vladimir putin volodymyr zelensky viktor orban

TIRA UNA BRUTTA ARIA PER L’UCRAINA, E ZELENSKY L’HA CAPITO – IL PRESIDENTE UCRAINO APRE PER LA PRIMA VOLTA ALL’INGRESSO DELLA RUSSIA NEI NEGOZIATI PERCHÉ SA CHE IL SOSTEGNO OCCIDENTALE AL SUO PAESE È FINITO. IL GUAIO È CHE PUTIN NON VUOLE TRATTARE CON UNO CHE NON CONSIDERA PARI GRADO, SEMMAI LO FARÀ CON IL PROSSIMO PRESIDENTE USA – ORBAN CI METTE IL CARICO: “UE E USA SONO ISOLATI SULLA GUERRA, HANNO PERSO IL SUD GLOBALE. LA CINA…”

 

1. ORBAN, 'UE-USA ISOLATI SULLA GUERRA, PERSO IL SUD GLOBALE'

PUTIN ZELENSKY

(ANSA) - Il premier ungherese Viktor Orban - nel suo rapporto indirizzato al presidente del Consiglio Europeo, visionato dall'ANSA - propone "il lancio di un'offensiva politica coordinata verso il Sud globale" nel quadro di "uno sforzo europeo" per diminuire le tensioni "e/o creare le condizioni per un cessate il fuoco temporaneo e/o avviare negoziati di pace".

 

Secondo Orban, l'Ue ha perso l'apprezzamento del Sud Globale "in merito alla nostra posizione sulla guerra in Ucraina, con il conseguente isolamento globale della comunità transatlantica".

 

2. ORBAN, 'CINA FARÀ DI PIÙ PER LA PACE A CERTE CONDIZIONI'

(ANSA) - "La Cina continuerà la sua politica, formulata anche nei documenti internazionali che chiedono un cessate il fuoco e colloqui di pace. Tuttavia, la Cina svolgerà un ruolo più attivo solo se le possibilità di successo del suo impegno si avvicineranno a determinati parametri.

 

ARMI ALL UCRAINA - VIGNETTA BY ANDREA BOZZO - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Secondo la loro valutazione questo non è il caso al momento". Lo afferma Viktor Orban nel suo rapporto al Consiglio Europeo, visto dall'ANSA. Orban propone dunque "l'iniziativa di condurre colloqui politici ad alto livello con la Cina sulle modalità della prossima conferenza di pace".

 

Inoltre, "pur mantenendo gli attuali contatti politici ad alto livello con l'Ucraina", il premier ungherese chiede di "riaprire linee dirette di comunicazione diplomatica con la Russia, riabilitando tali contatti diretti nella nostra comunicazione politica".

 

3. ZELENSKY: “MOSCA ENTRI NEI NEGOZIATI” IL CREMLINO SI SMARCA E MINACCIA L’UE

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

 

viktor orban vladimir putin

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aperto a negoziati con la Russia dicendosi favorevole alla presenza di Mosca al prossimo vertice di pace dopo la conferenza organizzata a metà giugno in Svizzera a cui la Russia non fu invitata.

 

«Penso che i rappresentanti russi dovrebbero partecipare a questo secondo vertice», ha annunciato ieri in conferenza stampa a Kiev, confermando di voler presentare entro novembre un «piano completo» per «una pace giusta» dopo quasi due anni e mezzo di conflitto.

 

viktor orban e vladimir putin

È la prima volta che Zelensky solleva l’idea di tenere colloqui con la Russia senza porre la condizione di un ritiro delle forze russe dal suo territorio. Le prospettive di colloqui sembrano tuttavia lontane. Soltanto la scorsa settimana il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin ha dichiarato che la Russia non avrebbe partecipato al secondo vertice di pace. La Russia, ha detto Galuzin, «non accetta gli ultimatum» proposti nel piano di pace in dieci punti avanzato in passato da Zelensky.

 

Meno categorico il Cremlino. Non c’è «nessuna sostanza precisa» riguardo all’idea di un secondo summit, si è limitato a osservare il portavoce Dmitrij Peskov. Le posizioni tra Kiev e Mosca restano in ogni caso inconciliabili. L’Ucraina rivendica la sua sovranità sul 20 per cento di territorio unilateralmente annesso da Mosca, compresa la penisola di Crimea incorporata già nel 2014. Il presidente russo Vladimir Putin, invece, ha più volte ribadito le sue condizioni: la rinuncia di Kiev alle quattro regioni annesse nel settembre 2022 oltre alla Crimea e all’adesione alla Nato. […]

 

 

volodymyr zelensky - vertice nato a washington

4. MOSSA DI ZELENSKY SUI NEGOZIATI: A NOVEMBRE ANCHE CON LA RUSSIA

Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

Volodymyr Zelensky parla di un «summit di pace con i russi entro novembre», ma anche delle necessità della guerra e che gli alleati continuino a sostenere militarmente gli ucraini, come se il conflitto dovesse continuare a lungo.  […] il presidente ucraino non fatica a nascondere le complessità e incertezze del momento. Le sue prime dichiarazioni riguardano il progetto di una «seconda conferenza internazionale di pace, che segue quella di metà giugno in Svizzera, alla quale questa volta dovrebbe partecipare anche una delegazione russa».

 

E aggiunge: «Mi sono fissato come obbiettivo di arrivare a novembre con un piano di pace pronto». Occorre chiarire che il progetto era già stato annunciato durante la due giorni svizzera. […]

 

putin zelensky

La novità adesso è però che Zelensky non pone più come precondizione il ritiro nemico dai territori occupati e neppure la caduta del regime di Putin, come invece aveva detto più volte dopo lo svolgimento dei referendum farsa voluti nel settembre 2022 dal dittatore russo nelle regioni ucraine invase dalle sue truppe.

 

A ben vedere, però, l’iniziativa di Zelensky si complica nella sua realizzazione pratica. In sostanza, la domanda ancora senza risposte è: cosa significa «novembre», prima o dopo le elezioni presidenziali americane? A Kiev nessuno chiarisce. Ma il commento più diffuso resta che nulla di concreto avverrà prima di sapere chi sarà il vincitore della sfida per la Casa Bianca.

 

[…]  Putin ha ripetuto diverse volte di non considerare più Zelensky un partner alla pari: la sua è una sfida globale contro la Nato, intende essere trattato da leader di una superpotenza e dunque l’unico interlocutore legittimo, a suoi occhi, è il prossimo presidente Usa.

 

MEME ZELENSKY PUTIN

Ne è più che consapevole anche Zelensky e infatti ieri ha dichiarato di essere «pronto a lavorare con Trump, nel caso venisse eletto». E ha aggiunto: «Non ne ho alcun timore, voglio dirvi che la maggioranza del Partito repubblicano sostiene l’Ucraina».

 

Per cercare di tenere viva la strada diplomatica, si potrebbero intanto studiare iniziative parallele volte a garantire la sicurezza energetica ucraina, la libera navigazione sul Mar Nero e gli scambi di prigionieri tra Kiev e Mosca.

 

viktor orban e volodymyr zelensky

Le esigenze della guerra comunque bussano alla porta. Zelensky ripete che all’Ucraina sono necessarie con urgenza «almeno 25 batterie di missili terra aria Patriot» per fermare i bombardamenti russi. Anche i caccia F-16 promessi dagli alleati sono troppo pochi e arrivano a rilento. […]

volodymyr zelensky - vertice nato a washingtonVIKTOR ORBAN - VOLODYMYR ZELENSKY

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”