adolfo urso giorgia meloni

SONO FINITI I TEMPI IN CUI GIORGIA MELONI ANDAVA IN AMERICA A FARE LA TRUMPIANA E A STREPITARE ALLE CONVENTION CONTRO I PROGRESSISTI! – IL PRESIDENTE DEL COPASIR ADOLFO URSO, GARANTE DELLA POLITICA ESTERA DELLA “DRAGHETTA", SI STA FACENDO IN QUATTRO PER ACCREDITARE “DONNA GIORGIA” ALL'ESTERO – “RIAFFERMIAMO LA POSIZIONE ATLANTICA DELL’ITALIA. CONTINUEREMO CON GLI AIUTI ALL’UCRAINA” – “LA FIRMA DEL MEMORANDUM SULLA VIA DELLA SETA E' STATO UN GRANDE ERRORE. LA RUSSIA E' UNA MINACCIA GRAVISSIMA” - VIDEO

 

 

https://m.dagospia.com/ma-lo-sanno-in-america-che-urso-faceva-affari-con-l-iran-non-tutti-si-ricordano-il-passato-323431

 

Marco Galluzzo per il "Corriere della Sera"

presentazione del libro sul copasir con adolfo urso 6

 

È il garante della geopolitica di Giorgia Meloni. È appena rientrato da Kiev, dove ha incontrato i vertici del governo e del Parlamento dell’Ucraina. Ha fatto sosta a Varsavia per parlare con il viceministro degli Esteri polacco. 

 

Domani atterra a Washington, dove lo attendono confronti con membri del Congresso delle due sponde politiche, incontri pubblici e riservati con think tank sia di sinistra che di destra, in tutto oltre una ventina di meeting in 48 ore. 

 

Obiettivo: illustrare il programma di Meloni agli americani, rimarcare la continuità con gli impegni del governo Draghi. 

 

LORENZO GUERINI ADOLFO URSO

Adolfo Urso, lei è in cima alla lista dell’inner circle di Meloni, è presidente del Copasir, ha collaborato in modo stretto con Draghi su tutti gli aiuti militari a Kiev. Cosa va a fare a Washington? 

«Vado a illustrare la nostra posizione in politica estera, di difesa e di sicurezza. E a riaffermare la posizione atlantica dell’Italia e il sostegno all’Ucraina nel fronteggiare la minaccia russa. Ma anche sollecitare la solidarietà americana nel fronteggiare l’emergenza energetica anche con misure di compensazione per i Paesi come l’Italia che subiscono le maggiori conseguenze economiche. 

FRANCO GABRIELLI - MARIO DRAGHI - ADOLFO URSO

 

Infine a cercare di evidenziare l’importanza di sviluppare una politica comune per contrastare la guerra ibrida permanente, come l’ha definita Macron, dei sistemi totalitari di Russia e Cina nei confronti dell’Occidente. E per questo sollecitare una maggiore attenzione nei confronti del Mediterraneo e dell’Africa. È in Africa che si vince la sfida tra Oriente e Occidente».

 

È un’agenda quasi sterminata... 

«Indubbiamente, è ormai chiaro a tutti, ma è bene ribadirlo in tutte le sedi, che l’Italia continuerà ad essere un anello forte della coalizione dei nostri alleati di fronte alla crisi ucraina e alle sfide strategiche alle quali siamo chiamati come membri sia della Ue che dell’Alleanza Atlantica.

intervento di adolfo urso foto di bacco (2)

 

Ovviamente dirò che nella fase di transizione, che potrà durare anche due mesi, garantiremo gli stessi impegni presi dal governo Draghi, dalle sanzioni a tutto il resto, compresi gli aiuti militari. Non a caso mentre ero a Kiev mi sono sentito con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini che era al vertice di Ramstein in Germania».

 

ADOLFO URSO SI FA UN PISOLINO

Insomma garanzie di politica estera, di politica di difesa e di sicurezza, e più in generale di collocazione geopolitica. Nei suoi incontri americani ha in agenda anche colloqui sulla Cina? 

«È inevitabile, sarebbe strano il contrario. Fratelli d’Italia ritiene che sia stato un grande errore la firma del memorandum sulla Via della Seta fra il governo italiano e quello cinese, sotto il governo di Giuseppe Conte. 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Altresì siamo convinti che se la Russia è una minaccia gravissima, lo è soprattutto a livello regionale: la Cina invece è una sfida sistemica globale, uno Stato che ha ambizioni di primato mondiale, che tende a sviluppare sempre più i propri interessi sia nel Mediterraneo che in Africa. Sono sfide che non possono essere ignorate».

 

A cosa è servito il viaggio a Kiev? 

«Ho avuto l’onore di incontrare i vertici dello Stato nel suo complesso, compreso il ministro degli Esteri Kuleba. Ho ribadito il pieno sostegno dell’Italia alla resistenza Ucraina. Sostegno che non risentirà della situazione politica transitoria legata alle elezioni, e che caratterizzerà anche il futuro governo nel pieno rispetto delle posizioni europee e atlantiche del nostro Paese».

GIORGIA MELONI GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)