umberto rapetto libro cyberwar

TE LA DO IO LA CYBERSICUREZZA - IL GEN. RAPETTO: ''IL TANTO DECLAMATO 'ISTITUTO ITALIANO DI CYBERSICUREZZA' NON SAREBBE SALTATO PER OVVIE RAGIONI DI INUTILITÀ, MA PERCHÉ I POLITICI NON AVREBBERO TROVATO UN ACCORDO SU RUOLI E PESI NELL’ERIGENDA STRUTTURA. NE HO SCRITTO UN LIBRO NEL 1996 CON PREFAZIONE DI UN FUTURO LEADER POLITICO GENOVESE, NON MI SI RACCONTI CHE “OGGI” VALE LA PENA OCCUPARSI DI QUESTE COSE, DOPO CHE SI È PERSO UN QUARTO DI SECOLO''

 

Umberto Rapetto per https://www.infosec.news/

 

Il tanto declamato “Istituto Italiano di cybersicurezza” non sarebbe saltato per ovvie ragioni di inutilità, ma perché i politici non avrebbero trovato un accordo su ruoli e pesi nell’erigenda struttura.

 

LIBRO RAPETTO GRILLO

Chi aveva sperato in un legittimo affondamento dell’ennesima macchina burocratica deve fare adesso i conti con suggestive dichiarazioni dei soliti noti che auspicano la resurrezione di una realtà destinata ad essere foriera di irripetibili opportunità.

 

Come la sera le nonne addormentavano i piccini di casa con racconti edulcorati, sul palcoscenico della politica si narra la favola del “promuovere e sostenere l’accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica”.

 

Sono nato in una cittadina termale e ho immediatamente capito di non dovermi cimentare nell’invenzione dell’acqua calda che in una fontana del centro sgorgava e sgorga in modo naturale a 75 gradi.

 

Sorrido dunque a chi vuol far credere che la “security” di computer e reti sia qualcosa di recente scoperta (ho letto su Il Fatto Quotidiano che “una struttura simile era già stata pensata nel 2017, nell’allora Piano nazionale cyber, più privatistico e sotto il controllo dell’intelligence, mentre adesso avrebbe come riferimento anche premier e ministri del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica”).

 

Ricordo le lezioni che ho tenuto in materia di “cyberwar” alla Scuola di Guerra (comandata allora dal Gen. Ficuciello) e quelle di “technointelligence” alla Scuola di Addestramento del SISDE (Servizio al tempo diretto dal Prefetto Stelo): era il 1995, anno precedente all’uscita del mio libro “Cyberwar, la guerra dell’informazione” la cui prefazione venne scritta da un futuro leader politico genovese.

 

No, non mi si racconti che “oggi” vale la pena occuparsi di queste cose, dopo che si è perso un quarto di secolo da quando – senza far balenare prospettive di business – qualcuno si preoccupava di spiegare cosa stava accadendo e cosa sarebbe successo.

UMBERTO RAPETTO

Si abbia la decenza di non tirar fuori la commovente storia che senza la Fondazione si perderanno un mucchio di soldi che sarebbero piovuti con il Recovery Fund, per non parlare di quelli che fonti di finanziamento comunitario come Horizon e Digital Europe avrebbero pronti per iniziative nel settore della più sofisticata protezione tecnologica.

Sciupare le occasioni di sovvenzioni e sussidi europei è una disciplina che vede l’Italia sul podio più alto e sembra strano che solo ora ci si accorga dell’esistenza di stanziamenti finalizzati per i più diversi scopi.

 

I bandi per ottenere l’erogazione di fondi non parlano di Istituti da creare ma di progetti da realizzare. I progetti hanno bisogno di teste pensanti e di gente preparata, anche se quei soggetti sono antipatici e li si presume poco ubbidienti.

Il dialogo tra privati, consumatori e altri stakeholder rilevanti” lo si favorisce non con un ulteriore carrozzone, ma piazzando nei posti di responsabilità già esistenti individui credibili, non condizionabili e dotati di capacità di committenza.

 

conte vecchione

Non serve “Una struttura centralizzata, multidisciplinare e con adeguata massa critica, che permetta la collaborazione efficace delle istituzioni con il mondo della ricerca pubblica e privata è indispensabile per lo sviluppo di piattaforme e di soluzioni architetturali al servizio del Paese e della sua ripartenza”.

 

Serve qualcuno che sappia di cosa stiamo parlando, che sia in grado di affrontare le troppe emergenze legate alla gracilità delle nostre infrastrutture tecnologiche, che aiuti a risolvere la vexata quaestio del 5G, che sia capace a coordinare le tante risorse già disponibili nelle Forze Armate e di Polizia e nell’Intelligence.

Serve la serietà della politica. E serve subito, perchè potrebbe essere la prima misura di sicurezza da adottare.

 

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…