matteo salvini luigi di maio

SI SALVINI CHI PUÒ – IL LEGHISTA ATTACCA SU TUTTI I FRONTI MA AI SUOI DICE DI EVITARE I LITIGI E LE “INUTILI POLEMICHE” - L'ULTIMA BATTUTA CONTRO I GRILLINI: "I SOLDI PER ROMA SE LI POSSONO SCORDARE" – LA CAMPAGNA ELETTORALE SI GIOCA TUTTA NELLO SCONTRO INTERNO AL GOVERNO – DI MAIO DAGLI EMIRATI LANCIA FRECCIATINE SU ORBAN E LA LEGA TEME CHE DOPO LE EUROPEE LA FRONDA GRILLINA CONTRARIA ALL’ALLEANZA GIALLOVERDE NON SIA PIÙ CONTROLLABILE…

1 – IL LEADER LEGHISTA ALL' ATTACCO SU TUTTO «I SOLDI PER ROMA SE LI SCORDANO»

Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO INNAMORATI

 

«I soldi per Roma? Se li possono scordare...». È una battuta lanciata lì, parlando con i suoi parlamentari, senza che Matteo Salvini articoli il concetto più di tanto. Eppure, il senso è chiaro: le risorse necessarie per trasferire allo Stato il debito della Capitale, che dovrebbero essere incluse nel «decreto crescita», sono tutt' altro che scontate.

 

Salvini viene descritto dai suoi come di consueto: tranquillo e lungi dall' essere anche soltanto innervosito dalla lotta continua dentro il governo. Certo è, però, che il leader leghista continua nella sua strategia contro tutto e tutti.

 

CONTE SALVINI DI MAIO BY SPINOZA

La giornata si apre con la sua «intimazione» indirizzata ai vertici di Polizia, Guardia di finanza, Guardia costiera e Difesa riguardo alla nave Mar Ionio. È la direttiva che accenderà, poco più tardi, un duro scontro con la ministra Trenta, che addirittura parlerà di «vaneggiamenti», sia pure senza nominare Salvini.

 

Ma la giornata si apre anche con le notizie, raccolte dal Sole 24 ore, sull' irritazione del Quirinale perché i decreti «Sblocca cantieri» e «Crescita», nonostante la loro approvazione in Consiglio dei ministri, ancora non si vedano. Salvini, qui, butta la palla nel campo del premier Giuseppe Conte: «Invitate Conte e chiedeteglielo» è la risposta del capo leghista a Giovanni Floris su La7 : «Il decreto in Cdm è arrivato, noi lo abbiamo approvato e Conte starà analizzandolo. Abbiamo fatto il nostro». Il fatto è che i due decreti, entrambi approvati «salvo intese», restano ancora privi d' intesa tra le forze politiche».

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

 

E su questo si accende un nuovo focolaio con Luigi Di Maio. Quest' ultimo, parlando di Alitalia (che dovrebbe essere inclusa nel decreto Crescita), non resiste: «Mi fa piacere che tutti vogliano vedere i fatti, peccato che quelli che vogliono vederli parlano soltanto».

 

Un riferimento difficile da non collegare con il salviniano «dalle parole ai fatti». Poi, arriva la notizia delle dimissioni della governatrice umbra Catiuscia Marini. La decisione è presa in un secondo: e oggi alle 17.30 il leader leghista sarà a Perugia. Perché «l' unico errore che non possiamo permetterci è dare per scontato il consenso che è solo nei sondaggi».

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 28

 

In ogni caso, Salvini con i suoi parlamentari ostenta la massima tranquillità sul destino del governo a dispetto delle polemiche pluri quotidiane. Un deputato la sintetizza così: «Avete visto i sondaggi? Noi in crescita al 32.3%, i 5 stelle in crescita al 22.5%. Entrambe le forze di governo crescono, mentre il Pd scende di mezzo punto, al 21.5%. Quello che conta è questo: il governo cresce, il Pd cala».

