tasse

SCROCCO DE MAMMA - OTTO ITALIANI SU DIECI VIVONO SULLE SPALLE DEGLI ALTRI DUE, CHE SI FANNO CARICO DELLA SPESA NECESSARIA ALL'EROGAZIONE, DA PARTE DELLO STATO, DEI PRINCIPALI SERVIZI DI WELFARE - LA SPESA ASSISTENZIALE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI SI È IMPENNATA (+56%, PER UN VALORE DI QUASI 145 MILIARDI) MA NELLO STESSO TEMPO C'È STATO IL RADDOPPIO DEI CITTADINI IN POVERTÀ ASSOLUTA, MENTRE QUELLI IN POVERTÀ RELATIVA SONO CRESCIUTI DEL 36%...

Andrea Cappelli per “Libero Quotidiano

 

tasse

In Italia a sostenere le enormi spese assistenziali -145 miliardi di euro circa - è una ristretta minoranza di contribuenti italiani. Un aspetto, quest'ultimo, messo in rilievo nel Nono rapporto stilato da Itinerari Previdenziali, che fotografa lo stato dell'arte del sistema pensionistico italiano.

 

I risultati dello studio (presentato ieri in Senato dal presidente del Centro ricerche di IP Alberto Brambilla) evidenziano che a farsi carico dei due terzi circa dell'Irpef è una ristretta minoranza di cittadini.

 

Al netto del 'bonus Renzi', infatti, il 21.18% dei contribuenti con redditi superiori ai 29mila euro lordi corrisponde il 71.64% di tutta l'Irpef, mentre i due terzi degli italiani (78.82%) dichiarano un reddito inferiore a tale soglia, versando un'imposta insufficiente a coprire la spesa per le principali funzioni di Welfare.

 

tasse

Questo indica che a farsi carico della spesa necessaria all'erogazione, da parte dello Stato, dei principali servizi sono 2 italiani su 10, mentre i restanti 8 beneficiano dello sforzo contributivo dei primi.

 

Una situazione che deve far riflettere, considerato che la spesa per assistenza e Welfare rappresenta il 30% del Pil italiano e draga il 65% delle entrate contributive e fiscali del nostro Paese.

 

SPESA ASSISTENZIALE

A rappresentare un paradosso e un campanello d'allarme è anche il rapporto tra l'aumento della spesa assistenziale negli ultimi dieci anni (+56%, per un valore di quasi 145 miliardi) e il raddoppio, nello stesso arco temporale, dei cittadini in povertà assoluta, mentre quelli in povertà relativa sono cresciuti del 36%.

 

REDDITO DI CITTADINANZA 9

Ora, sono 476mila le pensioni pagate da oltre 40 anni (tra invalidità, baby pensionati e cittadini anziani); 423mila nel settore pubblico e 53.274 nel privato. A causa del virus, inoltre, per la prima volta dopo 20 anni il rapporto attivi/pensionati è sceso a quota 1,42 nel 2020 (-2,33%, un lavoratore e mezzo di media per ogni pensionato) e in 537.000 sono rimasti disoccupati, facendo calare di un punto percentuale il dato sull'occupazione totale (dal 59.1% del 2019 al 58.1% del 2020); in calo anche l'occupazione femminile (dal 50,1% al 49%).

 

REDDITO DI CITTADINANZA

Due anni fa si è verificato inoltre un aumento dei pensionati (16.041.202, +6037 rispetto all'anno prima) mentre il ricorso a misure d'emergenza come il lockdown della prima fase pandemica ha portato a un ammontare degli interventi a sostegno del reddito di poco inferiore ai 42 miliardi.

 

PRESTAZIONI SOCIALI

Itinerari Previdenziali pone anche l'accento sul fatto che nel 2020 il nostro Paese ha destinato alle prestazioni sociali la bellezza di 510,258 miliardi, circa 22 in più del 2019 (+4,5%).

 

POVERTA' IN ITALIA

Il numero di prestazioni assistenziali (pensioni d'invalidità, accompagnamento ecc) ha raggiunto i 4,1 milioni mentre quello dei pensionati in tutto o in parte assistiti dallo Stato è di 7,7 milioni (48% del totale).

 

Insomma, un pensionato su due: un dato che fa subito pensare ai 'furbetti' e che a detta di Brambilla "non sembra rispecchiare le reali condizioni socio-economiche del Paese. A oggi - prosegue il professore - il sistema è sostenibile e lo sarà anche tra 15 anni nel 2035, quando le ultime frange dei boby boomer nati dal dopoguerra al 1980 (in termini previdenziali assai significative data la loro numerosità) si saranno pensionate".

 

Per raggiungere questo traguardo saranno necessari interventi mirati sull'età pensionabile - dato che quella effettiva in Italia è di 62 anni, contro i 65 della media UE - e un significativo cambio di passo in materia di spesa pubblica, oggi quasi tutta volta a coprire sussidi e assistenzialismo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?