alessandro di battista matteo salvini

SI SALVINI CI PUO’ - SULLA TAV IL LEADER LEGHISTA MANDA UN ULTIMATUM AL M5S: “DIRE NO METTE A RISCHIO L'ESECUTIVO” – POI VA ALL’ATTACCO DI DI BATTISTA (“CONTA MENO DI NIENTE”) E DI MAIO: STUFO DEI LORO ATTACCHI. O FANNO IL LORO LAVORO OPPURE LA PAZIENZA FINISCE. E ANNUNCIA UN TOUR ELETTORALE AL SUD...

Marco Cremonesi per il “Corriere della sera”

 

matteo salvini balla al papeete

«Chi dice di no alla Tav mette a rischio il governo. Se stiamo al governo per perdere tempo, noi non ci siamo e chiediamo la parola a voi». Matteo Salvini ha concluso la vacanza di Milano Marittima costellata di polemiche ed è già a Colico, lassù in cima al lago di Como.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO

Dove torna ad avvisare i 5 Stelle: «Non è la stagione delle mezze misure. O le cose le facciamo fino in fondo, oppure Non lo dico alle opposizioni, sono stufo di attacchi quotidiani da parte di quelli che dovrebbero essere alleati di governo. Dibba, Di Maio...O tutti parlano meno e fanno il loro lavoro oppure la pazienza finisce». Anche se, alla fine, non mantiene la promessa fatta in Riviera: «Magari stasera mando a cag Di Battista». Si limiterà a dire che per lui «conta zero».

matteo salvini a cervia

 

Salvini beve un sorso di birra e parte. Salta come fosse cosa fatta il tormentato voto sul suo «decreto Sicurezza due» (Salvini non dice mai decreto bis, roba vecchia), anche se in precedenza aveva ammesso: «La giornata sarà lunga». E annuncia che «l' Europa alla manovra dirà no. Ma il diritto al lavoro e alla vita degli italiani viene prima degli zero virgola dell' Europa». In ogni caso, Salvini per la prima volta parla della trattativa sui commissari Ue. Per dire che lui al presidente Conte ha fatto «due nomi», forse quelli del ministro Centinaio e del viceministro Garavaglia.

DI BATTISTA DI MAIO

 

matteo salvini deejay al papeete 1

Poi, tocca alla riforma della giustizia del M5S: «Poca roba, un Paese serio ha la certezza della pena non le attenuanti e le riduzioni di pena: se ti becchi 10 anni, stai in galera per 10 anni». Anche se «per qualcuno siamo tutti colpevoli, a partire dai sindaci, che se firmano qualcosa si ritrovano accusati di abuso d' ufficio». Il fatto è, secondo Salvini, che «nei 5 Stelle, ahimè, c' è una pessima componente di sinistra».

 

Oggi il decreto Sicurezza bis affronterà il voto definitivo del Senato, probabilmente già questa sera. Va detto che al Viminale la convinzione di chi tiene il pallottoliere dei (sempre presunti) conti d' aula scommette che il decreto filerà via senza problemi. Meno ottimismo circola nel corpo vivo leghista: «Speriamo...- dice un deputato - ma la verità è che i 5 Stelle ormai sono imprevedibili.

salvini

 

Per il Sicurezza bis e per i voti a venire: la verità è che siamo tutti in attesa della loro implosione. Il dubbio semmai è sul quando». Certo, alcuni senatori vicini a Giovanni Toti («e magari non soltanto loro», ritiene un leghista) potrebbero risultare assenti, abbassando il quorum del voto. Resta il fatto che se i sì dovessero scendere sotto alla soglia dei 161 voti verrebbe certificata la non autosufficienza della maggioranza gialloverde. Sull' argomento, Salvini è una sfinge. Nemmeno i vicinissimi sono in grado di dire «se la prova provata lo convincerà a staccare la spina».

di maio di battista

 

Resta il fatto che il vicepremier da metà settimana avvierà un serrato tour elettorale in tutto il Sud. E l' autonomia che nelle regioni del Sud pare piacere poco? «Con l' autonomia non vogliamo togliere niente a nessuno, i veri nemici sono i politici ladri e incapaci del Sud che da 50 anni derubano il Paese».

matteo salvini con arrigo sacchi al papeetematteo salvini mojito al papeetematteo salvini deejay al papeetematteo salvini al papeete

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