roberto gualtieri giuseppe conte

È STATO FATTO UN GOVERNO PER EVITARE L’AUMENTO DELL’IVA E ORA…AUMENTERA' L’IVA! - BELPIETRO: “L’ESECUTIVO FINANZIERÀ I FAMOSI SCONTI SULLE IMPOSTE CON L'AUMENTO DELL'IVA. L'INCREMENTO SARÀ SELETTIVO, OSSIA INVECE DI PORTARE IL SALASSO AL 25 PER CENTO DALL'ATTUALE 22 SI LAVORERÀ SUI PRODOTTI E SULLE ALIQUOTE” - INTANTO L'EUROGRUPPO CONFERMA: IL MES È CHIUSO, FIRMA AD APRILE. È LA PROVA CHE SUL FONDO SALVASTATI CONTE HA IGNORATO LE RICHIESTE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA…

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

maurizio belpietro intervistato

Nella maggioranza di governo se le suonano di santa ragione, perché una parte vuole abolire la prescrizione dei processi e l' altra non intende far passare la riforma. La bega va avanti da settimane, ma negli ultimi giorni i toni si sono alzati al punto che Matteo Renzi, che quando c' è da litigare è sempre in mezzo, minaccia di far mancare i voti in Parlamento, pur promettendo di non aver intenzione di far cadere il governo. Tuttavia, non è di questa pantomima che vi vogliamo parlare, ma di qualche cosa che ci riguarda più da vicino della cosiddetta prescrizione, ovvero dei nostri soldi.

 

Già, perché mentre volano i ceffoni, qualcuno sta cercando di sfilarci il portafogli.

Le notizie sono due. La prima l' avevamo già anticipata soli soletti nei giorni scorsi senza che nessuno la riprendesse. La seconda già apprestiamo a comunicarvela immaginando che anche questa volta saremo una voce nel deserto.

 

IMPATTO DELL'AUMENTO DELL'IVA SU UNA FAMIGLIA TIPO

Veniamo ora ai fatti già denunciati. Ricorderete tutti che a Palazzo Chigi e dintorni si suona la fanfara annunciando un taglio delle tasse per milioni di italiani. Il frastuono della banda di governo però ha coperto gli interrogativi di chi chiedeva dove si trovino i soldi per questa riduzione dell' Irpef e per l'aumento dei bonus. La risposta al quesito per la verità noi l'avevamo immaginata, ma ora è ufficiale. Il governo nato per non aumentare l'Iva finanzierà i famosi sconti sulle imposte con l' aumento dell'Iva.

 

IMPATTO DELL'AUMENTO DELL'IVA

L'incremento non sarà indiscriminato, ma selettivo, ossia invece di portare il salasso al 25 per cento dall' attuale 22 si lavorerà sui prodotti e, soprattutto, sulle aliquote. Vale a dire che non essendo l'Iva tutta allo stesso livello, si colpirà qua e là, magari lavorando sul prelievo più basso. In poche parole la stangata colpirà i beni di consumo ora meno tartassati, che però sono anche quelli che riempiono il carrello della spesa degli italiani. Dopo tante chiacchiere è quindi arrivata l'ora dei conti, e se i toni sulla prescrizione e le altre faccende che dividono la maggioranza non fossero alti non sarebbe difficile per gli italiani scorgere la realtà dei fatti.

 

giuseppe conte roberto gualtieri mes

Questa dicevamo era una notizia che non era difficile da intuire, anche se in tanti fanno finta di non vederla. L'altra, che è dello stesso tenore e dunque contiene una fregatura per i contribuenti italiani, riguarda il Mes, acronimo che sta per Meccanismo europeo di stabilità. In pratica si tratta del cosiddetto fondo Salvastati, quella grande cassa comune dove tutti i Paesi della Ue versano miliardi per proteggersi da una eventuale crisi finanziaria. Ovviamente nel salvadanaio europeo c'è chi versa di più e chi meno, a seconda del proprio peso economico e noi, che abbiamo un Pil che rasenta i 2.000 miliardi, ovviamente siamo chiamati a dare di più per esempio di Spagna, Olanda, Grecia e così via.

 

Fin qui si potrebbe anche acconsentire, perché se si tratta di un fondo solidale è giusto che si versi pro quota in base alla propria importanza e alla propria forza economica. E però nel regolamento del Mes c'è una clausola che praticamente impedisce a chiunque abbia i conti in disordine - e noi li abbiamo, perché il nostro debito è fuori classifica - di poter in caso di necessità beneficiare dei soldi del fondo.

roberto gualtieri si congratula con giuseppe conte per l'informativa sul mes

 

Proprio per questo motivo nei mesi scorsi in Parlamento si era sviluppata una polemica piuttosto accesa, perché l'attuale opposizione (ma anche una parte dei 5 stelle) non voleva accettare le condizioni e intendeva rimetterle in discussione. Alla fine, siccome il governo rischiava di soccombere in Aula, le Camere votarono una risoluzione che impegnava l'esecutivo a non firmare alcun accordo senza l'ok dell' Aula, perché il meccanismo si doveva accompagnare ad altri interventi.

 

Beh, per farla breve, zitti zitti e senza che in Italia se ne sapesse niente (per lo meno in Parlamento), a Bruxelles hanno tirato diritto e praticamente si apprestano a varare il Mes senza accogliere nessuna delle richieste avanzate dalle Camere.

 

giuseppe conte roberto gualtieri

Lo certifica una nota dell' agenzia Ansa in cui si annuncia che il trattato sulla riforma del Mes è chiuso e sarà firmato ad aprile, come previsto dalla tabella di marcia dell' Eurogruppo. L' accordo c' è, ma gli onorevoli che avevano chiesto di essere informati prima della firma non ne sanno niente, perché Giuseppe Conte e il ministro dell' Economia tacciono. Che la misura possa avere effetti devastanti sulle banche italiane (perché i titoli di Stato che hanno in pancia rischiano di abbassarne il rating) e sul nostro debito pubblico non pare argomento da discutere. Pd, Italia viva e 5 stelle preferiscono prendersi a ceffoni sulla prescrizione. Ma l' unica prescrizione di cui dovrebbero preoccuparsi è quella medica, perché le scene cui stiamo assistendo in questi giorni sono cose da pazzi.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?