giovanni tria

TRIA ''FATTO'' E CUCINATO - UNO-DUE MICIDIALE: UN EDITORIALE DIVERTENTE E CRUDELE DI TRAVAGLIO E L'INTERVISTA A BRUNETTA CHE DICE ''FORZA AMICO MIO, QUIRINALE E OPPOSIZIONE SONO CON TE'' (AMMAZZA CHE BACIO DELLA MORTE) - ''COME MAI IL MINISTRO SI OSTINA A RESTARE AL SUO POSTO, VISTO CHE GLI STANNO TUTTI SULLE PALLE E LUI STA SULLE PALLE A TUTTI?''

 

1. TRIGONOMETRIA

Marco Travaglio per ''il Fatto Quotidiano''

 

matteo salvini giovanni tria 1

Ottimisti come siamo, confidiamo di vivere abbastanza per conoscere, dopo i segreti di Fatima e quelli del Dna, anche i misteri della fossa delle Marianne, dello Yeti e degli Ufo. Ma già sappiamo che mai verremo a capo dell' enigma degli enigmi: chi ha piazzato Giovanni Tria al ministero dell' Economia, e perché?

 

Ma soprattutto: come mai Tria si ostina a restarci, visto che gli stanno tutti sulle palle e lui sta sulle palle a tutti? Inizialmente pareva fosse uscito dai laboratori del Quirinale, inesauribile fabbrica di ministri economici "tecnici" (Dini, Ciampi, Amato, Siniscalco, Monti, Grilli, Saccomanni, Padoan). Il che però confliggeva con la vulgata parallela: che l' avesse indicato Paolo Savona, indicato in quel ministero e poi depennato - per motivi ancora imperscrutabili - da Mattarella.

 

marco travaglio

In teoria quella casella toccava alla Lega, ma anche questo si stenta a crederlo, visto che Tria fa di tutto per far incazzare non solo i 5Stelle, ma pure i leghisti. Del resto, col Carroccio c' entra come i cavoli a merenda: prof a Tor Vergata, già coautore dei libri di Brunetta, membro della Fondazione Craxi e firma del Foglio, per menzionare solo i suoi meriti. Gli esordi già dicevano tutto del personaggio. Al ministero confermò tutti i boiardi di Padoan: non male per un "governo del cambiamento".

 

In Europa garantì subito - chissà perché e a nome di chi - un deficit-Pil all' 1,6%, ben sapendo che sarebbe bastato per evitare l' aumento dell' Iva e niente Reddito né Quota 100. Poi tornò a Bruxelles con un "ops, volevo dire 2,4%", dimostrando che la sua parola vale zero. Alla fine ci volle Conte per rimediare al disastro, spuntando un 2,04 senza procedura d' infrazione.

 

Intanto il ministro venuto da Marte diventava il beniamino delle opposizioni, che lo scambiavano per uno di loro, e l' idolo dei giornaloni, che gareggiavano a dipingerlo come una specie di Quintino Sella redivivo, chino sulla stabilità dei conti e sul rigore finanziario, "garante", "argine", "baluardo", "diga" contro gli spendaccioni "populisti" che l' avevano scelto, una larva umana sempre sull' orlo delle dimissioni per le sevizie infertegli da quegli energumeni di Salvini e Di Maio, che lo tengono sequestrato da nove mesi a pane e acqua bullizzandolo nelle segrete di Via XX Settembre.

GIOVANNI TRIA

 

I due vicepremier sono contro l' aumento dell' Iva? Lui è pro. Il M5S è anti Tav e pro Reddito di cittadinanza? Lui è pro Tav e anti Rdc. Salvini e Di Maio sono pro Quota 100? Lui è anti. Di Maio vuol salvare Alitalia col soccorso di Fs? Lui è contro. Di Maio e Salvini vogliono risarcire i truffati dalle banche? Lui non firma il decreto.

