conte tria salvini di maio

LA SPREMUTA DI CDP FA BENE ALLA SALUTE (DEL GOVERNO) - UN ALTRO MILIARDO DELLA CASSA DA GIRARE AGLI AZIONISTI, OVVERO 800 MILIONI PER IL MINISTERO DEL TESORO. NEL NEGOZIATO CON L'UNIONE EUROPEA PER EVITARE LA PROCEDURA D'INFRAZIONE ENTRA ANCHE UN EXTRA-DIVIDENDO, OVVERO L'UTILE CHE PER IL 2018 ERA DA DESTINARE A RISERVA - IN QUESTA PARTITA DI GIRO GODONO LE FONDAZIONI BANCARIE, CHE SI RITROVANO ''A GRATIS'' 152 MILIONI

Carlo di Foggia per il “Fatto quotidiano

 

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE

Non era mai successo nella storia della pubblica Cassa Depositi e Prestiti. Ma il negoziato con l' Ue per evitare la procedura sul debito ha, per così dire, stuzzicato la fantasia, o la disperazione, del ministero dell' Economia, che ha deciso di incassare tutti gli utili della controllata che gestisce gli oltre 160 miliardi e dispari del risparmio postale.

Ieri il cda della Cassa ha convocato per venerdì una nuova assemblea dei soci per distribuire anche l' utile 2018 che era stato messo a riserva: si tratta di altri 794,5 milioni per il Tesoro (che ha l' 82,7% del capitale) e 152 per le fondazioni bancarie (15,9% delle azioni).

 

Lo ha deciso il ministero dell' Economia, in quanto azionista di controllo. Solo un mese fa, il 23 maggio, approvando il bilancio 2018, Cdp aveva staccato una maxi-cedola: su 2,5 miliardi di utili, un dividendo di 1,5 miliardi (+15,5% sul 2017), dei quali 1,3 sono andati al dicastero guidato da Giovanni Tria. Che li userà per mostrare a Bruxelles un deficit più basso.

MASSIMO TONONI FABRIZIO PALERMO

 

Con un risvolto surreale. Nel 2016 il governo Renzi, ministro Pier Carlo Padoan, alzò il tasso con cui il Tesoro remunera l' enorme liquidità che Cdp deposita su un conto presso il dicastero.

 

Quell' anno il margine di interesse della Cassa, sceso nel 2015 sotto il miliardo, schizzò del 126%. Da allora quella scelta ha sempre sostenuto gli utili sbandierati da Cdp. Così il Tesoro da un lato versa i soldi a Cassa, dall' altro se li riprende sotto forma di dividendi.

 

ANTONIO PATUELLI GIOVANNI TRIA GIUSEPPE GUZZETTI IGNAZIO VISCO

E in questa partita di giro incassano gratis le fondazioni. A breve sarà convocato anche un nuovo cda per risolvere il nodo delle nomine nelle partecipate. Lo stallo è soprattutto sui vertici di Sace, che assicura il commercio italiano con l' estero, dove Tria spinge per la riconferma mentre l' ad della Cassa Fabrizio Palermo per un ricambio. Il compromesso è chiuso: resta il presidente Beniamino Quintieri (amico di Tria), l' ad sarà sostituito.

 

Gli 800 milioni appena spremuti serviranno invece al governo per mostrare a Bruxelles un deficit 2019 al 2,1% del Pil contro il 2,5 stimato dall' Ue. Faranno parte delle maggiori entrate "non tributarie" che insieme a quelle tributarie frutteranno 3,2 miliardi.

 

Cifre che figureranno nell' assestamento di bilancio che verrà approvato mercoledì in Consiglio dei ministri, dove verranno anche tagliati definitivamente i 2 miliardi "congelati" in manovra. A questi il governo vuole aggiungere anche i 3 miliardi che saranno risparmiati su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Insomma, una dote da 8 miliardi che dovrebbe garantire i conti del 2019 senza manovre correttive.

TRIA E MOSCOVICI

 

Resta il nodo del 2020, dove a bilancio ci sono 23 miliardi di aumenti automatici dell' Iva, che Tria vuole sostituire, per almeno 10 miliardi, con clausole che impegnano a tagli automatici di spesa. Considerati i risparmi delle due misure, che ci saranno anche il prossimo anno, restano da trovare coperture per altri 10 miliardi.

Resta da vedere se Tria riuscirà a convincere Lega e M5S .

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