goffredo bettini

SE CI SEI, BETTINI UN COLPO – IL NOME COMPLETO TRADISCE LA SUA PROVENIENZA ARISTOCRATICA (ROCCHI BETTINI CAMERATA PASSIONEI MAZZOLENI). NON HA UNA LAUREA, MA SOLO UN DIPLOMA DI LICEO SCIENTIFICO, ANCHE PERCHÉ GIÀ ALL' ETÀ DI 14 ANNI SI È ISCRITTO ALLA FGCI E QUINDI “NON AVEVA TEMPO”. E DA ALLORA È INIZIATA LA SUA CARRIERA DI “IDEOLOGO”: D’ALEMA, VELTRONI, RUTELLI, ZINGARETTI, FINO A QUANDO S'È INVAGHITO DI CONTE TANTO DA PARAGONARLO AD ANDREOTTI: PENSAVA CHE FOSSE AMORE… INVECE ERA UN CALESSE

Aldo Forbice per "La Verità"

 

goffredo bettini con massimo dalema

Da alcuni giorni sembra uscito dall' ombra. Eppure da anni si è sempre parlato dell' uomo-ombra, dell' eminenza grigia, del consigliere molto ascoltato, del vero leader del Pd, dell' alchimista della politica, eccetera. Le definizioni sono state numerose nel corso degli anni.

 

C' è anche chi lo ha marchiato come «Rasputin», una definizione un po' «pesante», anche perché Goffredo Bettini non ha nulla in comune con lo storico consigliere dei Romanov e figura molto influente dello zar Nicola II di Russia. Influente sicuramente lo è stato e continua a esserlo con gli ultimi segretari, prima dei Ds e poi del Pd (Veltroni, D' Alema, Renzi, Zingaretti), ma anche con altri uomini importanti di quei partiti, come Rutelli (quando era sindaco di Roma e poi leader della Margherita).

goffredo bettini gianni letta giuseppe conte

 

Ma certo non si può paragonare all' odiato Grigorij Efimovic Rasputin. Bettini è amico di intellettuali, scrittori, economisti, ospite dei più rinomati salotti romani e soprattutto è stato sempre in confidenza con i finanzieri di sinistra, in particolare con quelli più vicini al Pd.

 

goffredo bettini dopo tre ore di dibattito con renzi e d'alema

I suoi modi, sempre cortesi con amici e nemici politici, tradiscono la sua provenienza aristocratica. Infatti la sua famiglia marchigiana (ma con una discendenza anche da una famiglia dal sangue blu di Bergamo) ha il seguente nome: Rocchi Bettini Camerata Passionei Mazzoleni.

 

goffredo bettini 3

Non ha una laurea, ma solo un diploma di liceo scientifico, anche perché già all' età di 14 anni si è iscritto alla Fgci e quindi, ha confessato in una intervista, «non aveva tempo».

Della Federazione giovanile comunista divenne segretario romano, quando Massimo D' Alema era segretario nazionale.

 

LE DIMISSIONI DI GIUSEPPE CONTE - MEME

E da allora è iniziata la sua «carriera» di funzionario politico, nel Pci ,poi nei Ds, Pds e infine nel Pd, dove continua a tessere trame e progetti politici, accanto ai leader e dove viene sempre vezzeggiato col nomignolo di «panzarella». Ma lui non si offende mai, anche di fronte a critiche pesanti.

 

Di sé ha scritto: «I miei maestri si chiamavano Pietro Ingrao, Paolo Bufalini, Gerardo Chiaromonte. I miei fratelli sono due: il maggiore è Massimo D' Alema, erede legittimo del Pci; l' altro è Walter Veltroni, di cui mi lega una complicità totale».

goffredo bettini

 

Sempre nell' ombra Bettini è stato segretario del Pci a Roma, consigliere comunale, nella capitale (1989), poi consigliere regionale. Nel 1993 viene eletto alla Camera dei deputati in sostituzione di un deputato che si era dimesso. Ma ha conosciuto anche l' amarezza delle sconfitte.

 

Per ben due volte: nel 1994 (candidato alla Camera dei deputati nelle liste Alleanza dei progressisti) e nel 1996, ci ha riprovato, come candidato del Pds, ma non viene eletto. Sia pure col magone l' aristocratico Bettini pianse ma in segreto.

 

meme sulla crisi di governo conte non schioda

Si consolò progettando la candidatura di Francesco Rutelli a sindaco di Roma, che venne eletto al secondo turno, grazie anche a una lista civica di sostegno, che ebbe un grande successo (11,6% dei voti), formata da professionisti di estrazione politica variegata, guidata da un avvocato leader dei piccoli proprietari immobiliari (Giuseppe Mannino), diventato poi il presidente del Consiglio comunale della capitale, con poche centinaia di voti di preferenza.

 

goffredo bettini 3

Bettini aveva riconquistato, sia pure con compromessi ed espedienti vari, l' amministrazione della più importante città italiana: un obiettivo che sembrava irraggiungibile.

 

Nel 1997 diventa assessore ai rapporti istituzionali, ma non regge molto in quell' incarico. Lo considerava noioso; alla fine segue le indicazioni di suo «fratello» Veltroni, facendosi nominare presidente dell' Auditorium di Roma. C' è infatti da ricordare che il cinema era la seconda passione di Bettini.

 

GOFFREDO BETTINI

Anche quella poltrona la fece però fruttare politicamente, perché gli procurò nuove amicizie con numerosi «potenti di Roma», che poi gli torneranno utili (Cesare Romiti, Franco Caltagirone, Giovanni Malagò, Aurelio De Laurentis e tanti altri, imprenditori e politici, come Gianni Letta e Bruno Tabacci. Nel 2001 viene rieletto alla Camera, impegnandosi più attivamente (ma sempre nell' ombra) al vertice dei Ds.

 

Ogni tanto però si concedeva qualche vacanza. E dove andava? Nella terra dei suoi avi, nelle Marche? No, in Thailandia, per curarsi. Gli piaceva quel mare. Lo ha anche dichiarato: «Mi sono curato in Thailandia, guardando il mare del Siam. Da allora ho un debito di riconoscenza con quel Paese». Quel debito era contraccambiato visto che il governo thailandese lo ha nominato cavaliere, mentre l' Italia - nonostante gli amici potenti - non gli ha mai concesso quel riconoscimento.

goffredo bettini

 

In quegli anni Bettini si impegnò molto: condusse, con deleghe politiche, una intensa attività di mediazioni e contatti. È di quel periodo la nuova definizione di «imperatore di Roma», consolidata nel 2007 quando divenne Coordinatore della segreteria nazionale del Pd, nominato da Walter Veltroni. E per questa ragione che il 28 novembre di quell' anno si dimise anche da senatore perché riteneva che il lavoro parlamentare fosse solo «una perdita di tempo».

meme sulla crisi di governo mattarella e conte

 

Per la verità, secondo un senatore che abbiamo incontrato, Bettini era ingrassato oltre misura: «Faceva fatica a sedersi sulle poltroncine senatoriali e ripeteva sempre ai colleghi «Che ci sto a fare qui, faccio fatica anche a sedermi, è meglio lavorare al partito». Cosa che avvenne dopo pochi mesi. Al suo posto al Senato subentrò Pietro Larizza, ex segretario generale della Uil, un socialista che era stato candidato dal Pd.

goffredo bettini festa del cinema di roma 2006

 

Nel 2014 però l' aristocratico comunista scelse l' Europa. Si candidò nel Pd e ottenne oltre 90.000 preferenze. L' imperatore aveva stravinto, lasciando stupiti i suoi compagni di partito che non si aspettavano un successo di quelle dimensioni.

 

renzi conte

In tempi più recenti il «tessitore» ha ritrovato la sua brillantezza, riscoprendo un attivismo di altri tempi: adesso appare talmente legato a Zingaretti che spesso lo sostituisce, anche se non ha un ruolo istituzionale. Ma ha anche un nuovo amore, dopo aver abbandonato Matteo Renzi: Giuseppe Conte.

 

Si è talmente innamorato dell' ex avvocato del popolo che lo paragona spesso a Giulio Andreotti e sta cercando di farlo durare il più a lungo possibile a Palazzo Chigi. Lo ha detto chiaramente anche a Stasera Italia, programma di Rete 4, dove si è fatto invitare dall' amica di famiglia, Barbara Palombelli, ed è stato e accolto in pompa magna come se fosse un ministro autorevole.

 

LA STORIA CONTRO RENZI PUBBLICATA NEL PROFILO UFFICIALE DI GIUSEPPE CONTE

Ora per l' amico Conte l' imperatore sta tirando fuori dal cilindro tutti i suoi progetti. Dopo aver mediato a lungo tra il premier e Renzi, sino allo sfinimento, si è dato molto da fare per far nascere la «quarta gamba», quella dei responsabili-costruttori- volenterosi per rafforzare la maggioranza al Senato. Ma nel frattempo ha cercato di seminare tra i suoi amici e conniventi il cosiddetto «piano b» (b, come Berlusconi) per rispolverare «il governo istituzionale».

 

Lui pensa però di fare presiedere l' eventuale nuovo esecutivo dal suo beniamino, cioè dal solito vanitoso avvocato e arrivare così, scavalcando il semestre bianco al 2023, alla fine della legislatura. Non ha però mai smesso di sussurrare a Zingaretti, di sorvegliare Di Maio (con cui c' è molta complicità), non hai mai dimenticato il vecchio amico Renzi e ostinatamente continua a consigliare Conte, talvolta in dissenso con Rocco (Casalino).

goffredo bettini beppe grillo 1

 

Goffredo, imperterrito, da elegante aristocratico, non si perde d' animo. Gli è stato promesso un incarico prestigioso a Palazzo Chigi: quello di sottosegretario per i rapporti con i ministri e forse con la delega al coordinamento dei servizi segreti. È la prima volta che questo accade. Neppure i governi presieduti da uomini della sinistra gli hanno offerto tanto.

 

Forse, ai tempi del coronavirus, dei vaccini a rischio, della crisi economica che rischia di galoppare pericolosamente, del Recovery Plan tutto da tradurre in opere concrete, il vecchio imperatore pensa in questo modo di uscire dall' ombra, fedele al suo vecchio principio: «Quello che conta non è il potere ma l' influenza che uno sa esercitare».

roberto giachetti e goffredo bettini (3)

E se questa «influenza» dovesse venir meno c' è sempre la Thailandia che lo aspetta, da cavaliere aristocratico.

goffredo bettini 2007goffredo bettini 11goffredo bettini nicola zingaretti piero fassino pierluigi bersani goffredo bettinigoffredo bettini al parlamento europeogoffredo bettinigoffredo bettiniGOFFREDO BETTINI ALESSANDRA SARDONIgoffredo bettini beppe grillogoffredo bettini gianni letta. giuseppe contegoffredo bettini beppe grillogoffredo bettinigoffredo bettini walter veltroni goffredo bettini 22

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