gabrielli belloni mancini parente caravelli

SERVIZI & SEGRETI - ECCO COME CAMBIERA' IL MONDO DELL'INTELLIGENCE ITALIANA - AVANZA L'IPOTESI DI UNIFICARE LE AGENZIE PER POTENZIARE LE CAPACITÀ E UTILIZZARE MEGLIO LE RISORSE - IL RESPONSABILE DELLA NEONATA AGENZIA PER CYBERSICUREZZA POTREBBE ESSERE ROBERTO BALDONI: SARA' ALLA GUIDA DI UNA SUPER SQUADRA DI 300-350 UNITÀ CON UN BUDGET IN CRESCITA DAI 41 MILIONI DI EURO DEL 2022 AI 122 PER IL 2027 - DRAGHI VUOLE PUNTARE SULL'INTELLIGENCE ECONOMICA, SU CUI ALCUNI PAESI HANNO AGENZIE AD HOC - L'INTELLIGENCE DEL FUTURO? È ECONOMICA, FINANZIARIA, INDUSTRIALE E BIOLOGICA - E SULL'ESPORTAZIONE DI ARMI…

Fausto Biloslavo per "Panorama"

 

ELISABETTA BELLONI

Alle 7,20 del 14 giugno, su un volo militare, i primi 82 afghani sono atterrati in Italia. Interpreti al fianco dei soldati italiani da anni e loro stretti familiari che rischiano rappresaglie talebane dopo il ritiro delle nostre truppe. L'operazione Aquila prevede di portare in salvo fra le 400 e 500 persone dal Paese asiatico, tutte sottoposte a vetting, il vaglio dei servizi segreti per evitare di portare spie o soggetti a rischio.

 

Un interprete è stato bloccato da un rapporto negativo e tempo fa l'intelligence, con l'aiuto americano, aveva scoperto un altro traduttore che faceva il doppio gioco informando i pachistani. Poi è arrivato in Italia come clandestino. Il vetting in Afghanistan è solo un tassello - apparentemente minore - nell'attività dei servizi segreti, che stanno vivendo cambiamenti profondi, soprattutto ai loro vertici. Panorama grazie a fonti interne ed esperti può raccontarne i segreti, le luci e le zone ancora oscure.

franco gabrielli fabrizio curcio 1

 

EFFETTO POKER D'ASSI

Per i servizi è un momento felice conferma un addetto ai lavori. Nella partita dell'intelligence abbiamo in mano un poker d'assi. Il riferimento è al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega alla sicurezza nazionale, Franco Gabrielli, al nuovo capo del Dis, Elisabetta Belloni e ai direttori delle agenzie esterna (Aise) e interna (Aisi).

Il primo aspetto importante è la nomina dell'autorità delegata da parte del presidente del Consiglio, che ha scelto Gabrielli, ex capo della Polizia. I governi Gentiloni, Conte 1 e 2 non l'avevano fatto.

 

marco minniti (2)

Anche la scelta di Belloni al Dis, la prima donna in una posizione così rilevante, prelude a una trasformazione potenzialmente radicale. I servizi hanno agilità informativa, ma sono come una grande portaerei. Per virare ci vuole tempo dice a Panorama, Marco Minniti, ex ministro dell'Interno, dal 3 giugno presidente della Fondazione Med-Or del gruppo Leonardo. Gabrielli è stato direttore per due volte del servizio segreto interno. Un uomo di sistema, ma sempre favorito dal Pd fa notare una fonte militare di Panorama.

 

elisabetta belloni

Un'amicizia di vecchia data lo lega anche a Enrico Letta, segretario del Partito democratico. Gabrielli è comunque un super tecnico, chiamato per primo da Mario Draghi appena insediato a Palazzo Chigi. L'obiettivo è rimettere ordine e premiare le capacità al di sopra delle fazioni. Panorama può confermare che esiste anche un progetto - che viene da lontano - e potrebbe trovare terreno fertile con Gabrielli: l'unificazione delle agenzie, un super servizio, per potenziare le capacità e utilizzare al meglio le risorse.