 

claudia bugno

E ringrazia col bicchiere alzato il capo dell' Ocse che ha appena demolito Rdc e Quota 100. Un genio. Eppure, forse per ordine del medico o del confessore, resta lì. Intanto si scopre che, più che dei due vicepremier, Tria è ostaggio di Claudia Bugno, una virago amica di sua moglie che in teoria è solo una consulente, ma in realtà troneggia nell' ufficio accanto al suo, parla a suo nome, decide nomine, fa cazziatoni e scatena le proteste dei capi delle aziende di Stato.

 

Il bello è che questa iradiddio vanta un curriculum in cui ogni singola voce è incompatibile col governo giallo-verde e alcune anche con qualsiasi altro governo, a causa di molteplici conflitti d' interessi reali e/o potenziali. Paracadutata al Mise da Scajola, fu spinta da Renzi nel Comitato Olimpico con Malagò e Montezemolo: ora il Mef si occupa dei fondi alle Olimpiadi di Milano e Cortina.

 

Montezemolo se la portò in Alitalia come dirigente: ora il Mef ostacola il salvataggio Alitalia. Era nel Cda di Etruria con papà Boschi ed è stata multata da Bankitalia per non aver vigilato e citata per danni dal liquidatore: ora il Mef blocca i risarcimenti ai truffati. La Tinextra Spa diretta dal suo compagno Pier Andrea Chevallard ha assunto il figliastro di Tria, Nicolò Ciapetti, due mesi dopo che Tria l' aveva promossa al Mef per 74 mila euro l' anno.

il ministro giovanni tria con la moglie maria stella (2)

 

Non contento, Tria vuole pure piazzarla nel board di Stm a 94 mila euro l' anno, o all' Agenzia Spaziale, a 21 mila. E le opposizioni, anziché chiedere conto, si schierano col ministro vaneggiando di "volontà coartata" (Mulè, FI ), "macchina del fango" (Fornaro, Articolo 1), "metodo Boffo" (Borghi, Pd, ignaro della sentenza sulle molestie di Boffo). E i giornaloni, anziché raccontare i conflitti d' interessi, blaterano di "complotti", "dossier", "spionaggi" e se la prendono con gli unici giornali che raccontano i fatti (la Verità e il Fatto).

 

"Bersaglio Tria" (Repubblica), "Tria: spazzatura contro di me. Ma l' intimidazione non passa" (Corriere), "Chi ha intimidito Giovanni Tria? C' è grande interesse sul privato del ministro, su collaboratori, attività professionali e inclinazioni politiche, col risultato di 'normalizzare' il Tesoro" (Huffington Post).

 

Come se a doversi giustificare fosse chi dà le notizie, non chi le nasconde. Tria intanto invoca "la privacy" (come se fossero uscite notizie sulle sue tendenze sessuali o la sua salute) e lancia oscuri messaggi tramite il suo intervistatore preferito, Federico Fubini del Corriere che gabella lo scandalo per un "assalto per indebolire" l' eroico ministro "e magari renderlo più malleabile": tipo pretendere che rispetti il programma del suo governo o si cerchi un altro governo con un altro programma.

mario monti saluta giovanni tria.

 

A certe panzane finisce per credere persino Tria, convinto di essere indispensabile: "Se andassi via dovremmo vedere quale sarebbe la reazione dei mercati". Ora, i "mercati" han reagito maluccio anche con lui e si farebbero una ragione dell' arrivo di un altro. Qualcuno dovrebbe spiegargli col dovuto tatto che, quando c' è uno scandalo, un ministro o spiega o se ne va.

Tantopiù che non fa nemmeno capoluogo.

 

 

 

2. "IO, GIOVANNI E GLI ANNI NEL BUNKER: FORZA AMICO MIO, COLLE E OPPOSIZIONI SONO CON TE"

Carlo Tecce per ''il Fatto Quotidiano''

 

Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, è preoccupato più per il ministro Giovanni Tria o per l' Italia?

La seconda.

Così denota uno scarso senso dell' amicizia e un forte senso di amor patrio.

renato brunetta

Le cose vanno assieme, per un semplice motivo: siamo di fronte a un fallimento politico annunciato che ha ripercussioni gravi sui conti del Paese.

