boris johnson porkie pie maiale

I TORY PREPARANO UNA BELLA “TORTA DI MAIALE” PER BORIS –TRA POCHI GIORNI IL PREMIER BRITANNICO SARÀ COSTRETTO A DIMETTERSI: IL PIANO PER FARLO FUORI È GIÀ PRONTO ED È STATO BATTEZZATO “PORKIE PIE PLOT”, IL COMPLOTTO DELLA TORTA DI MAIALE. IL MOTIVO? L’INCONTRO TRA UNA DOZZINA DI “CONGIURATI” SI È TENUTO NELL’UFFICIO DELLA DEPUTATA DI MELTON MOWBRAY, PATRIA DELLA DISCUTIBILE SPECIALITÀ GASTRONOMICA – IL “MINI-TRUMP D’ALBIONE SPROFONDA NEI SONDAGGI DOPO L’IMBARAZZANTE AUTO-DIFESA: “NESSUNO MI AVVERTÌ CHE ERA VIETATO” - VIDEO

 

1 - “TORTA DI MAIALE”: IL COMPLOTTO DEI CONSERVATORI PER FARE DIMETTERE BORIS JOHNSON

Vittorio Sabadin per www.lastampa.it

boris johnson

 

Il premier britannico Boris Johnson potrebbe essere costretto a dimettersi tra pochi giorni, travolto dallo scandalo delle feste organizzate a Downing Street mentre il Paese era chiuso per Covid.

 

Gli stessi parlamentari che gli devono l’elezione si rivoltano contro di lui, e hanno ordito un complotto già battezzato “porkie pie plot”, perché la riunione dei congiurati si è tenuta nell’ufficio della deputata di Melton Mowbray, patria della torta di maiale. Ma “porky pie”, nello slang cockney di Londra, significa anche “bugia”.

 

alicia kearns

I parlamentari conservatori sondano l’umore del paese, guardano i sondaggi che vedono i laburisti avanti di 32 punti nella capitale e parlano ormai apertamente della necessità di togliere di mezzo il premier.

 

Le giustificazioni di Johnson, che quasi in lacrime si è scusato per avere preso parte alle feste nel giardino della sede del governo, sono apparse deboli e pietose. In Gran Bretagna non si tollera che un primo ministro dica bugie o faccia cose che sono vietate al resto dei cittadini.

 

A Roma, le auto dei politici possono sfrecciare con i vetri oscurati e la sirena accesa violando le regole del traffico, ma a Londra la gente pretenderebbe di sapere quale minaccia incombente giustificava tanta fretta e tanta tracotanza.

UNO DEI COVID PARTY NEL GIARDINO DELLA RESIDENZA DI BORIS JOHNSON - MAGGIO 2020

 

I congiurati del “porkie pie plot”, una dozzina, si sono riuniti nell’ufficio della parlamentare Alicia Kearns, nel cui collegio sorge dal 1851 l’azienda Dickinson & Morris, riconosciuta leader del Regno Unito nella produzione della torta con carne di maiale. Visto che “porky pie” è anche un’espressione cockney che significa “bugia”, ai giornali di Londra non è sembrato vero dare un nome grottesco al complotto che porrà fine al grottesco regno di Boris Johnson.

 

BORIS JOHNSON

Politicamente, la riunione ha un rilevante significato, perché tutti i parlamentari presenti erano stati eletti la prima volta proprio alle ultime elezioni tenute nel 2019 e proprio nella “Red Wall”, l’area del Nord dell’Inghilterra che era sempre stata dominata dai laburisti. Devono dunque tutto a Boris Johnson, ma come insegna persino Shakespeare, questa non è mai stata una ragione sufficiente a non pugnalare alle spalle qualcuno. Alicia Kearns e i suoi colleghi hanno esaminato ogni ipotesi per i prossimi giorni, domandandosi quale sia il modo migliore di far cadere Johnson.

porkie pie

 

Ecco dunque la situazione. Grazie ai pasticci del premier, i laburisti sono in grande vantaggio. Se si andasse alle elezioni molti parlamentari conservatori perderebbero il posto, e i congiurati per primi. Per costringere un leader conservatore a dimettersi occorre un voto di sfiducia che potrebbe essere richiesto dal Comitato 1922, un organismo di vigilanza dei Tory che agisce quando riceve da almeno il 15% dei parlamentari del partito lettere che sollecitano la consultazione.

 

boris johnson

La soglia è oggi di 54 lettere, che devono essere spedite al presidente del Comitato, Sir Graham Brady. Si dice che ne siano già state spedite una ventina, ma solo Sir Graham lo sa con esattezza: fino alla fine non potrà rivelarne il numero, né ovviamente l’autore. I singoli parlamentari possono però rivelare di avere spedito la lettera, ma fino a martedì solo sette lo hanno confermato.

