salvini euro

SVENTOLARE IL FANTASMA DELL'ITALEXIT PER OTTENERE QUALCOSA DALL'AVARA BRUXELLES - MOODY'S: ''I MINIBOT SONO UN PASSO VERSO L'USCITA DALL'EURO''. SALVINI HA SOLO IL PISTOLONE DELL'USCITA DELL'ITALIA DALL'UE DA APPOGGIARE SUL TAVOLO DELLE TRATTATIVE. BASTERÀ A STRAPPARE QUALCHE CONCESSIONE DALLA NUOVA COMMISSIONE, VISTO CHE QUELLA VECCHIA HA GIÀ DETTO COME LA PENSA?

italexit quitaly

 

1 - MOODY'S: DEBITO ITALIA SALIRÀ ANCORA,OCCHI SU MANOVRA

(ANSA) - Il debito pubblico dell'Italia "continuerà a salire nei prossimi anni" e l'obiettivo del governo di un deficit al 2,1% del Pil per quest'anno "manca di credibilità". Lo scrive Moody's, secondo cui il deficit quest'anno sarà al 2,6% e il prossimo al 2,7%. "Consideriamo la legge di bilancio 2020 un importante passaggio per valutare l'affidabilità creditizia dell'Italia", avverte l'agenzia di rating.

 

2 - MOODY'S: MINIBOT SONO UN PASSO VERSO ITALEXIT 

(ANSA) - I minibot, previsti in una mozione parlamentare approvata all'unanimità dalla Camera (sconfessata poi dal Pd), sarebbero "un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e la preparazione dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona". Lo scrive Moody's, avvertendo che "il semplice fatto che la proposta sia tornata alla ribalta è credit negative", ossia un fattore negativo sul giudizio dell'agenzia di rating. Moody's prevede di riconsiderare il rating italiano il 6 settembre.

matteo salvini commenta la vittoria della lega alle europee da via bellerio 12

 

3 - L'ESCALATION DEGLI STRAPPI PER PILOTARE IL PAESE FUORI DALLA ZONA EURO

Marcello Zacché per “il Giornale

 

Che all' interno della Lega viva e vegeti il partito dell' Italexit non ci sono dubbi. Il suo ideologo è Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera. Che su questo punto si muove come un fiume carsico: lo vedi, poi sparisce e quando credi si sia esaurito torna in superficie.

 

Italexit, si badi bene, non è come Brexit. Quest' ultima è l' uscita dall' Unione Europea, ipotesi prevista dal Trattato, di un Paese che non ha aderito al sistema monetario europeo. Per l' Italia, che ha invece adottato la moneta unica, Italexit significa proprio uscire dall' euro, ipotesi che al contrario non è prevista dai trattati.

 

giuseppe conte giovanni tria

L' uscita dalla Ue sarebbe infatti una conseguenza necessaria, anche perché sarebbe ben difficile a quel punto restare a Bruxelles. In ogni caso non ci può essere Italexit senza prima un' Eurexit. Quindi è di questo che si parla: di uscire dall' Euro.

 

C' è poco da girarci intorno: il «Report» della Commissione sull' Italia, nel prevedere la procedura d' infrazione, dice una cosa chiara: o l' attuale maggioranza di governo corregge il tiro sulla spesa in deficit, o la strada che porta fuori dall' euro è segnata. Troppo ampio è lo scostamento del nostro debito pubblico da quello previsto per la zona euro: siamo al 133% del Pil, in crescita, quando dovremmo tendere al 60%. Quindi anche se l' Eurexit non si sente mai nominare nei programmi del governo, di fatto stiamo andando a sbattere lì.

 

MARCO ZANNI MATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI

La prova ce l' ha data, per l' appunto, Borghi, che in varie occasioni ha accennato alla sua idea: la strategia della «carbonara». Per affrontare una tematica complicata e dirompente bisogna affrontarla scomponendola nei suoi ingredienti. Così, smontando il sistema euro pezzo per pezzo, senza che ogni singola operazione dia l' impressione del risultato complessivo, al momento opportuno ci si troverà nelle condizioni di dare in un sol colpo la spallata finale.

 

È stato lo stesso Borghi a spiegare il «sistema carbonara» in qualche intervista: «vale a dire piazzare delle cose che ci servono, però prese singolarmente, in modo che tutti possano essere d' accordo. Anche gli alleati più riottosi ai cambiamenti». Per esempio: «Se io avessi in mente di arrivare al ritorno delle sovranità monetarie, e riuscissi a convincere gli altri sulla questione tecnica debiti-crediti della P.A. con l' introduzione dei mini-Bot, allora sarei stato furbo». E guarda caso un primo provvedimento proprio sui minibot (che sono bond di piccolo taglio da scambiare come banconote e quindi una sorta di moneta parallela) è passato alla Camera la settimana scorsa. All' unanimità (compresi Pd e PiùEuropa).

matteo salvini claudio borghi

 

In definitiva gli ingredienti della carbonara non sono tanti. Di sicuro c' è questo della moneta interna. A cui segue subito dopo, in ordine d' importanza, il sistema di conversione del debito pubblico, e in generale di tutti i debiti contratti con l' estero per i quali bisognerebbe inventarsi un meccanismo che, introdotto per altri fini, potrebbe poi essere utilizzato per pagare i creditori. Poi c' è una riforma della Banca d' Italia, il cui ruolo è oggi ancorato all' Eurosistema della Bce, di cui è parte integrante. E a ruota ci sono le banche italiane che, in caso di Eurexit, si troverebbero in grave difficoltà.

matteo salvini claudio borghi

 

Se il governo dovesse proseguire nell' introdurre riforme in questi quattro ambiti, il segnale della costruzione di una rete di protezione contro gli effetti dell' Italexit sarebbe molto forte. Con buona pace per chi, all' interno della Lega e del suo corpo elettorale - si pensi all' imprenditoria del Nord - vede l' abbandono dell' euro come la strada certa verso il tracollo economico del Paese.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…