Il contratto tra Lega e M5S è fallito. Il diavolo e l' acqua santa non vanno d' accordo.

 

Chi è il diavolo?

Fate un sondaggio tra i vostri lettori.

 

E Tria che c' entra?

Giovanni poteva sublimare con rigore e credibilità il contratto mostruoso tra Salvini e i Cinque Stelle, un ministro del Tesoro tecnico che piace ai mercati e che non è vicino a un partito. Un miracolo, Giovanni è perfetto, ma lo stanno scaricando e al contempo scaricano se stessi. Sono in affanno e menano su Tria.

 

Quando l' ha conosciuto?

Un quarto di secolo fa, ci unisce un sogno accademico coccolato col nostro maestro, il professore Luigi Paganetto: una facoltà di Economia all' Università di Tor Vergata di Roma.

 

Com' era il ministro?

Un tipo serioso, studioso, capace di emozionarsi. I nostri uffici erano in un bunker, sottoterra, poca luce, poca aria. In stanza con noi c' era un certo Edmund Phelps, poi insignito del premio Nobel. Ogni tanto Paganetto ci portava a visitare i terreni su cui doveva sorgere la nostra facoltà. Stavamo lì, diversi minuti, a osservare una voragine che con la pioggia diventava un piccolo e suggestivo stagno. Era un rito, anche scaramantico.

 

Quando l' hanno arruolato nel governo, lo scorso giugno, Tria era preside della facoltà.

TRAVAGLIO BRUNETTA

Una gioia immensa per me, vedere la facoltà efficiente e brillante con al vertice il mio amico Giovanni, che ho portato con me al ministero della Funzione pubblica e che ho nominato presidente alla Scuola nazionale dell' amministrazione.

Nel giorno dell' inaugurazione della facoltà di Economia, vent' anni fa, mi incuriosiva una porta, un po' strana, ancora incellofanata, un' uscita di emergenza. Volevo aprirla, Giovanni e gli altri mi pregarono di non farlo.

 

Brunetta è un testardo.

E infatti l' ho aperta.

 

Cosa c' era?

Il vuoto, ho rischiato di cadere nel vuoto.

 

Il ministro corre lo stesso rischio?

Giovanni è un tipo tosto, non s' arrende. L' Italia e i dioscuri Salvini e Di Maio devono temere il vuoto.

 

Come può resistere Tria, sfiduciato e osteggiato?

Oggi la differenza la fanno le calunnie: si è passati da legittime pressioni politiche a illegittime pressioni personali.

 

Il ministro ha parlato di "spazzatura" e "violazione della privacy", ma la questione riguarda anche il ruolo di Claudia Bugno, sua consulente al ministero, nonché amica di famiglia.

Il ministro può ingaggiare chi vuole, il problema non esiste.

Certo, si può contestare lo stile. Mi sembra un' assurdità, però, strumentalizzare una vicenda marginale per mandarlo via. Li hanno calcolati i danni, i dioscuri?

 

Illustri il suo inventario dei possibili danni.

brunetta d alema

Un ministro licenziato, un uomo indipendente, fa salire lo spread all' istante, ci porta in braccio ai tecnici. Qualcuno rivuole un Monti? Dico agli amici del governo di rifletterci e di supplicare Giovanni: imponi le tue mani sulle nostre teste e proteggici finché voto non ci separi.

 

Tria non ha il sostegno dei Cinque Stelle e ha un sostegno pencolante di Salvini, a cosa deve aggrapparsi?

Al futuro dell' Italia. Il Quirinale è con Giovanni, noi partiti di opposizione siamo con lui.

Gli mandi un messaggio, anche se in aula l' ha rimproverata: "Stia zitto!".

Fesserie, ci vogliamo bene.

Non è pratico dei regolamenti parlamentari.

Caro Giovanni. Sei saggio, coraggioso, di una tempra unica: forza amico mio, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.

Amen.

La messa è finita. Non andiamo in pace.

 

 

 

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