iran israele attacco attacchi gerusalemme

LO SCUDO COSTA E L’EUROPA NON SE LO PUÒ PERMETTERE (O NON VUOLE) – RESPINGERE L’ATTACCO IRANIANO È COSTATO A ISRAELE 4,5 MILIARDI DI SHEKEL, OLTRE 1 MILIARDO E 100 MILIONI DI EURO – LA NATO È MOLTO PREOCCUPATA DALLA SITUAZIONE IN UE: IL VECCHIO CONTINENTE È TOTALMENTE PRIVO DI DIFESE ANTIMISSILE. SE IL TERRITORIO VENISSE COLPITO DA UN ATTACCO SIMILE A QUELLO DI TEHERAN, FINIREBBE MALISSIMO. L’UNICO SCHERMO PUÒ VENIRE DALLE BATTERIE E DAGLI INCROCIATORI AMERICANI (PAGARE PER DIFENDERSI AUTONOMAMENTE? NON SE NE PARLA…)

ATTACCO DELL IRAN A ISRAELE - SPIANATA DELLE MOSCHEE A GERUSALEMME

 

1. USA, ISRAELE E SUNNITI: LA NUOVA ALLEANZA CHE HA FORNITO LO SCUDO POLITICO-MILITARE ANTI-IRAN

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

IRAN ATTACCA ISRAELE

[…] La minaccia non spaventa solo le corti arabe: la presenza al fianco di Israele di intercettori francesi e britannici nella battaglia notturna conferma quanto la preoccupazione contagi l’Europa. Ieri se ne sarebbe discusso anche al quartiere generale della Nato in una serie di riunioni informali con i rappresentanti statunitensi per capire come proteggere il Vecchio Continente, oggi totalmente privo di difese antimissile, da un’incursione simile: l’unico schermo può venire dalle batterie e dagli incrociatori americani.

 

netanyahu biden

Ecco che all’improvviso la vittoria contro lo sciame modifica equilibri e rapporti di forza. Il presidente Biden può chiedere a Netanyahu di fermare la ritorsione per l’attacco, mettendo sul tavolo una strategia più larga e più incisiva per affrontare la questione iraniana che non i raid omicidi contro i dirigenti dei Guardiani della Rivoluzione.  […]

 

2. L'ATTACCO A ISRAELE, LA LUNGA NOTTE DELLA PAURA: «PAGHERANNO IL PREZZO»

Estratto dell'articolo di Davide Frattini per il "Corriere della Sera"

 

I droni vengono fatti decollare in tre ondate, in totale sono quasi 170, e impiegano nove ore ad arrivare nello spazio aereo israeliano: vengono intercettati tutti sui cieli dell’Iraq, della Giordania e della Siria e il 99% abbattuto. Come pure i missili Cruise (30 sparati, due ore all’impatto): vengono neutralizzati prima di raggiungere Israele.

 

LA DIFESA DI ISRAELE DALL ATTACCO IRANIANO

Sono 10 missili balistici (su 120) a penetrare le difese — il volo dall’Iran dura 12 minuti — e sono loro a far suonare 698 sirene in tutto il Paese a costringere milioni di persone a correre nei rifugi. I bersagli sono le basi nel deserto del Negev — dove la bambina è stata ferita dalle schegge cadute sulla casa — e nel Golan, ma il passaggio dei tubi di metallo armati attiva gli allarmi, le scie e le esplosioni illuminano il cielo sopra Gerusalemme. Gli analisti dell’Institute for National Security Studies a Tel Aviv calcolano che l’Iran abbia bersagliato il Paese con 85 tonnellate di esplosivo, respingerle è costato 4,5 miliardi di shekel, oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro.

 

aeronautica israeliana abbatte i droni iraniani 2

3.  SICUREZZA AEREA UE, CAUTELA SU SPAZIO AEREO ISRAELE E IRAN

(ANSA) - L'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (Easa) ha diffuso un avviso invitando all'attenzione sullo aereo su Iran e Israele, incluso quello circostante per una distanza di 100 miglia nautiche. L'invito è a seguire tutte le pubblicazioni aeronautiche disponibili in vigore, compresi gli aggiornamenti dalla piattaforma europea per la condivisione e la cooperazione delle informazioni. Sull'Iran, segnala, "continua a esserci un aumento del rischio di errori di calcolo e/o di identificazione errata al momento sulla Fir Teheran", la regione di informazione dei voli di Teheran.

iraniani festeggiano l attacco a israeleIRANIANI FESTEGGIANO L ATTACCO A ISRAELE resti di un missile iraniano batteria antimissile iron dome israele lancia razzi iranattacco iraniano a israele ATTACCO IRANIANO A ISREALE resti di un missile iraniano droni iraniani abbattuti da israele 3teheran iraniani festeggiano dando alle fiamme bandiere israeliane e statunitensi

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)