salvini spread

LO SPETTRO DELL'ESERCIZIO PROVVISORIO RIACCENDE SPREAD E INTERESSI SUI BTP - OGGI LA SCURE DELL'AGENZIA “FITCH” CHE DOVREBBE MANTENERE INVARIATO (A BBB) IL SUO GIUDIZIO SUL DEBITO ITALIANO, MA RISCHIAMO SORPRESE SULLE PROSPETTIVE DELLA NOSTRA ECONOMIA E SUL RISPETTO DEGLI OBIETTIVI EUROPEI… - IL 27 SETTEMBRE VA PRESENTATA LA NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DEF E LE NUOVE STIME SU PIL, DEFICIT E DEBITO, E POI ENTRO IL 15 OTTOBRE VA TRASMESSA A BRUXELLES LA NUOVA MANOVRA…

fitch

Paolo Baroni per “la Stampa”

 

I venti di crisi, e i timori per il giudizio che arriverà oggi dall' agenzia di rating Fitch, riaccendono lo spread. Mentre la Borsa chiude in positivo (+1,47%) confortata da un possibile nuovo calo dei tassi evocato dalla Bce, sul mercato dei titoli di Stato la pressione risale portando il differenziale tra il nostro Btp decennale ed il Bund tedesco sino a quota 213 rispetto ai 199 punti della chiusura di mercoledì sera.

 

spread

A fine giornata la forbice si riduce di qualche punto assestandosi a 209,2 punti, con i rendimenti dei nostri Btp all' 1,5% dopo aver toccato anche l' 1,55%% a fronte dell' 1,41% segnato il giorno prima. Ciò non toglie che rispetto all' andamento dei titoli dell' area euro i nostri Btp vadano peggio: gli operatori parlando esplicitamente di una «overperformance negativa» legata alle tensioni politiche sul Governo. E poi pesa anche l' attesa per la decisione di Fitch, che oggi dovrebbe rivedere il suo rating sovrano sull' Italia.

 

Il giudizio sul nostro debito Secondo le attese l' agenzia Usa dovrebbe mantenere invariato (a BBB) il suo giudizio sul debito italiano, ma non sono escluse sorprese rispetto alle prospettive della nostra economia e sul rispetto degli obiettivi europei posto che già a febbraio l' agenzia aveva espresso giudizi poco lusinghieri sull' operato del governo giallo-verde e soprattutto sulle nostre prospettive di crescita.

 

tria di maio salvini conte

Che stando agli ultimi dati diffusi dall' Istat, dopo un primo semestre di fatto piatto ha di fronte a sé una fase di grande in certezza col rischio di chiudere l' anno con un modestissimo +0,1% di crescita. Prospettive incerte ed una manovra economica che si annuncia complicata, non foss' altro per i 23 miliardi di aumenti Iva che andrebbero neutralizzati (a cui poi si dovrebbero eventualmente aggiungere i costi di una eventuale riforma fiscale da almeno 15 miliardi volendo avviare la flat tax), rendono il percorso tutto in salita.

GIUSEPPE CONTE E GIOVANNI TRIA

 

Addirittura impervio, nell' eventualità che non si riuscisse ad approvare entro l' anno la legge di Bilancio a causa dei tempi di soluzione della crisi politica e si dovesse avviare anche solo per un mese l' esercizio provvisorio. Prassi che impone vincoli di bilancio e paletti ben precisi e che, impedendo allo Stato di spendere in ogni mese più di un dodicesimo di quanto speso l' anno precedente, farebbe scattare in automatico gli aumenti Iva impedendo anche nuovi investimenti e l' avvio della flat tax.

 

GLI SCOGLI DELL' AUTUNNO

LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI

L'autunno, non solo per la politica, rappresenta anche sul fronte dei conti pubblici un passaggio cruciale su cui il Quirinale ha posto particolare attenzione visto che entro il 27 settembre andrebbe presentata la nota di aggiornamento del Def e le nuove stime su Pil, deficit e debito, e poi entro il 15 ottobre va trasmessa a Bruxelles la nuova manovra (che in Parlamento deve poi arrivare entro il giorno 20).

 

Con un allineamento quasi perfetto, che anche in campo astrale difficilmente si registra, in quelle stesse settimane sono attese altre tre revisioni di rating: il 6 settembre, in pratica in coincidenza dell' avvio della campagna elettorale, è in agenda Moody' s, il 25 ottobre (ovvero a ridosso di una delle più probabili date per il voto anticipato) arriverebbe il giudizio di Standard and Poor' s, mentre il 15 novembre toccherebbe a Dbrs. E se i toni saranno quelli usati a febbraio da Fitch, che sollecitava pubblicamente un «cambio di passo» nelle politiche di bilancio, ovviamente c' è poco da sperare.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…