giovanni tria iva

TITANIC ITALIA - LO SPREAD BTP-BUND È A 270 PUNTI, IL PIL CRESCERÀ DI UNO STRIMINZITO +0,1 PER CENTO, CON CONSEGUENZE NEFASTE SUL DEBITO - INCOMBONO DUE AUMENTI DELL'IVA DA OLTRE CINQUANTA MILIARDI NEI PROSSIMI 18 MESI - E CON MOLTA PROBABILITÀ IL 5 GIUGNO LA COMMISSIONE EUROPEA APRIRÀ LA PROCEDURA PER DEBITO ECCESSIVO NEI CONFRONTI DELL'ITALIA… - TRIA VUOLE SACRIFICARE GLI 80 EURO DI RENZI CHE COSTANO ALLO STATO DIECI MILIARDI…

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

BONUS Renzi 80 Euro

Il governo cadrà davvero il giorno dopo le elezioni? Il resoconto del Consiglio dei ministri di lunedì notte ci offre una narrazione diversa dalle urla della campagna elettorale: tre nomine cruciali (Inps, Ragioneria, Guardia di Finanza), nove minori, quattro spostamenti di prefetti. Stessa cosa si può dire per l'attivismo mediatico di Giovanni Tria, che ieri ha adombrato l' abolizione del bonus Renzi da 80 euro a partire dal 2020. Più che l' influente ministro di un governo al capolinea si è mostrato nuovamente garante di una nazione che rischia grosso.

 

Per riepilogare: lo spread coi Bund tedeschi si è stabilizzato attorno ai 270 punti base, cento in più di un anno fa, il doppio del livello a cui era stato lasciato dal governo Gentiloni. Siamo a ottanta punti dallo spread che pagano i titoli greci, tuttora i più rischiosi dell' area euro. Il Pil quest'anno crescerà di uno striminzito +0,1 per cento, con conseguenze nefaste sul debito. Nonostante questo, sulla testa degli italiani incombono due aumenti dell' Iva da oltre cinquanta miliardi nei prossimi diciotto mesi; senza coperture alternative, il primo gennaio dovranno essere onorati i primi ventitré.

GIOVANNI TRIA

 

Con sprezzo del pericolo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio promettono di tutto: tassa piatta, aiuti alle famiglie numerose, allargamento del reddito di cittadinanza. In fondo la promessa del leader leghista di sforare il tre per cento nel rapporto deficit-Pil è la più veritiera delle ipotesi, purtroppo i mercati la giudicano una prospettiva infausta. L' iceberg è sotto gli occhi di tutti, ma sul Titanic Italia si continua a ballare.

 

Il timoniere non ha molto tempo a disposizione per aggiustare la rotta della nave. I problemi inizieranno subito dopo il voto: con molta probabilità il 5 giugno la Commissione europea aprirà la procedura per debito eccessivo nei confronti dell' Italia. Di qui la necessità del ministro di mettere le mani avanti: intervistato da Agorà, conferma di essere «accademicamente favorevole» all' aumento dell' Iva, nega l' esistenza di coperture per un decreto di aiuti alle famiglie, invita a non parlare con leggerezza di sforamento del deficit oltre il tre per cento, infine lancia una bomba sul bonus Renzi che scatena la reazione Pd: «Un provvedimento fatto male, che verrà riassorbito nell' ambito di una riforma fiscale».

GIOVANNI TRIA E L'AUMENTO DELL'IVA

 

Poco importa qui spiegare la tecnicalità della misura - si tratta effettivamente di maggior spesa, non di uno sconto - e la promessa di trasformare quel bonus in una detrazione fiscale. Fonti di governo spiegano che l'uscita di Tria è un messaggio molto preciso, dentro e fuori Palazzo Chigi: se la maggioranza reggerà le conseguenze del voto, e se sarà determinata ad evitare gli aumenti Iva, allora occorrerà sacrificare l'eredità più popolare del governo Pd. I tecnici del governo hanno già iniziato a fare i conti: gli 80 euro di Renzi costano alle casse dello Stato la bellezza di dieci miliardi.

 

A questi si potrebbero aggiungere i tre-quattro di risparmi che nel 2020 dovrebbero essere garantiti dal fondo per reddito di cittadinanza e «quota cento». Due le ragioni: perché si esauriranno le richieste di pensione dei sessantaduenni, e perché è previsto un calo fisiologico delle domande per il sussidio, soprattutto da parte di chi ha diritto ad assegni inferiori ai cento euro mensili.

 

DEBITO PUBBLICO

Ipotizzando il solito aiuto della politica, tredici miliardi potrebbero essere sufficienti a evitare lo scontro in autunno con la nuova Commissione europea. «Da qualche parte i soldi dovremo farli uscire», ammette la fonte che chiede di restare anonima. Inutile dire che sia la Lega sia i Cinque Stelle negano che tutto questo accadrà. Eppure pochi credono che il governo si possa permettere altro deficit.

 

Molto dipenderà da chi sarà alla guida dell' Unione, e gli equilibri politici grazie ai quali nascerà la probabile maggioranza antisovranista. Se saranno decisivi i liberali nordici, sui conti pubblici il nuovo esecutivo comunitario potrebbe essere persino più rigido dell' attuale. Le probabilità di tenuta del governo giallo-verde dipendono in fondo da questo: difficile immaginare Salvini e Di Maio chiedere indietro agli italiani i soldi distribuiti a pioggia qualche mese prima.

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…