giuseppe conte beppe grillo luigi di maio

DALLE 5 STELLE ALLO STALLO - CON LA SFIDA IN TRIBUNALE A RISCHIO 2 MILIONI DI EURO. PER OTTENERE I FONDI DEL 2XMILLE IL M5s AVREBBE DOVUTO MODIFICARE LO STATUTO ORA DECADUTO – IL RISCHIO PER I PENTASTELLATI E’ DI RITROVARSI SENZA LEADERSHIP E CON LE CASSE VUOTE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE – CONTE: I CAVILLI RISCHIANO DI COMPROMETTERE IL PERCORSO

Francesco Malfetano per il Messaggero

 

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE

Pacche sulle spalle e cene non bastano. All'indomani della discesa a Roma di Beppe Grillo e degli incontri con Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, nel Movimento la tensione è palpabile. Neppure le battute del comico strappano un sorriso agli eletti pentastellati. La sua «Mi usano un po' come condom per la protezione del Movimento», affidata da Grillo ai cronisti prima di lasciare la Capitale, scatena la solita corsa all'interpretazione.

 

In altri termini, nonostante Conte ostenti sicurezza con i suoi ribadendo il pieno sostegno di Beppe, la convinzione di vincere la battaglia «perché la ragione è della nostra parte» e il dispiacere nei confronti di chi «in maniera subdola avrebbe forse voluto sfruttare questo momento per riaprire fronti politici interni», i mari 5S sembrano piuttosto agitati. La soluzione dell'istanza di revoca annunciata dai legali dell'ex premier infatti, «non lascia tranquillo nessuno» assicura una fonte interna ai 5S. «Beppe - spiega - gli ha dato fiducia» (specie perché l'avvocato avrebbe alzato la voce, dicendosi pronto a lasciare in caso contrario) «ma l'opzione del comitato di garanzia resta sul tavolo». Anche perché i tempi rischiano di allungarsi.

CUPIO DISSOLVI - IL POST CRIPTICO DI BEPPE GRILLO SULLA GUERRA DI MAIO CONTE

 

Se il team contiano confida di avere una risposta in tempi rapidi dal Tribunale civile di Napoli («Sette o dieci giorni» azzarda qualcuno), l'avvocato che ha trascinato nell'impasse il Movimento, Lorenzo Borré, la pensa diversamente. «Il mio ricorso è stato trattato 50 giorni dopo la presentazione - spiega - a meno che non stabiliscano dei criteri di urgenza, mi aspetto che i tempi siano più o meno gli stessi». E poi: «Da quello che leggo sull'istanza però, non mi pare ci siano i presupposti perché il Tribunale gli dia ragione. Anche perché la principale opposizione è stata quella relativa al quorum. Mi pare difficile che abbiano un documento che consenta di aggirare anche questo».

 

I FONDI Quale che sia la soluzione però, lo stallo è destinato a protrarsi. Con un inevitabile impatto. «Vuol dire ad esempio che dovremo rinunciare ancora al 2xmille» spiega un parlamentare di rango. Per ottenere i fondi infatti, il M5S avrebbe dovuto modificare il nuovo statuto - quello ora decaduto - riconoscendo un pluralismo interno, entro il 23 febbraio (60 giorni dopo le contestazioni della Commissione di garanzia per gli Statuti). Anche ottenendo la revoca in una settimana, sarebbe quindi impossibile. Per convocare l'assemblea degli iscritti infatti, servono almeno 8 giorni. Se poi l'istanza dovesse essere rigettata, è anche peggio. Perché il vecchio statuto dovrebbe cominciare da capo l'iter di approvazione. Per cui il M5S rischia di dire addio ad almeno un paio di milioni di euro che avrebbe incassato l'anno prossimo. Tutt' altro che spiccioli per un partito che ad inizio 2023 rischia di ritrovarsi, in piena campagna elettorale, ancora senza una leadership consolidata sul territorio e, soprattutto, con relativamente pochi fondi a disposizione.

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

 

Lo stop attuale inoltre, non frena le spese necessarie al nuovo Movimento voluto da Conte. Né per quanto riguarda la nuova piattaforma SkyVote («I contratti in essere restano tali» hanno prontamente fatto sapere i dirigenti) né per l'affitto della nuova sede. L'ufficio in affitto in via Campo Marzio oggi non è più sede legale del M5S (con il vecchio statuto è tornata a via Nomentana) ma continua a costare più di 120mila euro all'anno. In più l'emorragia di parlamentari che da inizio legislatura ha colpito i grillini, è tutt' altro sul punto di fermarsi. Dai 333 iniziali, oggi sono passati a 230.

 

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

Facendo drasticamente calare gli introiti (sacrosanti) destinati ai gruppi parlamentari. Ogni deputato o senatore porta in dote circa 56mila euro al nuovo gruppo. E l'ultimo cambio tra i 5S c'è stato in piena corsa per il Quirinale, quando Elvira Evangelista è passata a Italia Viva. Sullo sfondo poi, oltre allo scontro politico (alcune voci parlano di un Di Maio che avrebbe chiesto a Beppe di intercedere perché Conte accetti un incontro con lui) ci sono le elezioni amministrative di giugno. Tornata in cui il M5S sperava di rilanciarsi, quantomeno in città simbolo come Genova o Parma. Non è un caso però se, proprio a causa dello stallo, gli alleati cominciano a guardarsi attorno (ieri Enrico Letta ha incontrato Matteo Renzi).

 

Se l'istanza dovesse essere rigettata infatti, anche i candidati in ognuno dei 25 capoluoghi di provincia al voto (su 972 comuni) andrà sottoposto ad una votazione sulla rete. Su quale piattaforma però? Con quali dati degli iscritti? Impossibile dirlo ora. Lo sa bene Conte che dice «I cavilli e le carte bollate non ci fermano ma rischiano di compromettere il percorso e i passaggi formali che ci portano verso le amministrative». E lo sa bene Borrè, che sul punto giura battaglia: «Non svelo le mie armi agli avversari».

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO