luigi di maio virginia saba

È TORNATO IL GATTO CON LA TOSSE: DI MAIO ''BECCATO'' A LIMONARE CON LA SUA VIRGINIA SABA A SAN VALENTINO, NEL SOLITO PARCO PUBBLICO DI VILLA BORGHESE. DOVE VANNO COME TUTTI GLI ADOLESCENTI IN CERCA DI PRIVACY E DEI PAPARAZZI DI ''CHI'' - LA BELLA VIRGINIA, DOPO CHE LUIGI HA ABBANDONATO IL RUOLO DI CAPO POLITICO DEI 5 STELLE, HA SCRITTO UN LUNGO POST SULL'''UOMO MIGLIORE CHE POTESSI INCONTRARE''

LUIGI DI MAIO: SAN VALENTINO BOLLENTE CON VIRGINIA

 

Il titolare degli Esteri conquista un nuovo primato: mai nella storia della Repubblica si era visto un ministro lasciarsi andare a effusioni così appassionate con la fidanzata in un luogo pubblico. A parziale scusante era il giorno del patrono degli innamorati.

 

luigi di maio virginia saba

 

Giulia Cerasoli per “CHI”

 

 

 

Sarà che Paola Taverna e Alessandro Di Battista minacciano un giorno sì e l’altro pure di sottrargli potere all’interno del Movimento 5 Stelle. Sarà che il pur traballante premier Giuseppe Conte, da lui sponsorizzato inizialmente, ora lo sovrasta nel gradimento degli italiani, anche se assediato dal ministro Gualtieri. Sarà infine che Luigi Di Maio da ex capo politico rimasto ministro degli Esteri (ruolo che gli vorrebbe soffiare Matteo Renzi) ha certamente più tempo libero, ma l’ex vicepresidente della Camera più giovane della storia per San Valentino ha deciso di mettere da parte le batoste prese sul fronte politico buttandosi a capofitto nell’amore della bionda fidanzata sarda. Virginia Saba infatti gli è rimasta accanto nonostante il calo dei consensi.

luigi di maio virginia saba

 

In queste immagini scattate nel loro parco preferito della capitale, dove si rifugiano quando possono per passeggiare da soli e baciarsi come due adolescenti, appare chiaro che i due siano sempre più affiatati. Si abbandonano a effusioni quasi hot (non si era mai visto nella storia della Repubblica un ministro lasciarsi andare così alla passione in un luogo pubblico) su una panchina sotto il tiepido sole di febbraio. In verità in alcuni momenti il giovane ex leader dei Cinquestelle appare scuro in volto, pensieroso, probabilmente deluso di come sono precipitate le cose dopo aver portato nemmeno due anni fa il Movimento al governo.

 

 

Un giovane come lui che ha bruciato le tappe con innegabile intelligenza, ma scarsa preparazione, ha visto sbriciolarsi negli ultimi tempi un successo insperato. Da qui lo sconforto, che però la sua fidanzata, giornalista molto determinata, sta cercando di arginare con il suo affetto e il suo sostegno. Solo qualche giorno fa infatti Virginia, dopo l’addio di Luigi alla guida politica dei Cinquestelle, ha scritto un lungo post in cui ha messo nero su bianco «la profonda stima» che nutre verso Luigi, sottolineando che «è sicuramente l’uomo migliore che potessi incontrare».

VIRGINIA SABA E LUIGI DI MAIO ALLE CASCATE DELLE MARMORE

 

Virginia poi parla della virtù che ama di più nel suo Luigi e cioè il fatto di «pensare soprattutto al bene comune, nel suo tirarsi indietro in questo momento». Nonostante le malelingue e i dubbi sulla tenuta effettiva del loro legame, i due innamorati di governo hanno  superato un anno di fidanzamento e potrebbero pensare alle nozze, anche se lo stesso Di Maio su questo fronte ha sempre frenato, preferendo restare alla fase coppia libera e in carriera. Non bisogna dimenticare che il ministro degli Esteri ha soltanto 33 anni e ambizioni politiche ancora molto alte.

 

Avere al suo fianco una potenziale first lady come Virginia può solo aiutarlo, ma da qui a mettere su famiglia nel vero senso della parola ce ne vuole... Di Maio infatti è ben lontano dallo stile di vita da famiglia nomade con compagna e bimbo al seguito di Alessandro Di Battista, che gira il mondo in maniera disinvolta e potrebbe allargare la famigliola. È un tradizionalista con golfino girocollo di cachemire, ma vederlo su una panchina mentre si abbandona a baci così passionali e poco istituzionali fa un certo effetto.

di maio virginia saba

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…