giorgia meloni rai

TELE-MELONI ESISTE ECCOME – PRIMA DELL’EDITTO CINESE, GIORGIA MELONI HA AVUTO IL CORAGGIO DI RISPONDERE ALL’UE SOSTENENDO DI NON AVER MESSO LE MANI SULLA RAI. MA È CONTRADDETTA DAI FATTI: I SUOI UOMINI CONTROLLANO TG, TALK E APPROFONDIMENTI. IN POCO PIÙ DI UN ANNO, I PALINSESTI SONO STATI INFARCITI DI FORMAT “AUTARCHICI” E CONDUTTORI AMICI. UNO SU TUTTI: PINO INSEGNO, CHE NONOSTANTE I FLOP HA AVUTO DUE TRASMISSIONI (COME NUNZIA DE GIROLAMO) – IL CASO SCURATO, IL BLACK-OUT SUL VOTO FRANCESE E GLI SCAZZI PER LE NOMINE DEI VERTICI…

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

meloni viale mazzini rai

Sostiene Giorgia Meloni che il rapporto sullo Stato di diritto è pieno di fake news e distorsioni a uso politico. Pilotate dai giornali non allineati, specie in materia di informazione e servizio pubblico televisivo, che invece non sono mai stati tanto liberi e indipendenti come sotto il suo esecutivo. È quanto prova a spiegare la presidente del Consiglio nella risposta alla Commissione europea. Inanellando tuttavia una serie di falsità e mistificazioni che val la pena analizzare.

 

[…] Scrive Meloni con malcelato vittimismo: non solo la legge sulla Rai è targata Renzi, dunque Pd, ma «anche l’attuale governance è stata determinata dal governo precedente (Draghi), con FdI unico partito di opposizione che si è pensato di escludere perfino dal Consiglio di amministrazione, creando — quella volta sì — un’anomalia senza precedenti e in violazione di ogni principio di pluralismo ».

 

LA NUOVA RAI MELONIANA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

La memoria selettiva della premier omette di ricordare che furono Lega e FI, all’epoca in maggioranza, a giubilare con una manovra di palazzo il suo consigliere per conservare i propri rappresentanti in Cda. E comunque lei venne ricompensata con la promozione di alcuni fedelissimi, da Paolo Petrecca alla direzione di Rainews a Paolo Corsini vice agli Approfondimenti, che le hanno consentito di mettere subito le mani su notiziari e talk.

 

[…]  Prosegue ancora Meloni: «Salvo la nomina obbligata di un nuovo amministratore delegato nel 2023 a seguito delle dimissioni del suo predecessore, l’attuale governo e la maggioranza parlamentare non si sono ancora avvalsi della normativa vigente per il rinnovo dei vertici aziendali».

 

L OFFENSIVA DI GIORGIA MELONI SULLA RAI - PRIMA PAGINA LE MONDE

Qui la deformazione della realtà è patente. Non solo il Cda, scaduto da due mesi, non si riesce a rinnovare per le liti furibonde fra alleati che non trovano la quadra sulle poltrone, ma in questa storia di “obbligato” c’è solo l’addio di Carlo Fuortes: la spinta a farsi da parte, con tanto di incontri irrituali a Palazzo Chigi, fu talmente brutale da non lasciargli altra via d’uscita.

 

Lo scrisse lui stesso nella lettera con cui formalizzò il passo indietro: «Dall’inizio del 2023 sulla carica da me ricoperta e sulla mia persona si è aperto uno scontro politico che contribuisce a indebolire la Rai. All’interno del Cda ho registrato il venir meno dell’atteggiamento costruttivo indispensabile alla gestione della prima azienda culturale italiana», il suo j’accuse.

 

PINO INSEGNO E GIORGIA MELONI COME ARAGORN E ARWEN DEL SIGNORE DEGLI ANELLI - MEME BY DAGOSPIA

[…] Per convincerlo il Cdm varò persino una norma ad hoc, di recente dichiarata incostituzionale, per pensionare i sovrintendenti stranieri delle fondazioni liriche e liberare così il San Carlo di Napoli per l’Ad in uscita.

 

[…] Continua Meloni, con una spudoratezza senza pari: con FdI fuori dal board, «non si comprende come si possa imputare a questo governo una presunta ingerenza politica nella governance Rai». La verità è che dopo la cacciata di Fuortes, si pose il problema di come prendersi la Tv di Stato per molti anni a venire: a causa del tetto dei due mandati, l’ex missino Giampaolo Rossi, che aveva già fatto il consigliere, sarebbe potuto restare Ad solo per un anno, fino alla scadenza dell’attuale Cda.

 

giampaolo rossi roberto sergio

Venne perciò sistemato alla direzione generale (che non ha tetti), con la promessa di promuoverlo al turno dopo. A tenergli in caldo il posto fu chiamato Roberto Sergio, previo “patto della staffetta” per scambiarsi i ruoli a giugno 2024. Memento utile a rammentare alla presidente che TeleMeloni opera ai massimi livelli da oltre un anno. Proprio quello a cui si riferisce il report Ue sullo Stato di diritto.

 

[…] È in quest’ultimo anno che «l’ingerenza politica» disconosciuta da Meloni si fa pesante. E produce danni. Appena insediato, il tandem Sergio- Rossi fa piazza pulita e cambia quasi tutti i direttori di Tg e generi.

 

meloni chiocci

Un’infornata mai vista prima, che regala al governo il controllo sulla Rai: al Tg1 Gian Marco Chiocci, legato alla premier; al Tg2 il forzista Antonio Preziosi; a Rainews si conferma Petrecca. Agli Approfondimenti e al DayTime ascendono due “fratellini” doc: Corsini e Angelo Mellone.

 

Talk e programmi sono tutti nelle mani della destra. I palinsesti vengono infarciti di format autarchici e conduttori amici, in barba a performance disastrose: Pino Insegno dovrà chiudere in anticipo la sua trasmissione, ma questa stagione ne vince due, come pure Nunzia De Girolamo. Incoronata Boccia, Sylos Labini e meloniani vari fanno uno share da prefisso telefonico e vanno avanti uguale.

 

L’azienda censura il monologo antifascista di Antonio Scurati, ma a pagare è la conduttrice Serena Bortone, epurata dal video. Una debacle, certificata dai numeri. Nel 2023, per la prima volta, Mediaset sorpassa la Rai negli ascolti relativi all’intera giornata.

 

serena bortone 7

E Meloni mente pure quando nega che «il cambiamento della linea editoriale avrebbe determinato le dimissioni di diversi giornalisti e conduttori », per lei imputabili a «normali dinamiche di mercato». A parte Fabio Fazio, che capita l’antifona fa le valigie prima dell’avvento dei nuovi vertici, in sequenza lasciano Bianca Berlinguer, Lucia Annunziata, Massimo Gramellini, da ultimo Amadeus: tutti in ragione del clima inospitale, più o meno dichiarato, che si comincia a respirare in Rai. A confermarlo, le denunce dei giornalisti, che rivelano pressioni e censure mai accadute prima. L’Usigrai proclama persino uno sciopero generale per accusare il governo di aver ridotto il servizio pubblico a suo megafono.  […]

copertina del magazine di Le Monde sulla destra e la raiSERENA BORTONE SPECCHIO PISTOLETTO repubblicaMELONI E SALVINI COME SANDRA E RAIMONDO - ANNETTA BAUSETTI

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....