufera e alle sanzioni che si abbatterebbero su Roma se ai primi di luglio l' Ecofin dovesse dare seguito alle indicazioni della Commissione Ue, come sembra del tutto scontato. «L' unico modo per ridurre il debito creato in passato è tagliare le tasse e permettere agli italiani di lavorare di più e meglio», sostiene il ministro dell' Interno.

 

MATTEO SALVINI E MARINE LE PEN

«Con i tagli, le sanzioni e l' austerità sono anzi cresciuti debito, povertà, precarietà e disoccupazione. Non chiediamo i soldi degli altri - precisa Salvini - vogliamo solo investire in lavoro, crescita, ricerca e infrastrutture. Se una regola dopo 15 anni è sbagliata, se una medicina è sbagliata, avrò diritto di prendere un' altra medicina. Se le regole europee mi dicono di non dare da mangiare a mio figlio che ha fame io che faccio?».

 

Le regole europee non lasciano scampo, ricorda il premier Conte. «Ma domenica gli italiani mi hanno dato mandato di andare a ricontrattare queste regole che sono dannose», risponde Salvini. Non ci andrà in prima persona e nemmeno lo potranno fare i sovranisti che alle Europee non hanno sfondato, a parte il successo elettorale della Lega e del Rassemblement national di Marine Le Pen: nel Parlamento di Strasburgo contano solo una settantina di eurodeputati e sono fuori dai giochi della nuova maggioranza che si va profilando tra Popolari, Socialisti e Liberali dell' Alde dove andranno a sedersi i francesi di Emmanuel Macron.

matteo salvini giovanni tria 2

 

COMMISSARIO UE, SPUNTA TRIA

Bisognerà capire fino a che punto Conte e Tria vorranno intestarsi questa battaglia. Certamente se il bastone del comando adesso ce l'ha il vicepremier leghista al quale Di Maio è costretto a dire tanti sì, allora si capirà presto quale sarà la direttrice che il governo prenderà. Non si vogliono scontri frontali anche perchè Roma dovrà a un certo punto chiedere un posto per un commissario italiano con portafoglio economico.

 

Il Carroccio vorrebbe un commissario alla Concorrenza oppure all'Agricoltura o al Commercio. I 5 Stelle sono pronti a sostenere un esponente della Lega e ad appoggiare anche la candidatura di Giancarlo Giorgetti, se venisse avanza dall' alleato. Difficile che l'Italia riuscirà ad ottenere un commissario di prima fascia. Fonti del governo fanno notare che il tono e il linguaggio della lettera sia più duro del solito: un modo forse per impedire che il nostro Paese abbia la Concorrenza.

SPADAFORA CONTE E GIORGETTI

 

Forse se venisse proposto un nome autorevole come quello di Tria gli altri governi europei, che sono poi quelli che decidono, potrebbero tenerlo in considerazione. Ma è lo stesso Tria che non sembra disponibile ad andare a Bruxelles. Rimane il punto di fondo: come rispondere alla lettera. Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera suggerisce di rinviare la discussione con la nuova Commissione. Quella che ha inviato la missiva che propone la procedura d' infrazione è ormai il passato.

 

«Ci vengono chieste altre tasse e tagli: questo per la nostra economia significherebbe andare in recessione. Siccome ci chiedono cose sbagliate noi non le faremo», afferma Borghi che propone altre soluzioni. Intanto intervenire sulle regole di calcolo del deficit e tornare al parametro del 3% per tutti i Paesi europei, anche per quelli come la Francia e la Spagna che l' hanno superato. L' altra proposta è di far finanziare dalla Bce, tramite la Banca europea degli investimenti (Bei), 100 grandi opere, compresa la Tav. Si lavora ancora ai mini-Bot Dietro le quinte, inoltre, si sta lavorando anche ad altro.

giancarlo giorgetti 1

 

Secondo l' agenzia Market News International (Mni) il Tesoro italiano, nonostante abbia negato, starebbe lavorando ai cosiddetti mini-Bot o qualcosa di simile, con l' obiettivo di abbassare il debito. Fonti vicine ai 5 Stelle e alla Lega sentite da Mni spiegano che non è stata presa ancora una decisione definitiva. La versione finale potrebbe essere pronta a settembre. Ci sarebbero diverse opinioni sul tavolo. Oltre ai mini-Bot, si parla di coupons o voucher che lo Stato darebbe ai cittadini e ad imprese per pagare gli arretrati della Pubblica amministrazio ne e saldare i crediti fiscali.

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...