mohammad javad zarif masoud pezeshkian ali khamenei

STRAPPIAMO UN VELO DI IPOCRISIA: IN IRAN NON ESISTONO GOVERNI MODERATI – IL NUOVO PRESIDENTE, MASOUD PEZESHKIAN, È SOLO L’ENNESIMO BURATTINO NELLE MANI DEI PASDARAN E DI KHAMENEI. LA PROVA? L’EX MINISTRO DEGLI ESTERI MOHAMMAD JAVAD ZARIF, CHE PIACE ALLE SINISTRE OCCIDENTALI PERCHÉ FAUTORE DEL FALLIMENTARE ACCORDO SUL NUCLEARE, SI CHIAMA FUORI DOPO AVER VISTO LA LISTA DEI MINISTRI: “MI VERGOGNO DI NON ESSERE RIUSCITO A MANTENERE LE PROMESSE ELETTORALI. NON HO SAPUTO INTRODURRE NEL GOVERNO FIGURE DI ESPERIENZA, DONNE, GIOVANI…”

Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

MOHAMMAD JAVAD ZARIF

L’ex ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif di sicuro conosce Hans Christian Andersen e la favola del bimbo che urla «il re è nudo». Sa che ci vuole coraggio a fare la parte dell’innocente a 64 anni suonati. Soprattutto in un Paese dove ex ministri ed ex presidenti sono agli arresti domiciliari da lustri.

 

Eppure Zarif ha gridato. Via «X», ha scritto che le elezioni presidenziali di luglio sono state tradite e che il voto popolare nella Repubblica Islamica è una foglia di fico. Con una carriera da diplomatico lunga decenni, non si è espresso proprio così, ma quasi. Sentitelo. «Mi vergogno di non essere riuscito a mantenere le promesse elettorali. Non ho saputo introdurre nel governo figure di esperienza, donne, giovani» e rappresentanti di minoranze nazionali.

 

Mohammad Javad Zarif - Masoud Pezeshkian

«Chiedo scusa per l’incapacità di navigare nei corridoi della politica interna». Zarif si dimette da vice presidente per le questioni strategiche. Lascia il governo prima ancora che prenda forma.

 

Se la vittoria di luglio aveva illuso qualcuno che l’Iran avrebbe riaperto la via delle riforme, la denuncia di Zarif gli taglia le gambe. Il «Fronte riformista» lo segue compatto. Il «segretario», Azar Mansouri, scrive sempre su «X» (un social media vietato in Iran) che «non c’è da aspettarsi miracoli da questo governo anche perché, ricordiamoci, che l’80% del potere è in mano ad altre branche dello Stato».

 

Massoud Pezeshkian 4

Il portavoce dei «riformisti» Javad Imam, scrive un post anche più diretto: «Se militari e paramilitari continuano a fare politica, allora cosa serve tenere elezioni, spendere soldi per aprire i seggi e scherzare con la pazienza della gente?».

 

Ex ministro degli Esteri, mentore e garante dello sconosciuto candidato Pezeshkian davanti all’elettorato «riformista», Zarif è un uomo che sa vincere, ma che evidentemente non ha fortuna. […]  La prima volta era riuscito nell’impresa di mettere d’accordo Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran. […]

 

ALI KHAMENEI AI FUNERALI DI ISMAIL HANIYEH

Peccato che tre anni dopo (2018) il presidente Usa Donald Trump abbia stracciato l’intesa. Lo stesso è capitato di nuovo a Zarif quest’anno. Il 5 luglio il candidato presidente che l’ex mediatore nucleare aveva appoggiato ha vinto. Massoud Pezeshkian era un quasi sconosciuto. È stata la comparsa di Zarif al suo fianco a nobilitarlo. Zarif alzava il braccio di Pezeshkian e insieme dicevano che l’Iran doveva riaprirsi il dialogo con l’Occidente, che la polizia doveva smettere di molestare le ragazze per il velo, che i giovani dovevano poter fare i giovani, che la crisi economica non era inevitabile e nuovi cervelli al potere avrebbero trovato i rimedi. Vittoria.

 

ali khamenei

Domenica, invece, la lista di ministri che il presidente manda per l’approvazione del Parlamento è stato un disastro. Tre ministri del vecchio governo ultra conservatore restano al loro posto. In compenso, si fa per dire, arrivano un Pasdaran, un pilota di guerra e il capo della Corte dei Conti diventa ministro di Giustizia, il governatore della Banca Centrale va all’Economia, 4 sottosegretari del governo conservatore precedente all’ultimo vengono promossi ministri e così via. Trovare nuovi cervelli è davvero difficile. «Solo tre nomi erano la prima scelta» rivela Zarif.

 

Tra loro il suo ex vice ora agli Esteri Abbas Araghchi. Gli altri sono cedimenti al volere della Guida Suprema Alì Khamenei di cui Pezeshkian ha chiesto l’approvazione in via preventiva. La sintesi è del quotidiano riformista Setareh Sobh : «Riformisti furiosi, fondamentalisti soddisfatti». In un video del gennaio 2023, Zarif sostiene che «gli iraniani sono stanchi di un governo […] che vuole essere più palestinese dei palestinesi. […]». Alla vigilia di un bombardamento iraniano su Israele, un vice presidente con idee del genere era proprio fuori posto a Teheran.

Ismail Haniyeh - Masoud Pezeshkianzarif mogherini khamenei nelle vignette di charlie hebdo 12Zarif KerryROHUANI ZARIF 1Mohammad Javad Zarif - Masoud PezeshkianIRANIANI CELEBRANO ZARIF E ROUHANI DOPO LA FIRMA DELL ACCORDO SUL NUCLEAREismail haniyeh alla cerimonia di insediamento masoud pezeshkianjohn kerry mohammad zarifMassoud Pezeshkianmassoud pezeshkian 2o JAVAD ZARIF ai tempi della presidenza ahmadinejad JOHN KERRY CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO ZARIF

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…