SULLA STRADA PER IL PREMIERATO C’È LA BOMBA DELLA LEGGE ELETTORALE PRONTA A ESPLODERE – PARTE OGGI, IN COMMISIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO, LA DISCUSSIONE SULLA RIFORMA PER L’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – FORZA ITALIA E LEGA AVREBBERO PREFERITO AFFRONTARE PRIMA IL TEMA DELLA LEGGE ELETTORALE. MA MELONI VUOLE VIAGGIARE SPEDITA – I NODI: IL PREMIO DI MAGGIORANZA, L'EVENTUALE DOPPIO TURNO, LA REINTRODUZIONE DELLE PREFERENZE (BANDIERA STORICA DELLA DUCETTA)

-

Condividi questo articolo


Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani

[...] Si riapre oggi la discussione sull’elezione diretta del presidente del Consiglio. Secondo agenda, alle 14 di questo pomeriggio nella commissione Affari costituzionali del Senato si riparte con un emendamento del governo che va diritto al cuore stesso della riforma, l’elezione diretta del premier appunto.

 

Peccato soltanto che Forza Italia e Lega avrebbero preferito — «trovato più sensato» dice un leghista — affrontare, prima di questo, il tema della legge elettorale con cui sarà eletto il futuro premier. Che porta con sé anche un concetto sensibile come il premio di maggioranza o addirittura il doppio turno per arrivare alle elezioni. Un po’ come accade, per esempio, in Francia.

 

TITANIC D'ITALIA - VIGNETTA BY MACONDO TITANIC D'ITALIA - VIGNETTA BY MACONDO

Ma una parte della maggioranza non è affatto dell’idea. Lo ha spiegato qualche giorno prima di Pasqua la ministra alle Riforme istituzionali Maria Elisabetta Casellati: «La legge elettorale sarà resa nota dal governo dopo l’approvazione in prima lettura del disegno di legge sul premierato».

 

L’emendamento è all’articolo 3 del ddl ed è a firma del governo. Modifica l’articolo 92 della Costituzione e include un altro tema assai dibattuto negli ultimi mesi come il possibile limite dei mandati del premier. Dato che si sta negando il terzo mandato ai governatori, lo stesso varrà per i presidenti del Consiglio, salvo che abbiano governato per meno di sette anni e mezzo.

 

[...]

 

antonio tajani giorgia meloni matteo salvini antonio tajani giorgia meloni matteo salvini

Ma i poco convinti sono anche in maggioranza. Per esempio, Marcello Pera ha annunciato una serie di «rilievi critici», mentre il capogruppo leghista Massimiliano Romeo avvisa: «Bene l’elezione diretta nel rispetto delle prerogative parlamentari, l’autonomia rappresenta il giusto contrappeso». Il premierato continua a intrecciare il suo cammino, dal punto di vista dell’iter, con l’Autonomia delle Regioni.

 

Mentre l’urgenza di procedere è anche collegata al futuro referendum confermativo. L’idea è che possa svolgersi il prima possibile per godere del buon momento per la maggioranza. Il testo è il seguente: «Il governo della Repubblica è composto dal presidente del Consiglio e dai ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale e diretto per cinque anni, per non più di due legislature consecutive, elevate a tre qualora nelle precedenti abbia ricoperto l’incarico per un periodo inferiore a sette anni e sei mesi. Le elezioni delle Camere e del presidente del Consiglio hanno luogo contestualmente».

 

piantedosi salvini meloni tajani piantedosi salvini meloni tajani

Il possibile futuro testo della Costituzione prosegue così: «La legge disciplina il sistema per l’elezione delle Camere e del presidente del Consiglio, assegnando un premio su base nazionale che garantisca una maggioranza dei seggi in ciascuna delle Camere alle liste e ai candidati collegati al presidente del Consiglio, nel rispetto del principio di rappresentatività». […] Intanto, domani alla Camera mozione di sfiducia per i ministri Santanchè e Salvini.