 

VINITALY - SALVINI E LA SIGNORA CHE GLI CHIEDE DI MOLLARE DI MAIO

Per questo il richiamo di Salvini ai parlamentari leghisti è sempre lo stesso: «La gente odia i litigi. Stiamo lavorando, continuiamo a farlo, non abbiamo tempo per inutili polemiche». La preoccupazione è che dopo le Europee Di Maio non riesca più a controllare i nemici dell' alleanza con la Lega. Ma anche qui, Salvini prosegue diritto. Di Maio ha criticato il presidente ungherese Orbán? Il leader leghista annuncia: «Andrò a Budapest i primi di maggio». Quanto all' altra partita che sta cuore ai leghisti, Salvini taglia corto: «Sulle Autonomie ci sono i dubbi di qualche ministro 5 Stelle. Speriamo passino in fretta».

 

2 – IL MISTERO DELLE OPPOSIZIONI CHE SONO SPARITE DAI RADAR

Ugo Magri per “la Stampa”

 

zingaretti suda all'assemblea pd 3

Che fine ha fatto Luca Zingaretti? E dove si è nascosto Silvio Berlusconi? Tanto col segretario Pd quanto col fondatore di Forza Italia sono stati persi i contatti radar. Da settimane i due oppositori tacciono o parlano senza dire (che non fa troppa differenza). Eppure siamo in piena campagna elettorale, tra poco più di un mese si vota per il Parlamento europeo: che cosa aspettano ad alzare la voce? Una spiegazione del silenzio di Zingaretti può essere l’ambientamento. Non ha fatto in tempo a indossare i panni del leader che si è dovuto cimentare sulle liste, impresa faticosa, accontentando un po’ tutte le correnti e sottocorrenti, una fatica improba. Poi gli è piovuta addosso la tegola dell’inchiesta umbra sulle nomine Asl. E comunque, il neo segretario Dem non si è segnalato mai per una comunicazione tosta, aggressiva, che lascia il segno. È un politico gentile e sorridente, ma gli manca il colpo del kappaò.

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

 

Il Cavaliere è desaparecido

 

Diverso il caso di Berlusconi. Lui sì che sarebbe in grado di fare notizia. Il politicamente corretto è l’ultimo dei suoi scrupoli, dalla sua bocca potrebbe uscire qualunque enormità. Ma da una decina di giorni il Cav è rintanato a Villa Maria, la dimora della fidanzata Francesca Pascale, e non dà notizia di sé. Circolano al riguardo un paio di versioni. La prima - drammatica - sostiene che l’ex premier è vittima dell’età (83 anni a settembre) e della salute malferma, per cui la sua sparizione dipenderebbe da Madre Natura. L’altra versione - grave ma non seria - è che Silvio vuole tenersi alla larga dalle liti tra i suoi proconsoli, particolarmente accese quando si tratta di decidere dei posti in lista, per cui avrebbe fatto spargere la voce di una malattia terribile, tale da costringerlo a letto, irraggiungibile.

 

Il rischio del grande sbadiglio

 

GIUSEPPE CONTE PINOCCHIO IN MEZZO AL GATTO (LUIGI DI MAIO) E LA VOLPE (MATTEO SALVINI) MURALE BY TVBOY

Sia come sia, Di Maio e Salvini non hanno oppositori in grado di impensierirli. Basta accendere la tivù, o sfogliare i giornali, per constatare che i vice-premier hanno invaso l’intera scena politica. Addirittura possono permettersi di litigare, o di far finta, ben sapendo che nessuno gliene chiederà conto. Di Maio e Salvini non hanno oppositori in grado di impensierirli. Basta accendere la tivù, o sfogliare i giornali, per constatare che i vice-premier hanno invaso l’intera scena politica L’unico rischio che i giallo-verdi stanno correndo è di esagerare, o di venire a noia. Continuando di questo passo verranno sepolti da un grande sbadiglio collettivo. Ma se fosse per i loro avversari, ce li terremmo ancora chissà quanto.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)