maurizio landini e mario draghi

STATE SEMPRE A SINDACARE - CGIL E UIL ANNUNCIANO LO SCIOPERO GENERALE PER IL 16 DICEMBRE, NONOSTANTE LE MODIFICHE ALLA MANOVRA E I NUMEROSI INCONTRI CON DRAGHI - A PALAZZO CHIGI SONO MOLTO IRRITATI, SOPRATTUTTO CON IL SEGRETARIO DELLA CGIL: “E' UNO SCIOPERO INGIUSTIFICATO E IMMOTIVATO. NON C'È GOVERNO CHE ABBIA FATTO DI PIÙ PER I LAVORATORI E I PENSIONATI. LANDINI VOLEVA DETTARE L'AGENDA, VOLEVA AVERE VOCE IN CAPITOLO SU TUTTO…” - ORLANDO: “LA MANOVRA RAFFORZA LE GARANZIE PER I LAVORATORI E AUMENTA LE RISORSE SUL FRONTE DEL SOCIALE”

orlando landini 19

1 - ORLANDO, SORPRESO DA SCIOPERO, MANOVRA RAFFORZA GARANZIE

(ANSA) - "Ho letto le motivazioni" dello sciopero "e francamente non posso nascondere una certa sorpresa. La manovra è una manovra che come tutte può avere luci ed ombre ma sicuramente rafforza le garanzie per i lavoratori, aumenta le risorse sul fronte del sociale, e anche con la scelta investire gran parte tesoretto fiscale sul fronte Irpef".

 

MARIO DRAGHI E MAURIZIO LANDINI

Lo ha detto il ministro del lavoro Andrea Orlando a Radio anch'io su Radio 1. "Sicuramente non è una riforma che penalizza lavoratori e pensionati - ha aggiunto - Ritengo legittima la scelta del sindacato, rispettabile, ma non la definirei affatto scontata o dovuta".

 

2 - CGIL E UIL, SÌ ALLO SCIOPERO IRA DI DRAGHI: IMMOTIVATO

Alberto Gentili per "il Messaggero"

 

Alla fine, nonostante i ripetuti tentativi di Mario Draghi di scongiurarlo, arriva lo sciopero generale contro la legge di bilancio. Ma arriva con una spaccatura dei Confederali, dopo 7 anni di unità sindacale: a incrociare la braccia il 16 dicembre, per otto ore, saranno Cgil e Uil. Non la Cisl, che non parteciperà neppure alla manifestazione nazionale in piazza del Popolo a Roma.

MAURIZIO LANDINI LUIGI SBARRA PIERPAOLO BOMBARDIERI

 

La reazione di palazzo Chigi all'annuncio della protesta è vibrante: «E' uno sciopero ingiustificato e immotivato. Non c'è governo che abbia fatto di più per i lavoratori e i pensionati». Ed è talmente forte l'irritazione, che dall'entourage del premier vengono smentite le voci di un nuovo tentativo di mediazione e di nuovi incontri con i sindacati per disinnescare lo sciopero generale.

 

Un epilogo cui invece «lavora» il Pd: «Bisogna riportare unità e dialogo che sono i nostri punti cardinali». La reazione del premier appare fondata, nell'ultima settimana Draghi aveva dato la massima priorità al dialogo con i sindacati. E lo strappo di Cgil e Uil è davvero una doccia fredda, un colpo basso.

 

orlando landini

Giovedì il presidente del Consiglio aveva incontrato per oltre due ore a palazzo Chigi Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri, Luigi Sbarra per illustrare le misure fiscali e per provare a convincerli che era stato fatto tutto il possibile per aiutare le fasce più deboli e i lavoratori e pensionati.

 

E venerdì, quando aveva tentato di far passare il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 75mila euro con cui pagare il caro-bollette alle famiglia più in difficoltà ed era riuscito ad concentrare il taglio del cuneo fiscale sui lavoratori sotto i 35mila euro (la soglia iniziale era a quota 47mila), per almeno due volte Draghi aveva consultato i sindacati.

maurizio landini mario draghi 2

 

Tanta attenzione si è rivelata inutile. A Cgil e Uil proprio non piace la manovra cui sta lavorando il governo. «Le battaglie si possono anche perdere ma nessuno ci perdonerà per non averle fatte fino in fondo», twitta Pierpaolo Bombardieri (Uil) annunciando lo sciopero. E in una nota congiunta Cgil e Uil dettano: «Pur apprezzando lo sforzo e l'impegno di Draghi e del suo esecutivo, la manovra è insoddisfacente.

 

pierpaolo bombardieri foto di bacco (1)

Su fisco, pensioni, scuola, politiche industriali e contrasto alle delocalizzazioni, contrasto alla precarietà del lavoro non c'è stata una efficace redistribuzione della ricchezza per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un'occupazione stabile». Si chiama fuori Sbarra. Il leader della Cisl, mentre Landini e Bombardieri illustreranno in una conferenza stampa le ragioni dello sciopero, oggi riunirà la segreteria.

 

Ma già scandisce la sua condanna: «Considero sbagliato radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese. Tanto più considerati i rilevanti passi avanti fatti nell'ultimo mese sui contenuti della legge di bilancio».

 

L'IRA DEL GOVERNO

A maggior ragione è vibrante la reazione di Draghi per la decisione di Landini e Bombardieri. «La manovra è fortemente espansiva e il governo ha sostenuto lavoratori pensionati e famiglie con fatti, provvedimenti e significative risorse», sottolineano a palazzo Chigi.

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

E fonti di governo corrono a mettere assieme un lungo elenco delle principali misure (quasi tutte in legge di bilancio) che «per buonsenso» avrebbero dovuto spingere Cgil e Uil a più miti consigli: contrasto al caro bollette di gas e luce con stanziamenti per quasi 3 miliardi di euro, oltre 7 miliardi di sgravi fiscali per lavoratori e pensionati, riforma degli ammortizzatori sociali con cui si rafforza il sostegno anche per chi ha lavorato per periodi brevi grazie a 3 miliardi, stanziamenti per l'occupazione e il mercato del lavoro di 4 miliardi (quasi 8 nel triennio), riforma dell'Assegno unico per le famiglie per cui si potrà fare domanda a partire da gennaio, stanziamento complessivo (sempre in legge di bilancio) per famiglie, fondi per i non autosufficienti, pensioni e contrasto alla povertà di 3 miliardi.

MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

 

Ancora: revisione del Reddito di cittadinanza, agevolazioni per il mutuo per chi ha meno di 36 anni introdotte a maggio, decreto per la sicurezza sul lavoro. Problemi però per Draghi arrivano anche dalla maggioranza. Il superbonus e la scuola sono i due temi su cui i soci di governo si confronteranno oggi in due riunioni.

 

A seguire si svolgeranno degli incontri bilaterali con l'esecutivo per permettere ai singoli partiti di evidenziare le proprie priorità. Obiettivo: ridurre il numero degli emendamenti segnalati, risaliti invece ieri in commissione Bilancio del Senato da 600 a 690.

maurizio landini mario draghi

 

3 - STUPORE NEL GOVERNO: SCELTA IMMOTIVATA, ACCOLTE MOLTE RICHIESTE

Marco Galluzzo per il "Corriere della Sera"

 

La notizia a Palazzo Chigi è arrivata nel pomeriggio, comunicata in anticipo da fonti sindacali. Era nell'aria, soprattutto dopo il contrasto sul contributo di solidarietà di venerdì scorso. Mario Draghi aveva cercato di accontentare i sindacati, alla fine non si è trovata una soluzione condivisa con i partiti della maggioranza.

 

mario draghi federico dinca andrea orlando

Ma per il capo del governo un singolo episodio non può giustificare una mobilitazione generale, soprattutto alla luce di quanto è stato fatto per lavoratori e pensionati nella manovra finanziaria. La prima reazione è anche una sorta di sbigottimento, lo sciopero viene definito «incomprensibile, immotivato e ingiustificato»: per il presidente del Consiglio l'elenco delle rivendicazioni possibili, per quanto destinato in manovra al capitolo della solidarietà sociale per i più deboli, per le famiglie, per la fiscalità di lavoratori dipendenti e pensionati, è molto lungo.

 

PIERPAOLO BOMBARDIERI

Ma al di là del merito, delle singole misure, a Palazzo Chigi non nascondono una reazione che coinvolge il metodo dei confronti avuti nelle ultime settimane sia con la Cgil e la Uil. Una reazione che è molto netta ed anche molto esplicita. In sintesi: «Landini voleva dettare l'agenda, voleva avere voce in capitolo su tutto».

 

Oltre alle rivendicazioni c'è dunque anche un'accusa. Che rispedisce al mittente le ragioni che accompagnano la decisione dello sciopero generale, un lungo elenco che in sostanza boccia il governo e la manovra sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, e su tanti altri fronti, puntando l'indice contro l'assenza di una reale redistribuzione della ricchezza pur in presenza di tante risorse disponibili.

LANDINI DRAGHI 1

 

Per Mario Draghi invece è vero proprio il contrario: si è fatto tanto, se non tantissimo, proprio per le categorie e i settori che citano Landini e Bombardieri. A Palazzo Chigi viene rivendicata la conferma del reddito di cittadinanza, ammodernato e corretto, si ricorda la valenza dell'assegno unico per le famiglie meno abbienti, del taglio fiscale di sette miliardi destinato proprio a lavoratori e pensionati, le risorse ingenti per calmierare e fronteggiare il caro bollette, i quattro miliardi di euro stanziati per la sanità, la riforma degli ammortizzatori sociali con cui si rinforza il sostegno anche per chi ha lavorato per periodi brevi (previsti nella manovra 3 miliardi di euro) le agevolazioni per il mutuo destinate ai giovani e non solo, a chi ha meno di 36 anni.

 

Insomma forse si poteva anche fare di più, ma per il capo del governo si è fatto il massimo e in misura equilibrata, con una manovra che «ha carattere espansivo, e basta guardare i numeri». La rivendicazione di una manovra che ha uno «spiccato carattere di redistribuzione e coesione sociale», aggiungono a Chigi, è dunque un dato fermo.

 

pierpaolo bombardieri foto di bacco (2)

E allora una spiegazione, che è un'accusa precisa, viene individuata proprio nelle aspettative mal risposte dei due sindacati. «Anche sulle pensioni Landini voleva imporre la sua impostazione». Parole che non sono di oggi, visto che la considerazione è stata fatta più volte dopo i diversi confronti che si sono svolti nella sala verde di Palazzo Chigi. Fra i collaboratori del presidente del Consiglio viene fatto notare che alcune espressioni del segretario generale della Cgil, come di quello della Uil, sono state completamente fuori dalle righe durante le riunioni. Insomma la sciopero è pretestuoso e parte da un'aspettativa di concertazione sociale che c'è stata, ma che governo e le due sigle sindacali interpretano evidentemente in modo completamente diverso.

mario draghi maurizio landini LANDINI DRAGHI 7

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (INIMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

giorgia meloni donald trump jd vance friedrich merz emmanuel macron giorgia s vision libro

MA COME SI FA… E SUL “CORRIERONE’’, COSÌ CARO ALLA FIAMMA MAGICA… EPPOI CHE BISOGNO C’ERA… 24 ORE DOPO CHE MERZ DAL PALCO DI MONACO HA RIDOTTO L’‘’ASSE GERMANIA-ITALIA’’ IN UN ASSE DEL CESSO, SFANCULANDO TRUMP E IL SOVRANISMO MAGA DI VANCE - CERTO, A PALAZZO CHIGI NON HA FATTO ALCUN PIACERE VEDERE IL QUOTIDIANO DI CAIRO ANNUNCIARE L’USCITA AD APRILE NEGLI USA DEL LIBRO ‘’GIORGIA’S VISION’’, IN CUI MELONI È INTERVISTATA DA SALLUSTI, CON LA PREFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO JD VANCE, E CON FOTO DELLA COPERTINA SU CUI COMPARE LA FRASE DI TRUMP: “MELONI È UNA DELLE VERE LEADER DEL MONDO” - EPPURE SONO TRASCORSE APPENA 48 ORE DAL 10 FEBBRAIO QUANDO IL QUOTIDIANO DIRETTO (SI FA PER DIRE) DA LUCIANO FONTANA SPARAVA IN PRIMA PAGINA I SEGUENTI TITOLI: “MELONI-MERZ, SCOSSA ALL’EUROPA”, ‘’UE, LA VOLATA DI ROMA E BERLINO PER DARE PIÙ POTERE AGLI STATI’’…

sabrina colle vittorio sgarbi evelina

“IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – LO DICEVA, NEL 2015, VITTORIO SGARBI, CHE SOSTENEVA: “HO UNA RELAZIONE CON SABRINA COLLE, CHE HO CONVINTO, CONTRARIAMENTE AI SUOI PRINCIPI, CHE IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – ORA VITTORIONE SEMBRA AVER CAMBIATO IDEA DATO CHE VUOLE CONVOLARE A NOZZE CON LA SUA COMPAGNA. MA AL “SÌ” HANNO DETTO NO I GIUDICI CHE, SU ISTANZA DI EVELINA SGARBI, FIGLIA DI VITTORIO, HANNO RICHIESTO UNA PERIZIA PSICHIATRICA PRIMA DEL MATRIMONIO - LA RIFLESSIONE DEL CRITICO D’URTO SULLE NOZZE È STATA CATTURATA NEL DOCUMENTARIO "SGARBISTAN"  - L’INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO, LA MANO FEMMINILE CHE TOCCA IL PACCO A SGARBI MENTRE È STESO A LETTO E IL RACCONTO DI FORATTINI CHE DISEGNAVA SEMPRE SPADOLINI CON IL PISELLINO: "UNA VOLTA MI DISSERO: COME HAI FATTO A..."

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT! – A GRANDE RICHIESTA RIPROPONIAMO IL BECERO E VOLGARE DISCORSETTO DEL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI PER INTRODURRE UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI BEATRICE VENEZI, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO – IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI DEFINISCE LA “BACCHETTA NERA” “UNA FIGA BESTIALE” E SOSTIENE CHE “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI SI TROVA A DOVER ESSERE VALUTATA IN UN CURRICULUM ECCELLENTE DA QUATTRO PIPPE CHE DECRETANO CHE BEATRICE VENEZI È IN REALTÀ UNA SEGA COLOSSALE” – IL NIPOTE DI BRUNO VESPA ARRIVA A DIRE CHE “IN QUESTO PAESE FONDATO ORMAI SU PENSIERINI DA QUINTA ELEMENTARE, TUTTO QUELLO CHE NON È DI SINISTRA È AUTOMATICAMENTE FASCISTA” – DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO