trump italygate renzi obama

LA STORIA DI QUELLA ENORME PATACCA CHIAMATA "ITALYGATE", OVVERO LA TEORIA (MOLTO COSPIRATIVA) SECONDO CUI IL RISULTATO DELLE ELEZIONI AMERICANE, IN CUI BIDEN HA SCONFITTO TRUMP, FU ALTERATO DALLA TECNOLOGIA MILITARE DEL GRUPPO LEONARDO - I DUE HACKER DI NAPOLI, I SOSPETTI RILANCIATI DAGLI SVALVOLATI DI QANON, LA FANTOMATICA EREDITIERA DELLA VIRGINIA, I PUNTI OSCURI SUL GOVERNO CONTE (CHE IN PRECEDENZA AVEVA DATO AL SEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, BARR, UN ACCESSO INUSUALE AI VERTICI DEI NOSTRI SERVIZI PER INDAGARE SUL RUSSIAGATE)

biden trump

Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

Il Pentagono, per ordine diretto della Casa Bianca di Trump, aveva indagato sull'Italia, sospettata di aver truccato le presidenziali americane dell'anno scorso a favore di Biden. Sembra la trama di un film della serie "Mission Impossible", ma invece è una storia vera, documentata nei dettagli dal libro "Betrayal" che il giornalista della Abc News Jonathan Karl pubblicherà domani.

 

william barr

Resta solo da capire quanto sia andata a fondo l'inchiesta e cosa ne sapesse il governo di Roma, allora guidato da Giuseppe Conte, che in precedenza aveva dato al segretario alla Giustizia Barr un accesso inusuale ai vertici dei nostri servizi di intelligence, per investigare le origini del "Russiagate". «Questa storia - racconta Karl a Repubblica - è insieme pazzesca, affascinante e assurda».

 

Tutto comincia la notte delle elezioni, quando Trump e i suoi alleati si rendono conto di aver perso contro Biden, e cercano qualunque pista che apra uno spiraglio per rovesciare il risultato. Una porta in Italia, dove i satelliti della compagnia Leonardo sarebbero stati usati per truccare i voti, durante il trasferimento per la conta.

 

Kash Patel

«È incredibile il solo fatto che una simile teoria sia stata presa seriamente in considerazione, anche per un istante. Eppure è arrivata all'attenzione del presidente degli Stati Uniti, che ha deciso di perseguirla».

 

L'Italygate - scrive Karl in Betrayal - prende forma a metà dicembre dell'anno scorso: «Kash Patel, capo dello staff del segretario alla Difesa ad interim, tenta di utilizzare le risorse del Dipartimento alla Difesa per dare seguito ad un rapporto stravagante, secondo cui i satelliti militari italiani erano stati utilizzati per manipolare il voto negli Stati Uniti. Patel apparentemente credeva che due persone arrestate a Napoli avessero informazioni su questo piano ignobile.

 

I due uomini erano stati recentemente accusati di hacking nei sistemi informatici di una compagnia di forniture militari con sede in Italia, ma Patel aveva sentito che uno di loro aveva confessato alle autorità locali che in realtà l'operazione era uno sforzo elaborato per utilizzare i satelliti allo scopo di truccare le presidenziali a favore di Biden.

william barr pornhub

 

Era pazzesco, ma la teoria si era diffusa ai margini del web e negli account dei social media legati a QAnon. Aveva anche un nome: #ItalyGate». Le due persone a cui si riferisce "Betrayal" erano Arturo D'Elia e Antonio Rossi, arrestati dalla procura di Napoli con l'accusa di avere trafugato 10 gigabyte di dati e informazioni dal gruppo Leonardo: «Alla fine di dicembre - prosegue Karl nel libro - Patel chiede a Ezra Cohen di inviare l'addetto militare dell'ambasciata Usa in Italia a parlare con i due uomini in prigione. Come sottosegretario alla Difesa per l'intelligence, aveva la responsabilità di supervisionare i funzionari nelle ambasciate. Cohen risponde a Patel che è una pazzia e rifiuta di farlo».

 

michele roosevelt edwards

La storia però non finisce qui, perché gli alleati di Trump non si rassegnano. Anzi: «La stravagante cospirazione non sparisce. Infatti presto cattura l'attenzione della Casa Bianca. Il capo di gabinetto Mark Meadows telefona al segretario alla Difesa Chris Miller per discuterne.

 

Poi, sabato 2 gennaio, Miller e Patel chiamano insieme il direttore dell'Agenzia per l'intelligence della difesa, generale Scott Berrier, e ripetono la stessa richiesta che Patel aveva fatto a Cohen.

 

Vogliono che la DIA invii l'addetto militare di Via Veneto a vedere i due detenuti italiani, per scoprire cosa avevano da dire. Berrier accetta di indagare, e pochi giorni dopo riferisce a Miller che quella strana storia era del tutto falsa. Non è chiaro se l'addetto militare sia stato effettivamente inviato a parlare con gli uomini in prigione».

 

QANON 4

Karl spiega a Repubblica che «una fonte mi ha confermato l'interrogatorio. Secondo questa persona, l'addetto militare americano era davvero andato a sentire i due detenuti. Non ho trovato una seconda conferma e quindi non posso darlo per certo». Se così fosse, bisognerebbe capire quale autorità italiana aveva consentito la visita in prigione, e perché.

 

«Era una pazza teoria cospirativa di QAnon, frangia della frangia dell'estremismo politico. Eppure - si legge nel libro - aveva catturato l'attenzione del capo di gabinetto della Casa Bianca e della massima leadership del Pentagono, compresa la telefonata urgente di sabato col capo della Defense Intelligence Agency. E la cosa era andata oltre il Pentagono. Il 30 dicembre, Meadows aveva inviato una mail all'Attorney General Rosen, chiedendo di indagare su #ItalyGate.

QANON 3

 

Le email di Meadows, rese pubbliche nel giugno 2021 dal Comitato di Vigilanza della Camera, includevano una lettera datata 27 dicembre 2020, presumibilmente scritta da un uomo di nome Carlo Goria, membro di una società identificata come USAerospace Partners.

 

La lettera, indirizzata a "Illustre signor Presidente", spiegava la cospirazione e aggiungeva dettagli stravaganti, che collegavano la trama a Leonardo. La compagnia - si legge nella nota - "cambiò il risultato delle elezioni statunitensi dal presidente Trump a Joe Biden", e lo aveva fatto "usando capacità di crittografia militare avanzate"».

 

Maria Strollo Zack 2

Karl ha cercato di scovare l'origine del complotto, e l'ha trovata in Michelle Ballarin, fantomatica ereditiera della Virginia non nuova a simili avventure. In origine era stata lei a contattare Josh Steinman, direttore della cybersecurity al National Security Council della Casa Bianca, affinché la incontrasse nel parcheggio di un negozio di alimentari per ricevere informazioni sul complotto.

 

Steinman non le aveva dato retta, ma lei era riuscita comunque ad infiltrare a Mar a Lago la sua collaboratrice Maria Strollo Zack, che la sera di Natale aveva informato personalmente Trump: «Gli dissi che avevo il miglior regalo di sempre. Sapevo chi aveva rubato le elezioni». Sembrerà pure una pazzia, ma il 6 gennaio tra i manifestanti che poi avrebbero assaltato il Congresso ce n'erano alcuni con la scritta "Italy Did It".

 

conte trump

La nostra ambasciata a Washington si era preoccupata, al punto di rafforzare le misure di sicurezza. «Io - dice Karl - ho sentito che l'ambasciatore americano Eisenberg è rientrato in anticipo dall'Italia, per un problema di protezione personale legato a questa vicenda». La spiegazione sarebbe che i trumpisti non lo ritenevano abbastanza leale, e ciò lo metteva in pericolo. Ora resta solo da capire quanto sapesse il governo italiano, e fino a che punto si è spinto per assecondare questa follia.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…