 

tweet di dominic cummings contro boris johnson

Il numero di lettere inviate può sembrare esiguo, ma bisogna tenere conto del fatto che Sue Gray, l’incorruttibile funzionaria di ferro che guida la Commissione per la Correttezza e l'Etica del governo, sta conducendo un’indagine sul “partygate” di Downing Street che consegnerà probabilmente la prossima settimana.

 

Dominic Cummings e Boris Johnson

Ai parlamentari che vogliono la testa di Johnson non conviene inviare le loro lettere prima che il rapporto Gray sia reso pubblico: se lo facessero, il voto di sfiducia potrebbe tenersi prima del severo giudizio che sicuramente emergerà dall'indagine interna e Johnson potrebbe sfangarla.

 

A gettare benzina sul fuoco è anche il diabolico Dominic Cummings, l’ex consigliere che il premier ha allontanato su insistenza della moglie Carrie, che non lo sopportava, e che è diventato un pericolosissimo nemico. ? lui, ad esempio, ad avere rivelato che Johnson era stato avvisato che i party a Downing Street erano pericolosi, perché illegali.

 

il vecchio video di boris johnson che si appoggia a una signora con spada laser 1

Vista l’aria che tira, il premier potrebbe dimettersi prima del rapporto Gray e prima che il Comitato 1922 lo obblighi a sottostare a un umiliante voto di sfiducia. ? prassi che se un leader ottiene in questo voto una maggioranza risicata si dimetta lo stesso. In ogni caso Johnson resterà in carica finché il partito non troverà un successore, cosa che richiederà un po’ di tempo e altri metaforici spargimenti di sangue tra i numerosi candidati.

 

2 - LA DIFESA DI BORIS JOHNSON SUL PARTY-GATE: "NESSUNO MI AVVERTÌ CHE ERA VIETATO"

AGI - Il premier britannico, Boris Johnson, ha "categoricamente" negato di essere stato avvertito che il party nei giardini di Downing Street nel maggior 2020 violava le misure anti-Covid.

boris johnson rishi sunak.

 

"Nessuno mi ha avvertito che fosse contrario alle regole, me ne sarei ricordato", ha affermato il capo di governo, nella bufera per il 'party-gate'.

 

Cummings attacca Bojo, "Sul party ha mentito a Parlamento"

Dominic Cummings, un tempo braccio destro di Boris Johnson e adesso suo acerrimo nemico, ha accusato il premier di aver mentito al Parlamento riguardo il party del 20 maggio 2020 a Downing Street: ha assicurato infatti di aver discusso con il premier dell'evento e di avergli detto chiaramente che non si doveva tenere: "Devi mettere sotto controllo questo manicomio".

 

E ha aggiunto di essere pronto a "dichiarare sotto giuramento" la veridicita' del suo racconto.

 

carrie johnson dehenna davison rishi sunak

Costretto a presentare le scuse ai Comuni, Johnson la scorsa settimana ha detto comunque che all'epoca riteneva che quel party fosse "un evento di lavoro", del resto socialmente distanziato.

 

Adesso Cummings rivela che lui e un altro funzionario fecero presente anche a Martin Reynolds, il primo segretario privato di Johnson, l'uomo che aveva spedito gli inviti per il party, che l'evento violava le regole; e che quello gli rispose che si sarebbe consultato con BoJo.

 

"I soli eventi del 20 maggio, non importa gli altri, significano che il premier ha mentito al Parlamento sui party", va all'attacco dunque Cummings.

 

DOMINIC CUMMINGS BORIS JOHNSON

Ideatore della campagna britannica 'Vote Leave' per la Brexit, Cummings, da quando è stato cacciato da Downing Street - pare per dissidi con la moglie di Johnson, Carrie - ha giurato vendetta al premier.

 

Chiedendo 'apertis verbis' la sua caduta, sta contribuendo alla debacle del premier alimentando goccia a goccia le rivelazioni sui party a base di alcool e formaggio a Downing Street, uno scandalo che sta mettendo in seria difficolta' il premier considerato che si svolsero in pieno lockdown. Resta da vedere se Cummings abbia altri segreti da rivelare.

boris johnson scatenato dopo la vittoria con carrie symonds e dominic cummings

 

Da notare che il fatto che critichi Johnson sulla violazione del lockdown non è privo di un certa ironia.

 

Lo stesso Cummings, infatti, nell'estate del 2020, infranse le regole (e fu anche scoperto) perché portò in auto la famiglia, da Londra a Durham, distante 400km, nonostante temesse di esser stato anche lui in contatto con il Covid.

chris loder sue gray boris johnson porkie pie 2porkie pie graham brady boris johnson christian wakeford gary sambrook therese coffey porkie pie

Ultimi Dagoreport

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN