giorgia meloni magistratura giudici

SCONTRO GOVERNO-TOGHE: NUOVO ROUND SUI MIGRANTI! DOPO IL CASO ALBANIA, IL GOVERNO METTE NEL MIRINO LE SEZIONI IMMIGRAZIONE DEI TRIBUNALI: “NON DECIDERANNO PIU’ I TRATTENIMENTI” (LA DECISIONE PASSERA’ ALLE CORTI DI APPELLO). LA PROTESTA DELL’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI – A FAR INFURIARE LE OPPOSIZIONI ANCHE GLI ACCORDI SECRETATI CON TUNISIA E LIBIA SULLE MOTOVEDETTE CHE L’ITALIA DONERA’ ALLE GUARDIE COSTIERE DEI DUE PAESI...

Francesco Grignetti per "la Stampa" - Estratti

 

migranti in albania - vignetta by vukic

 Un blitz per togliere competenze sui migranti trattenuti e sottoposti alla procedura accelerata di frontiera alle sezioni specializzate dei tribunali di primo grado e passarle alla Corte di appello: è la clamorosa contromossa del governo e della maggioranza contro chi sta smontando il giocattolo albanese.

 

Ma c'è molto di più nella raffica di emendamenti che la deputata Sara Kelany, FdI, relatrice del decreto Flussi, ha presentato nella serata di martedì alla Camera. C'è ad esempio una cortina di silenzio che si alzerà sulle prossime motovedette che l'Italia donerà alle Guardie costiere di Tunisia e di Libia.

 

L'emendamento "motovedette" è chiarissimo: si utilizza un cavillo del Codice degli appalti per stendere il segreto su questa particolare forma di fornitura. «Nell'ambito delle iniziative volte al rafforzamento delle capacità di gestione e controllo delle frontiere e dei flussi migratori – si legge nella Relazione di accompagnamento – e per le attività di ricerca e soccorso in mare, lo Stato italiano provvede a cedere a Paesi esteri mezzi e materiali da destinare alle predette finalità… impongono la necessità di adottare speciali misure di sicurezza nell'esecuzione dei relativi contratti».

MEME GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Il primo a scoprire l'inghippo è stato Riccardo Magi, segretario di +Europa. Dice: «Al governo non basta neppure nascondere i prossimi trasferimenti di motovedette alla Tunisia o alla Libia per fargli fare il lavoro sporco. Prevede pure una deroga all'obbligo di "motivazioni" quando si ricorre a questo tipo di forniture segrete. Vogliono il silenzio assoluto sugli aiuti a quelle cosiddette Guardie costiere».

 

Del resto buona parte della strategia italiana contro i flussi di immigrazione clandestina fa perno sulla Tunisia, sia per frenare le partenze, sia per riprendersi i suoi cittadini sbarcati in Italia. «Il governo e la maggioranza – denuncia Giuseppe Provenzano, Pd – continuano a ignorare le gravi violazioni dei diritti umani in Tunisia. È grave anche che il governo si rifiuti di sollecitare un'indagine europea urgente sulle condizioni dei migranti in Tunisia, ignorando le molte denunce di abusi e violenze, e continui a considerare la Tunisia come un Paese sicuro».

 

giuseppe santalucia

Il colpo di mano sui tribunali, però, è sicuramente la novità più clamorosa e alimenta un nuovo capitolo nello scontro con i magistrati. Siccome le sezioni specializzate sull'immigrazione (in particolare quella di Roma che decide sui migranti portati in Albania) passano per essere le "nemiche" del governo perché bocciano i trattenimenti ordinati dai questori, di fatto inceppando il meccanismo delle procedure accelerate su cui tanto contava Giorgia Meloni, la contromossa è togliergli la competenza. Già, perché trasportare i richiedenti asilo in Albania è ritenuto fondamentale a palazzo Chigi per l'effetto "deterrenza" sulle partenze.

 

Così si passa la palla alle Corti di appello, «che però – denuncia il deputato Matteo Mauri, Pd – sono già sotto pressione. Ma la cosa più grave è che dal 2017 si occupavano di questa materia dei giudici che si sono specializzati e conoscono a fondo la situazione dei Paesi dove i migranti verrebbero rimandati. In Corte di appello sarà un tourbillon di persone».

 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

Aggiunge Magi: «Non potendo fare l'emendamento Musk per cacciare i giudici che non obbediscono, per mascherare il fallimento dell'esperimento albanese, governo e maggioranza continuano a intervenire compulsivamente e in modo isterico sulla normativa che disciplina il trattenimento delle persone che fanno richiesta di asilo. La scelta del governo è dettata unicamente dal tentativo isterico di cambiare giudici sui provvedimenti relativi alla detenzione in Albania».

 

Dall'associazione nazionale magistrati puntualmente si fa sentire il segretario generale Salvatore Casciaro: «L'impugnazione in Corte d'appello contro i provvedimenti in materia di protezione internazionale e l'attribuzione alla stessa Corte della competenza sulle convalide dei trattenimenti renderanno plausibilmente meno celere la definizione dello status dei richiedenti asilo, col rischio di allungare anche i tempi di permanenza di coloro che non hanno titolo per restare in Italia. Si tratta di modifiche in grado di ingolfare gli ingranaggi della macchina della giustizia alimentando, in tempi di Pnrr, nuovo rilevante contenzioso per le Corti d'appello, già – come noto – oltremodo oberate».

 

giorgia meloni e kais saied 17 aprile 2024 2giorgia meloni e kais saied 17 aprile 2024

(...)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…