mario draghi dbeibeh di maio libia

TRIPOLI E TRIBOLI – IL PREMIER LIBICO DBEIBEH A ROMA INCENSA L’ITALIA: “DOBBIAMO RICOSTRUIRE SCUOLE, OSPEDALI, INFRASTRUTTURE E IL MIGLIOR PARNTER SIETE VOI” - MA OLTRE AGLI ACCORDI ECONOMICI CON LE GRANDI AZIENDE ITALIANA, IL TEMA SUL TAVOLO SONO I MIGRANTI:  L’OBIETTIVO DI DRAGHI È ARRIVARE UN ACCORDO SIMILE A QUELLO CON LA TURCHIA: UN PARTNERARIATO GUIDATO DALL’ITALIA CON L’OK DEGLI STATI UNITI...

Premier Libia, importante supporto Italia sui migranti

L ARRIVO DEL PREMIER LIBICO DBEIBEH A ROMA

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - "Il supporto che l'Italia fornisce in Ue" sull'immigrazione "è molto importante e lo abbiamo ribadito nei diversi incontri avuti al livello italiano ed europeo". Lo ha detto il premier libico Abdulhamid Al Dabaiba, intervenendo al il business forum italo-libico alla Farnesina. (ANSA).

 

abdul hamid mohammed dbeibah 2

Premier Libia,Italia partner migliore per la ricostruzione

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - L'Italia e la Libia "al livello storico hanno sempre cooperato, l'Eni è tra i nostri partner più grandi per il petrolio" ma anche in materia di infrastrutture il rapporto con l'Italia "è molto forte e ci dispiace che lo scambio commerciale si sia abbassato, il nostro obiettivo è incrementarlo.

 

Dobbiamo ricostruire scuole, ospedali, infrastrutture, vogliamo tornare alla produzione di 3-4 milioni di barili al giorno e rilanciare i settori dell'economia. E il miglior partner siete voi". Lo ha detto il premier libico Abdulhamid Al Dabaiba, intervenendo al il business forum italo-libico alla Farnesina.

LUIGI DI MAIO IN LIBIA

 

Premier Libia ringrazia Di Maio e l'Italia per la cooperazione

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - Il premier libico Dabaiba ha ringraziato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l'Italia "per la costante cooperazione che rispecchia il livello dei rapporti tra i due Paesi" intervenendo al business forum italo-libico alla Farnesina. Il premier ha quindi parlato del carattere "economico" della visita, sottolineando che "l'obiettivo è arrivare a stilare programmi economici e tecnologici. Faremo tutto il possibile perché questi programmi diventino realtà".

 

Premier Libia, riaprire spazio aereo con l'Italia

mario draghi in libia 5

 (ANSA) - ROMA, 31 MAG - "Vogliamo riaprire lo spazio aereo ripristinando il traffico aereo fra i nostri Paesi". Lo ha detto il premier libico Abdulhamid Al Dabaiba, intervenendo al business forum italo-libico alla Farnesina e ribadendo il ruolo centrale dell'Italia nella ricostruzione del Paese.

 

Di Maio, l'Italia non ha mai abbandonato la Libia

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - "L'Italia non ha mai abbandonato la Libia e l'ambasciata ha sempre continuato ad operare anche nei momenti più difficili". Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, aprendo la plenaria del business forum italo-libico alla Farnesina. "Ora siamo impegnati a rafforzare ulteriormente la presenza istituzionale italiana in Libia, attraverso l'imminente riattivazione del consolato generale a Bengasi e l'apertura di un consolato onorario a Sebha, in Fezzan. Nei prossimi mesi, inoltre, rafforzeremo anche la nostra presenza a Tripoli, con un desk promozionale per le imprese italiane e un addetto culturale presso la nostra ambasciata", ha aggiunto Di Maio.

mario draghi in libia

 

"Tra Italia e Libia esiste una lunga collaborazione, profonda e proficua - ha proseguito Di Maio - anche e soprattutto sul piano economico e industriale. Anche nel 2020, a dispetto dell'emergenza pandemica, l'Italia è stata il primo cliente della Libia e il suo primo fornitore europeo. Il nostro interscambio ha superato i 2 miliardi e mezzo di euro e contiamo di riportarlo ai ben più alti livelli precedenti alla fase di instabilità politica. Ricordo che nel 2012 i nostri scambi commerciali hanno raggiunto la cifra record di 15 miliardi di euro".

 

abdul hamid mohammed dbeibah

Il ministro ha ricordato che "già negli scorsi anni la nostra collaborazione si era arricchita di importanti momenti di confronto tra gli operatori dei due Paesi. Il Forum Economico Italo-Libico di Agrigento, nel 2018, ha riaffermato la nostra determinazione a collaborare nell'ambito di un partenariato economico strutturato e moderno, incentrato su settori strategici e su un'efficace collaborazione pubblico-privato".

