SPUTT-AMATO? CACCIA ALL’AUTORE DEL “PAPELLO-BUFALA” SULL’ACCORDO PDL/PD - INEVITABILI SOSPETTI SUL CENTRINO E SUI FINIANI: IN POLE PAOLO AMATO, EX SENATORE PDL PASSATO CON MONTI DOPO UNO SCAZZO CON VERDINI - IL PIDDINO ALBERTO MONACI RACCONTA: “HO VISTO QUEL DOCUMENTO SUL TAVOLO DEL PROCURATORE. E SUBITO PRIMA DI ME C’ERA STATO IL SENATORE AMATO” - LUI SMENTISCE: “MAI VISTO NE’ SENTITO PARLARE DI ACCORDI SCRITTI…”

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Paolo Bracalini e Gian Marco Chiocci per "il Giornale"

Una bufala ancora in cerca d'autore, ma con molti sospetti. Parliamo della presunto «patto di ferro» tra Pd e Pdl per spartirsi le nomine a Siena (tra Mps, Antonveneta e collaterali), il cosiddetto «documento segreto » pubblicato da alcuni giornali e attribuito a Denis Verdini, coordinatore Pdl, e Franco Ceccuzzi, sindaco Pd di Siena. Entrambi hanno smentito quel che anche a prima vista sembra una bufala in piena regola (da quando le spartizioni politiche si mettono nero su bianco a futura memoria?).

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La vera domanda è su chi l'abbia confezionata e consegnata alla Procura di Siena. I sospetti convergono su un nome: Paolo Amato, senatore ex Pdl passato con Monti dopo una rottura che ha al centro proprio Denis Verdini, fiorentino come lui. «Quando sono arrivato in Pro-cura, per essere sentito, ho visto quel documento sul tavolo del procuratore. E subito prima di me c'era stato il senatore Amato...» racconta Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale della Toscana, ex «montepaschino» ed esponente Pd area cattolica.

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Il senatore Amato aveva detto le stesse cose del «papello» in una intervista a febbraio su Repubblica («Anche il Pdl nel sistema Mps»). Si era reso protagonista di un episodio, a luglio 2012, come membro della Vigilanza Rai al momento della nomina del nuovo Cda di Viale Mazzini. Ebbene, i parlamentari del Pdl in Vigilanza votarono compatti l'indicazione del capogruppo, tranne un franco tiratore, che votò la candidata di Fli per la Rai (Flavia Nardelli). E chi fu il deputato «traditore » del Pdl?

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Proprio lui, Amato, che qualche tempo prima era stato notato in una assemblea di Fli a Pietrasanta («Mi interessa molto cosa sta facendo Fli»).Il senatore però respinge l'accusa di essere l'autore del papellobufala sul patto tra Pd e Pdl a Siena: «Io di accordi scritti non ne ho mai visti né ne ho mai sentito parlare».

Sulla stessa linea anche il secondo indiziato, anche lui un ex Pdl ed ex verdiniano diventato acerrimo nemico e passato a Fli, Angelo Pollina. Sentito dai pm, ributta la palla al Pd: «Quel documento l'ho visto,ne prendo atto, ma non do credibilità a queste cose. Credo che questa vicenda sia frutto di una battaglia interna al Pd a livello senese».

DENIS VERDINIDENIS VERDINI

E in effetti le lotte nel Pd senese non mancano, e qualche sospetto arriva anche lì. Proprio su Alberto Monaci, capo dell'ala cattolica Pd a Siena, in rotta di collisione con i diessini del Pd, molto più forti sotto la Torre del Mangia. «Io l'autore? Guardi, tutto posso fare fuorché scrivere documenti, non avrei nemmeno la forza di farli sono sincero. Chi l'ha scritto non lo so, ma la spartizione c'è stata, ne sa qualcosa il Ceccuzzi, che blatera tanto di rinnovamento ma è da 15 anni gestisce il potere a Siena. Il Pd a Siena, mi creda, invece di curare una comunità ha spianato tutto, è una tragedia questa (Monaci è del Pd, ndr ), hanno messo questo Mussari che arrivava non si capisce bene da dove... Ora dicono che fanno autocritica. Come faceva Lenin...». Che il presidente Monaci sia in procinto di passare con Monti, come suo fratello Alfredo, candidato alla Camera col Prof?

 

 

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