ANTONIO TAJANI, MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI ANTONIO TAJANI, MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI matteo salvini antonio tajani giuramento governo meloni matteo salvini antonio tajani giuramento governo meloni

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT - CONTINUA L’IMBROGLIO-SCHLEIN: ELLY RINCULA SUL NOME NEL SIMBOLO DANDO LA COLPA A BONACCINI (SIC!) E SI RIMANGIA ''CAPOLISTA OVUNQUE": LO SARA' SOLO AL CENTRO E NELLE ISOLE - ALLA DIREZIONE NAZIONALE DEL PD DI IERI LA SVALVOLATA MULTIGENDER HA PERSO LA MAGGIORANZA DEL PARTITO. I VENTI DI RIVOLTA INVESTONO TUTTE LE VARIE ANIME DEL PD - ELLY SI È RIMBOCCATA LA LAPIDE QUANDO HA DETTO: O IL MIO NOME NEL SIMBOLO O MI METTETE CAPOLISTA IN TUTTE LE CIRCOSCRIZIONI. DI TALE PROPOSTA, LA ZARINA DEL PD NE AVEVA PARLATO SOLO CON BONACCINI. IL PRESIDENTE DEL PD HA ACCONSENTITO IN CAMBIO DELLA CANDIDATURA NEL SUD DEL RAS DELLE PREFERENZE, RAFFAELE “LELLO” TOPO, FIGLIO DELL’AUTISTA DI GAVA, CHE OVVIAMENTE FA PARTE DELLA SUA CORRENTE (AH! I CACICCHI…) - ALLA FINE VICINO A SCHLEIN RESTANO SOLO IN DUE, IL MULTI-TRASFORMISTA ZINGAR-ELLY E FRANCESCO BOCCIA, IL VERO ARTEFICE DEL SISTEMA PUGLIA, GARANTE DI DECARO ED EMILIANO - ANCHE SE ALLE EUROPEE IL PD GALLEGGERA' AL 20%, SINESTR-ELLY DOVRA' FARE LE VALIGE...

DAGOREPORT: 100 SCALFARI MENO UNO - NON È SOLTANTO TELE-MELONI A CENSURARE GLI SCRITTORI: C'E' ANCHE IL GRUPPO GEDI – IL LIBRO SUL CENTENARIO DI SCALFARI CURATO DA SIMONE VIOLA, NIPOTE DI EUGENIO, IN EDICOLA INSIEME A ‘’REPUBBLICA’’, SQUADERNA CENTO INTERVENTI DI ALTRETTANTI TESTIMONIAL, TRANNE QUELLO INNOCUO E DEL TUTTO PERSONALE DI GIOVANNI VALENTINI, EX DIRETTORE DELL’ESPRESSO - LE SUE CRITICHE, MANIFESTATE SUL "FATTO QUOTIDIANO" SULL’OPERAZIONE “STAMPUBBLICA” E POI NEL SUO LIBRO SULLA PRESA DI POSSESSO DEL GIORNALE DA PARTE DI ELKANN, GLI VALGONO L’OSTRACISMO E LA DAMNATIO MEMORIAE – IL TESTO CENSURATO…

DAGOREPORT –  PER SALVARE IL "CAMERATA" ROSSI, PROSSIMO A.D. RAI, UNA MELONI INCAZZATISSIMA VUOLE LA TESTA DEL COLPEVOLE DEL CASO SCURATI PRIMA DEL 25 APRILE: OGGI SI DECIDE IL SILURAMENTO DI PAOLO CORSINI, CAPO DELL'APPROFONDIMENTO (DESTINATO AD ESSERE SOSTITUITO DOPO LE EUROPEE DA ANGELA MARIELLA, IN QUOTA LEGA) – SERENA BORTONE AVEVA PROVATO A CONTATTARE CORSINI, VIA TELEFONO E MAIL, MA SENZA RICEVERE RISPOSTA - ROSSI FREME: PIÙ PASSA IL TEMPO E PIU’ SI LOGORA MA LA DUCETTA VUOLE LE NOMINE RAI DOPO IL VOTO DEL 9 GIUGNO SICURA DEL CROLLO DELLA LEGA CON SALVINI IN GINOCCHIO…)