 

mattarella

La prima mossa di peso del nuovo corso è stata appunto la nomina di Elisabetta Belloni a capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, organismo di coordinamento di Aisi e Aise. Segretaria generale della Farnesina, si è diplomata - come Draghi - all'istituto dei gesuiti Massimiliano Massimo a Roma. È una donna davvero tosta. La figura giusta per rimettere in piedi una struttura a pezzi dopo il governo Conte spiega chi ha a che fare con questi gangli dello Stato. Grande esperienza, Belloni ha fatto carriera alla Casa, com'è soprannominata la Farnesina. Non è stata solo un ambasciatore, ma ha guidato l'Unità di crisi e la Cooperazione internazionale per poi arrivare alla poltrona interna più importante, quella di segretario generale.

 

Ex capo di gabinetto di Paolo Gentiloni, quando era ministro degli Esteri, è benvoluta in maniera trasversale. Il suo nume tutelare è il il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel 2017, proprio per sua iniziativa l'ambasciatrice è stata insignita della seconda onorificenza più alta del Paese, ovvero Cavaliere di Gran croce.

 

elisabetta belloni foto di bacco (3)

La sfida cruciale dell'intelligence è appropriarsi di nuovi equilibri nel settore della diplomazia parallela rispetto a quella tradizionale, che scricchiola. La nomina di Belloni è funzionale a tale disegno spiega l'ex generale Leonardo Tricarico, presidente della fondazione Icsa per analisi, sicurezza e studi strategici. Belloni sostituisce Gennaro Vecchione, mandato a casa sei mesi prima della scadenza. Per fargli guidare il Dis il generale della Finanza era stato nominato prefetto, altrimenti avrebbe dovuto, con meno stelle, coordinare il generale Luciano Carta allora a capo dell'Aise poi rimosso, non essendo in linea con i Cinque stelle filocinesi.

 

conte vecchione

Fedelissimo di Giuseppe Conte era stato soprannominato ministro dei Rapporti con il Parlamento per le pressioni che puntavano a mantenere a galla il premier conferma una nostra fonte. Vecchione non ha pagato solo la sua vicinanza a Conte, ma anche gli strascichi del Russiagate. Nel 2019 incontrò il ministro della Giustizia Usa, William Barr, sull'intricato caso Mifsud, docente dell'università Link campus, fucina di esponenti grillini come l'ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

franco gabrielli foto di bacco

 

Mifsud, scomparso nel nulla, aveva fatto credere di avere mail segrete acquisite dai russi che potevano mettere in difficoltà la candidata democratica alla presidenza, Hillary Clinton. Anche il trappolone, forse non solo mediatico, del video dell'incontro all'autogrill fra una vecchia e discussa gloria dei servizi come Marco Mancini e Matteo Renzi, che cercava di far cadere il governo Conte, non ha aiutato Vecchione. Mancini era uno dei suo sottoposti al Dis.

caravelli

 

Al contrario, gli altri due assi dell'intelligence di Draghi sono stati ereditati dall'esecutivo precedente. Il generale Giovanni Caravelli è stato nominato nel maggio dello scorso anno direttore dell'Aise. Dal 2014 era il numero due dell'agenzia per la sicurezza esterna. Fra i migliori del corso in accademia, si è fatto le ossa sia sul terreno, in Iraq e Afghanistan, sia nel Sigint, intelligence elettronica al comando della brigata Informazioni, ricognizione e guerra elettronica dell'esercito ad Anzio.

marco mancini

 

Fra i militari è il più preparato. Un profondo conoscitore del dossier libico è l'interlocutore di diversi capi di Stato africani dice una nostra fonte. Ultima carta vincente è Mario Parente al vertice dell'Aisi da oltre cinque anni, che veniva dato in uscita, ma è stato prorogato il 12 maggio dal presidente del Consiglio.

 

PER LA TUTELA DIGITALE

Ai quattro pilastri dell'intelligence si aggiungerà a breve il nuovo cyber zar, il responsabile della neonata Agenzia per la sicurezza cibernetica nazionale, che Conte voleva per metà privata. Una super squadra di 300-350 unità con un budget in crescita dai 41 milioni di euro del 2022 ai 122 per il 2027. Il prescelto per il comando è Roberto Baldoni, professore dell'università Sapienza di Roma, numero due del Dis con delega per il mondo cyber. Gabrielli ha ammesso che per mancanza di consapevolezza dei rischi, per un deficit di cultura su questi temi siamo molto in ritardo e dobbiamo camminare a passi svelti.

GIOVANNI CARAVELLI

Vittorio Colao, ministro per l'Innovazione tecnologica, ha lanciato l'allarme: Abbiamo il 93-95 per cento dei server della Pubblica amministrazione che non sono in condizioni di sicurezza.

 

Il 10 giugno è stato dunque approvato il decreto legge che fa nascere l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che opererà sotto la responsabilità del presidente del Consiglio dei ministri e di Gabrielli in stretto raccordo con il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

 

Minniti osserva che Baldoni viene dall'università, dove nel 2013 abbiamo presentato agli studenti i servizi segreti chiedendo agli interessati di inviare i curriculum al Dis. Oggi un'intelligence moderna deve tenere insieme l'esperienza, l'idea di patria attraverso forze armate e polizia e l'innovazione portata dai giovani. E in questo momento i vertici rappresentano un giusto mix.

 

ROBERTO BALDONI

GLI HANDICAP DA SUPERARE

Marco Mancini è diventato il capro espiatorio del vecchio stile dei servizi.

Lo 007 emiliano iniziò il suo percorso con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nell'antiterrorismo e poi al Sismi, i servizi per l'estero, dove entrò nel 1988 da maresciallo dei carabinieri. Con otto diversi governi è stato coinvolto in tante operazioni delicate, come il sequestro dell'iman Abu Omar, finendo pure in carcere, ma uscendone sempre incensurato, anche grazie al segreto di Stato. Era a capo di una lobby interna, ma non certo l'unica.

 

La lotta fra fazioni nei servizi per motivi politici e di carriera ci sono state, ci sono e ci saranno anche in futuro conferma un conoscitore delle fragilità nell'intelligence. Mancini è un professionista capace, ma ha pestato i piedi a troppa gente.

MATTEO RENZI E MARCO MANCINI

 

La storia all'incontro con Renzi è la classica buccia di banana che ha messo la parola fine alla sua epoca. Il 23 dicembre un video l'ha ripreso con l'ex premier in un autogrill, quando il fondatore di Italia viva alla vigilia della crisi per Conte. Un video mandato in onda mesi dopo da Report. Se in Parlamento chiedessero chi ha incontrato Mancini, solo pochi non alzerebbero la mano chiosa la nostra fonte.

 

Marco Mancini

Paolo Quercia, che insegna Sistemi di intelligence all'Università di Perugia, sottolinea che il caso Mancini ha messo in evidenza la delicata questione del rapporto tra il mondo della politica e i dirigenti delle agenzie. È una relazione indispensabile, ma da regolare con cautela.

 

Lo 007 di lungo corso ha un incarico delicato di controllo delle spese dei servizi segreti al Dis. Il 2 giugno, con la nuova linea Gabrielli-Belloni, gli è stato imposto il prepensionamento dal prossimo luglio. Tricarico sostiene che una delle anomalie del sistema dei servizi è sempre stata quella di non affrontare le "incrostazioni" delle gestioni governative precedenti. Un handicap in via di superamento, parrebbe.

 

NELLE SECONDE LINEE

CARLO MASSAGLI GIUSEPPE CONTE

In realtà una parte della seconda linea di comando è stata nominata da Conte - dopo mesi di attesa - in zona Cesarini, il 21 gennaio, poco prima delle dimissioni; questo non significa necessariamente che chi ne fa parte sia legato ai Cinque stelle. L'ammiraglio Carlo Massagli è passato da consigliere militare a Palazzo Chigi con Gentiloni, Conte 1 e 2 a vicedirettore dell'Aise. Altro vicedirettore scelto dal precedente governo è il generale della Guardia di finanza Luigi Della Volpe, che potrebbe interessare a Draghi per aver seguito l'intelligence economica finanziaria.

 

Al servizio interno Conte ha scelto come vicedirettore il generale dei carabinieri Carlo De Donno, che viene dalla struttura. Il nuovo corso dei servizi ha provocato anche un'onda d'urto al ministero degli Esteri. Al posto di Elisabetta Belloni alla Farnesina è stato nominato segretario generale Ettore Sequi, il diplomatico più cinesizzato, ex ambasciatore a Pechino, che ha aperto la Via della seta fin dai tempi del governo Gentiloni. Già capo di gabinetto del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, questo riconoscimento ha sollevato malumori fra le feluche.

 

ettore sequi

IL QUADRO DELLE EMERGENZE

Il premier Draghi vuole puntare sull'intelligence economica, che fino a oggi è rimasta in secondo piano. È cruciale, alcuni Paesi hanno agenzie ad hoc spiega Minniti occorre la capacità di leggere i movimenti dell'economia secondo gli interesse nazionali.

 

Il generale Tricarico è convinto che il presidente del Consiglio dovrebbe prendere in mano pure l'esportazione di armi - settore importante dell'economia - con l'aiuto dell'intelligence. Ora se ne occupa la Farnesina, che sta dando il peggio... L'intelligence del futuro è economica, finanziaria, industriale e biologica. Sono tutti settori dove, per Paolo Quercia, occorre investire: Si pensi al confronto con la Cina, alle acquisizioni ostili, al contrasto alla criminalità organizzata, al terrorismo, ai traffici di esseri umani.

 

Roberto Baldoni

Per Gianandrea Gaiani, direttore del magazine online Analisi Difesa, la nascita dell'agenzia per la cybersicurezza è collegata all'intelligence economica. Gli hacker, si è visto anche di recente, possono fare danni devastanti alle grandi aziende. Però dobbiamo essere in grado di rispondere con strumenti cibernetici offensivi, anche a scopo di deterrenza. I limiti nella svolta ai servizi sono il limitato raggio d'azione e le risorse. Siamo fra le dieci potenze economiche mondiali, con interessi globali, ma proprio su questo piano risultiamo vulnerabili. Tragico esempio è l'uccisione del nostro ambasciatore in Congo (si veda il servizio a pag. 26). Per questo occorrono nostre antenne più potenti all'estero.

 

TRA BALCANI, LIBIA E CINA

saif al islam

Gli scenari e le sfide dei servizi sono anche alle porte di casa, nei Balcani, dove la stabilità è un primario interesse nazionale sottolinea un interlocutore militare. Un cortocircuito non si può escludere a causa della longa manus russa e alle infiltrazioni turche e cinesi.

In Libia i servizi monitorano le mosse di Saif al -Islam, il figlio del colonnello Gheddafi, che punta a scendere in campo per le presidenziali di dicembre.

 

Sul fronte immigrazione l'intelligence ha collaborato alle allarmanti previsioni sugli sbarchi estivi. Una stima, per difetto, parla di 65 mila migranti in arrivo quest'anno, quasi metà dalla Libia, altri 20 mila dal Mediterraneo orientale, 15 mila dalla Tunisia e 2 mila dall'Algeria. La Cina è più aggressiva che mai nello spionaggio industriale e nelle acquisizioni in Europa. Mentre ancora discutiamo sul 5G sì o no, a Pechino già si studia il 7G.

 

walter biot

Il controspionaggio ha poi portato platealmente alla luce un'operazione del Gru, l'aggressivo servizio militare russo, a Roma, arrestando il capitano di fregata Walter Biot che vendeva segreti Nato. Ha dato anche un messaggio a molti ufficiali che talvolta vanno a cena con russi e cinesi e pure se ne vantano nota la fonte di Panorama. Minniti conclude: Siamo immersi in un mondo "apolare", senza reali guide. In tale situazione globalizzata i servizi segreti fanno la differenza. Chi può influenzare conta di più. Come chi ha maggiori informazioni e in tempo reale.

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