meloni salvini macron

LA SPARATA DEL LEPENIANO SALVINI CONTRO MACRON ("CRIMINALE, INSTABILE, BOMBAROLO") HA MANDATO IN TILT GLI OTOLITI DELLA MELONI IN VISTA DEL G7 CHE INIZIERA’ GIOVEDÌ CON LA DUCETTA CHE DOVRÀ SEDERSI ACCANTO AL TOY BOY DELL'ELISEO OFFESO DAL SUO VICEPREMIER - COME DAGO DIXIT, MACRON E' INCAZZATO CON LA SORA GIORGIA CHE NON HA CENSURATO IL SUO ALLEATO DI GOVERNO – LA PROVA DEL DOPO VOTO RISCHIA DI MANDARE IN FRANTUMI LA MAGGIORANZA: DALLE ARMI A KIEV AL PIANO DI AGGIUSTAMENTO DEI CONTI DA PRESENTARE ALL'UE ENTRO SETTEMBRE FINO AL RIMPASTO, TUTTI I FRONTI APERTI…

Emanuele Lauria per la Repubblica - Estratti

 

GIORGIA MELONI VOTA ALLE ELEZIONI EUROPEE 2024

L'ultimo travaso di bile agli alleati Matteo Salvini l'ha provocato nel primo pomeriggio di ieri: il nuovo insulto rivolto al presidente francese Emmanuel Macron, quel «bombarolo» vergato addirittura in una nota, infrange il silenzio elettorale e fa saltare l'intera architettura comunicativa di Giorgia Meloni, che per rispettare il ruolo di premier si era appena limitata a un appello anti-astensionismo fuori dal seggio, dopo la digressione dello spot con il fruttivendolo e le ciliegie «varietà Giorgia» postato un minuto primo della mezzanotte di venerdì.

 

(...) La premier è appena andata via, avvolta nel suo tailleur rosa pallido, dopo aver sorriso davanti a fotografi e telecamere ed essersi scusata con le quattro scrutatrici (sì, tutte donne) per il trambusto causato: «Vi libererò. La prossima volta vi libererò», scherza. E il dubbio è se Meloni alluda al prossimo cambio di residenza o al fatto che alle prossime consultazioni - la tesi dei più maligni - non sarà più primo ministro.

MATTEO SALVINI FA IL SEGNO DELLA DECIMA

 

Lo staff della presidente rimane sul marciapiede, nella cappa d'afa del Mostacciano, quando sui telefonini rimbalza il comunicato di Salvini. C'è stupore, sbigottimento, la premier viene subito avvertita e pare non la prenda benissimo. Dopo lo spoglio, da giovedì, ci sarà il G7 e Meloni dovrà sedersi accanto all'inquilino dell'Eliseo offeso dal suo vicepremier. Non senza imbarazzo.

 

È lo strascico di una campagna segnata dalle divisioni.

 

 

(...)

giorgia meloni emmanuel macron meme by edoardo baraldi

Sono le scorie che si porta appresso una coalizione di governo che in Europa fa capo a gruppi diversi. E si appresta a scelte difficili a Bruxelles, dove l'obiettivo di una maggioranza di centrodestra - visti i numeri - è solo di facciata: Tajani non può escludere alleanze con i socialisti, FdI non le considera ma alla fine sosterrà quasi sicuramente il presidente della commissione proposto dal Ppe, Salvini no.

 

giorgia meloni emmanuel macron

Come rimettere a posto i cocci dopo il voto? Se non ci saranno sconquassi elettorali, se Meloni non andrà sotto il 26 per cento e FI non supererà la Lega, la premier potrebbe limitarsi a pochi ritocchi alla squadra di governo (c'è il caso Santanché da affrontare e il nodo del commissario europeo che potrebbe essere scelto fra i ministri), pur avendo chiesto al Quirinale delucidazioni sulla necessità di passare dal Parlamento in caso di rimpasto. Ma qualsiasi altra ipotesi renderebbe il futuro più complicato, a partire dalla gestione del dossier riforme, e gli assetti meno solidi.

 

LA DECIMA COSA BELLA - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Sull'atteggiamento verso Kiev le distanze sono diventate marcate: Salvini ha detto che la Lega non voterà più un decreto per l'invio di armi «se queste saranno utilizzate in territorio russo». In più, lo sfegatato tifo per Trump da parte del capo leghista è un ulteriore problema nei rapporti internazionali di Palazzo Chigi, in attesa del test americano di novembre. «Per fortuna la campagna elettorale è finita», è il coro di ministri e maggiorenti del centrodestra. Ma il dopo voto, da vivere peraltro con l'urgenza di un piano di aggiustamento dei conti da presentare all'Ue entro settembre, potrebbe prolungare l'incubo.

joe biden emmanuel macronemmanuel macron joe bidenEVITA MELON - MEMEgiorgia meloni mangia una ciliegia 4emmanuel macron giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)