conte gualtieri

SLITTA, SLITTA, SLITTA (E FINISCI NEL BURRONE) - LE TASSE RINVIATE SARANNO LA MAZZATA DEL 2021. BELPIETRO: ''LO SLITTAMENTO NASCONDE LA FREGATURA: TRA MAGGIORI USCITE E MINORI ENTRATE C'È UN BUCO DI 200 MILIARDI CHE NON SI SA COME COLMARE. COSÌ AUMENTA IL RISCHIO CHE ARRIVINO UNA PATRIMONIALE, UNA REVISIONE DEI VALORI CATASTALI O UNA STANGATA SULLE PENSIONI. O TUTTE E TRE''

 

Maurizio Belpietro per “la Verità

 

Il governo ha rinviato le scadenze fiscali di fine anno alla primavera del 2021. Apparentemente, si tratta di una buona notizia, che dovrebbe contribuire a rasserenare gli animi delle molte imprese, grandi e piccole, che a causa del coronavirus sono in gravi difficoltà. In realtà, la notizia strombazzata da Palazzo Chigi non è affatto tranquillizzante e, a costo di apparire affetto da pessimismo cronico, vi spiego perché. Per farmi capire, purtroppo sono costretto a ricorrere a una serie di numeri, ma mi auguro di non farvi perdere la testa in mezzo alle cifre.

giuseppe conte roberto gualtieri

 

Primo dato: la spesa corrente in Italia ammonta all' incirca a 820 miliardi, ma quest' anno, per sostenere l' economia, lo Stato è stato costretto a spendere 100 miliardi in più. Secondo il Mef, che sta per ministero dell' Economia e delle Finanze, nel 2020, oltre a spendere di più, incasseremo di meno. Le previsioni degli uffici guidati da Roberto Gualtieri parlano di 100 miliardi in meno.

 

In pratica, tra maggiori uscite e minori entrate, abbiamo un buco di 200 miliardi, che non copriremo né con i fondi del Mes, ossia con il prestito Salvastati, finanziamento al quale il governo non intende ricorrere, né con i soldi del Recovery plan, i quali, giorno dopo giorno, per effetto delle divisioni in Europa, si allontanano sempre di più.

 

giuseppe conte roberto gualtieri mes

Al momento, il Mef finge che il problema non esista e infatti a bilancio ha iscritto le entrate fiscali come se fossero invariate. Qualora si trattasse di un' azienda privata, parleremmo di falso in bilancio, perché il bravo amministratore è obbligato a comunicare agli organi sociali le previsioni dell' esercizio in maniera corretta. Nel caso dello Stato, dove i bilanci sono redatti non in base ai principi contabili ma alle opinioni (ciò che in passato è accaduto in Grecia è illuminante, ma ci sono anche altri Paesi finiti in default), le cose non stanno così e un governo può anche far finta di nulla, cioè può ignorare la realtà contabile, ma prima o poi arriva la resa dei conti.

 

Già, perché se da un lato consento il rinvio dei pagamenti da parte dei contribuenti, ma dall' altro le tasse non le abbuono e anzi le metto a bilancio come crediti da riscuotere, è evidente che prima o poi passerò all' incasso e magari pure con gli interessi. Duecento miliardi, costituiti da maggiori spese e minori introiti, non sono noccioline e perciò, mentre annuncia il rinvio delle scadenze fiscali, il governo avrebbe l' obbligo di spiegare agli italiani come ha intenzione di colmare il disavanzo.

 

Ma al momento, né Giuseppe Conte né il suo ministro all' Economia Roberto Gualtieri paiono voler chiarire quali intenzioni abbiano per rimediare alla voragine aperta nei conti pubblici.

 

Qualche ottimista potrebbe pensare che il problema se lo porranno le future generazioni, quando sarà loro chiesto di saldare il conto dei debiti accumulati dai diversi governi che si sono succeduti nell' arco degli ultimi 30 o 40 anni. In realtà, il saldo delle spese passate difficilmente potrà essere rinviato a data da destinarsi, anche perché sul debito italiano vigilano i cani da guardia di Bruxelles.

 

tasse

Dunque, già a giugno del prossimo anno potremmo trovare sgradite sorprese, ossia l' obbligo di far quadrare i conti, pena dover scontare un aumento dello spread oppure sanzioni comunitarie.

 

Nei giorni scorsi abbiamo scritto delle insane passioni di un esponente di governo che risponde al nome di Giuseppe Provenzano. Il ministro per il Sud in quota Pd l' altra settimana si è detto favorevole a reintrodurre l' imposta di successione, ovvero la tassa sui morti, un modo indiretto per varare una patrimoniale, anche se limitata alle eredità. Tuttavia, pur sgradevole, la misura non risolverebbe i problemi di bilancio che abbiamo elencato.

 

Quindi è assai probabile che per far tornare il pareggio, trovando i 200 miliardi che mancano, a Palazzo Chigi pensino anche ad altro e purtroppo non si tratterebbe di nulla di positivo. Già, perché se c' è da raschiare il barile, i compagni non vanno troppo per il sottile e ricorrono all' armamentario di qualsiasi stato socialista.

giuseppe provenzano foto di bacco

 

Dunque, i provvedimenti che potrebbero essere messi in campo sono tre. Il primo è la classica patrimoniale, ovvero un prelievo sui patrimoni intesi come conti correnti e investimenti. In banca, i risparmi delle famiglie italiane ammontano all' incirca a 2.000 miliardi e quei soldi fanno gola a chiunque, ai politici in particolare. Quindi sarebbe uno scherzo ripetere quello che quasi 30 anni fa fece Giuliano Amato, ossia prelevare una certa aliquota da conti e investimenti e appropriarsene in nome dello Stato. Basterebbe l' 1 per cento per fare 20 miliardi, certo non sufficienti a risollevare le sorti dei conti pubblici, ma pur sempre utili.

 

Per stangare gli italiani, l' esecutivo però non ha a disposizione solo le tasse di successione e sui patrimoni.

A portata di mano ha anche l' imposta che colpisce il mattone, ovvero la riforma del Catasto. La revisione dei parametri con cui si stabilisce il valore di una casa è un progetto chiuso nel cassetto, ma basterebbe girare la chiave per estrarlo e tartassare i proprietari immobiliari. Da solo, il giochino di considerare più alta la rendita di ville e appartamenti consentirebbe di incassare miliardi: probabilmente 10, ma in teoria anche di più.

 

tasse

E poi ci sono sempre le pensioni, che ormai sono diventate il bancomat della politica. Una serie di recenti e brutte sentenze della Corte costituzionale ormai hanno dato via libera al saccheggio dell' assegno previdenziale, che quando non è da fame può non essere rivalutato e anche decurtato, grazie al principio di solidarietà, con il risultato che chi non incassa un trattamento al minimo, presto potrebbe trovarsi equiparato a coloro che non solo hanno versato pochi contributi, ma magari non hanno neppure raggiunto la soglia di versamenti che dà accesso al vitalizio e beneficiano del trattamento di sussistenza.

 

Sì, insomma, ci siamo spiegati. Più il governo non è chiaro sulla strategia con cui intende affrontare la crisi e finanziare le misure per sostenere l' economia e più noi coltiviamo cattivi pensieri.

Siccome sappiamo che niente è gratis, quando con leggerezza Conte annuncia linee di credito per miliardi viene da pensare che, nel migliore dei casi, si tratti di un bluff, nel peggiore di una cambiale in scadenza che nel giro di qualche mese saremo costretti a pagare. Nell' uno o nell' altro caso, la fregatura è assicurata.

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…