 

traffico migranti libia 3

"Proprio per rilanciare al massimo la cooperazione economica con la Libia - ha proseguito - abbiamo istituito la Commissione Economica Congiunta Italo-Libica (CECIL), che si è riunita la prima volta e che convocheremo nuovamente a breve. Questo strumento ci ha permesso di riunire in un unico forum la discussione di numerosi dossier economici di interesse comune. La missione a Roma della Ministra degli Esteri Najla al-Mangush, lo scorso 22 aprile, ci ha consentito di porre le basi per un partenariato privilegiato. Abbiamo potuto verificare lo stato dell'arte della nostra collaborazione nei diversi settori, effettuando anche una ricognizione complessiva dei formati di collaborazione bilaterale attivi".

mario draghi in libia

 

DRAGHI INVERTE LA ROTTA VERTICE COL PREMIER LIBICO PER FERMARE GLI SBARCHI

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

 

E poi, sì, anche la Libia. Non c' è solo il Recovery nell' agenda del governo, non basta superare il Covid per far ripartire il Paese. Ecco infatti che arriva a Roma il premier Abdelhamid Dabaiban perché quello di Tripoli, dicono a Palazzo Chigi, «è un dossier importantissimo», decisivo per il rilancio internazionale dell' Italia e, soprattutto, per l' immigrazione.

traffico migranti libia 4

 

Questione bollente, scivolosa, dai pesanti risvolti interni, che Mario Draghi affronta con serenità. «Sono convinto che si possa trovare una soluzione». Come? Scordiamoci il pugno duro e i blocchi marittimi, ma pure le porte spalancate, lasciamo da parte gli eccessi di populismo e di buonismo.

 

L' obbiettivo «realistico» è una «politica coordinata» a livello europeo per tamponare la crescente influenza turca e un partenariato a guida italiana, che ha già il via libera di Washington. Salviamo i naufraghi, ma insomma, il problema va risolto. E l' Unione Europea si dia fare non soltanto «a parole», come ha spiegato giorni fa Supermario a Bruxelles.

traffico migranti libia 2

 

Draghi è volato a Tripoli all' inizio di aprile. Visita simbolica, la prima all' estero da presidente del Consiglio, e anche piuttosto concreta. Poi l' altra settimana il lungo faccia a faccia con Emmanuel Macron che ha segnato forse una svolta nello schieramento in campo: a quanto pare dopo anni Roma e Parigi, da sempre contrapposte nella difesa dei rispettivi interessi economici, stavolta staranno dalla stessa parte, con il governo riconosciuto dall' Onu.

Mario Draghi e Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh

 

Venerdì Luigi Di Maio è così potuto andare a Tripoli per consegnare la chiave per riportare la Libia vicino all' Europa, la possibilità di entrare nel programmi di partnenariato della Ue, accompagnati da una notevole leva finanziaria. Soldi dell' Unione e sostegno al governo di transizione in cambio di un più efficace controllo degli imbarchi. La novità sta nel fatto che la proposta è europea e che l' Italia farà da cerniera.

 

sbarco migranti lampedusa

L' idea di fondo è di stringere un accordo quadro sulle migrazioni simile a quello con la Turchia sulla rotta est. E questo sarà oggi il tema di fondo del colloquio tra Draghi e Dabaiban, insieme agli aiuti, alla ricerca della pace definitiva, alla stabilizzazione e alla ricostruzione del paese. Dopo anni di confusione totale e di sostanziale abbandono delle posizioni, Roma cerca quindi di rientrare in gioco e di riprendere la sua naturale centralità nell' area.

Mario Draghi e Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh

 

Tema cruciale perché, al di là delle questioni geopolitiche ed economiche internazionali, ce n' è un' altra molto più terra terra, di banale politica interna. Con il bel tempo sono ripresi gli sbarchi a Lampedusa e sulla costa della Sicilia e si è riaccesa la polemica sui confini di burro italiani. Nei giorni scorsi Luciana Lamorgese ha ricevuto al Viminale i rappresentanti delle Ong, tra cui Open Arms, rilanciando l' ipotesi di aprire nuovi corridoi umanitari. Immediata la replica di Matteo Salvini.

 

Abdul Hamid Dbeibeh

«Prima le felpe di Letta, ora questi colloqui dal ministro dell' Interno. Lamorgese è al governo in Italia o in Spagna?». Draghi finora ha lasciato che i partiti della coalizione litigassero praticamente su tutto purché non disturbassero il manovratore. Battaglie vere o di bandiera, dallo ius soli alla legge Zan, dalla flat tax alla diatriba sulle riaperture: li ha fatti sfogare, tanto ha deciso sempre lui.

Ma ora che arrivano altri provvedimenti impegnativi per il Piano di ripresa, di un altro fronte bollente e destabilizzante come l' immigrazione a Palazzo Chigi non se ne sentiva alcun bisogno.

sbarco migranti lampedusa 3sbarco migranti lampedusa 4

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI