giuseppe conte luigi di maio

SE L’ITALIA NON OTTERRA’ IL RECOVERY FUND, LA MAGGIORANZA SI SPACCA E IL SECONDO GOVERNO CONTE FINIRÀ ALL’INFERNO (PURTROPPO TRA LE FIAMME CI FINIRÀ ANCHE IL PAESE) - CONTE È STRETTO TRA L’INCUDINE DEL PD/RENZI, FAVOREVOLI AL MES SANITARIO, E IL MARTELLO DEI 5STELLE (‘’NON ESISTE MES SENZA CONDIZIONALITÀ. E' UNA FREGATURA”) - DI MAIO LO INCASTRA: “USO LE PAROLE DI CONTE: IL MES È UNO STRUMENTO ANTIQUATO” - VUOI VEDERE CHE, A FORZA DI FARE IL VOLPINO, CONTE RISCHIA DI FINIRE IN PELLICCERIA?

GIUSEPPE CONTE ROCCO CASALINO

DAGOREPORT

C’è un Conte prima e dopo il coronavirus. Precedentemente la pandemia il premier era molto debole, oggi a virus galoppante - con Draghi che non ci pensa nemmeno a trattare con Di Maio e compagnia, disponibile solo a fare il Capo dello Stato – lo schiavo di Casalino è molto forte. Infatti, non fa che ripetere: “Basta! Ascolto tutti e parlo con tutti., ma poi decido io”. A stento ascolta, vedi la nomina di Colao, i suggerimenti di Mattarella.

 

conte letta

Anche se a maggio, quando proporrà il piano della Ripartenza, ci sarà lo scazzo con Renzi, che vuole un piano molto forte di riapertura, l’Avvocato di Padre Pio (tutto) si sta già adoperando con Gianni Letta, tornato in gran spolvero. Sarà lui a portare a Conte i voti dei senatori di Forza Italia per rimpiazzare quelli di Italia Viva.

VITTORIO COLAO

 

Ma attenzione. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Gli altri due partiti della maggioranza, sull’operato di Conte, sono spaccati al loro interno. Metà a favore, metà contro. Zingaretti, insofferente degli assoli di Conte, a causa virus, ha dovuto mollare la guida del partito e naturalmente lo spazio è stato subito riempito dal vispo Franceschini che si è impadronito di mezzo partito e fa da contraltare a Conte per aumentare il prezzo.

 

Da parte sua, Zinga non solo ha cestinato la linea Conte sul Mes inadeguato ma ha in mente di lanciare una grande operazione per sburocratizzare il Sistema Italia e chi la può portare avanti, secondo il segretario dei dem, si chiama Vittorio Colao. E i peli tinti di Conte, ovviamente, si drizzano perché teme che il manager che tutto il mondo ci invidia gli tolga il terreno sotto i piedi.

dario franceschini e nicola zingaretti alla finestra dell'abbazia di contigliano 5

 

I palazzi della politica attendono trepidi l’esito della riunione del 23 aprile dei premier europei. Se c’è il Recovery Fund (extra budget), Conte canterà vittoria. Anche se dovrebbe ringraziare in ginocchio Mattarella e Gualtieri se l’Italia otterrà ‘sto benedetto fondo per la ripresa. Se il budget da mille miliardi del Recovery è a babbo morto perché deve essere approvato dai 27 paesi all’unanimità, allora il M5S lo molla.

 

RENZI CONTE

PD e Renzi hanno già dichiarato che “sarebbe oggi un clamoroso errore rinunciare ai 37 miliardi del Mes senza condizionalità”, quello per le spese mediche. I consumi sono calati di un terzo, lo spread ha sfondato quota 200 e il FMI prevede per l’Italia un meno 9,1% di Pil nel 2020: insomma, siamo con l’acqua alla gola, peggio di noi solo la Grecia, alla fine mejo poco che niente.

 

luigi di maio vito crimi

Ma Di Maio e Crimi, anche per non fornire munizioni a Salvini e Meloni, tuonano: “L’Italia non farà mai ricorso al Mes, noi Cinque Stelle non potremmo mai accettarlo. Non esiste il Mes senza condizionalità. Per noi rimane una fregatura”.

 

Quindi Crimi, nell’intervista oggi al “Fatto”, ha alluso alla spaccatura con il PD sottolineando che Conte è con loro, prigioniero: “Mi stupiscono le parole del PD, perché mettono in discussione la linea del governo e del premier Conte, che ha espresso la necessità di altri strumenti”. E Di Maio di rincalzo: “Uso le parole di Conte: il Mes è uno strumento antiquato”.

conte di maio

 

Si va così delineando, se l’esito del 23 aprile sarà senza Recovery, una frattura della maggioranza che spedirà il secondo governo Conte all’inferno (purtroppo ci finirà anche il paese).

 

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...