reddito di cittadinanza

TRUFFA DI CITTADINANZA! DITE A CONTE CHE È FASULLA UNA DOMANDA SU QUATTRO PER ACCHIAPPARE IL REDDITO – LIEVITANO GLI INGANNI E GLI ARTIFIZI DEI FURBETTI PER PRENDERE SOLDI A SBAFO (E NOI PAGHIAMO!). L'INPS NEI PRIMI 10 MESI DEL 2022 HA RESPINTO OLTRE 240MILA DOMANDE. E 50MILA SONO STATE “SOSPESE E SOTTOPOSTE AD ULTERIORI CONTROLLI”. C’E’ QUALCOSA CHE NON FUNZIONA NEL MECCANISMO. SECONDO LA CARITAS IL 44% DEI POVERI ASSOLUTI NON È RAGGIUNTO DAL SUSSIDIO...

Sandro Iacometti per Libero Quotidiano

 

reddito di cittadinanza

La prima notizia è che da gennaio, grazie ad alcune modifiche nella legge istitutiva inserite dal governo Draghi, l'Inps, a tre anni dall'avvio del reddito di cittadinanza, ha finalmente iniziato ad effettuare controlli preventivi sulle domande. La seconda è che su 1.290.000 richieste di sussidio pervenute all'Istituto di previdenza nei primi 10 mesi dell'anno ben 290mila erano a rischio truffa, 240mila sono state direttamente respinte al mittente, altre 50mila sono ancora al vaglio. Si tratta di circa il 23% del totale. In altre parole, una domanda su 4 era un tentativo di prendere soldi a sbafo.

 

Ora, di sicuro vi chiederete chissà quali sotterfugi o sofisticate contraffazioni siano state messe in atto per tentare di intascarsi l'ambito assegno. È presto detto.

 

Ecco l'elenco che, come recita una nota stampa, fa scattare le antenne all'Inps: mancanza del requisito della residenza in Italia, false o omesse dichiarazioni relativamente alla posizione lavorativa dei componenti il nucleo familiare, false dichiarazioni circa la composizione del nucleo familiare. Insomma, la maggior parte delle truffe potrebbe essere scoperta semplicemente imponendo a chi vuole usufruire del beneficio la presentazione di un certificato di residenza e uno stato di famiglia, roba che ormai si scarica sul telefonino e che ai comuni cittadini viene richiesta anche per acquistare l'abbonamento alla metro.

 

corteo palermo reddito di cittadinanza

Ma la legge voluta dai grillini ha deciso diversamente. Quando dobbiamo ottenere un'autorizzazione per spostare la doccia del bagno, per ottenere un permesso di circolazione per disabili o per avviare una qualsiasi attività imprenditoriale, anche la più basilare, dobbiamo preparare mille scartoffie e presentare pile di documenti, per avere un assegno vitalizio di 5/600 euro al mese, invece, basta l'autodichiarazione. L'idea di base è che a chi ha bisogno non si può chiedere anche di fare la fila all'anagrafe o all'ufficio immigrazione, i soldi dei contribuenti vanno dati così, sulla fiducia.

 

FALSE DICHIARAZIONI Il risultato è quello emerso dall'inchiesta chiusa un paio di mesi fa dalla procura di Cagliari, che ha scoperto una truffa ai danni dello Stato di circa 8 milioni da parte di 200 percettori abusivi. Tutte le persone coinvolte sono straniere e hanno ottenuto l'assegno, anche senza avere il permesso di soggiorno, semplicemente presentandosi ai Caf o agli uffici postali e dichiarando il falso. Cosa che fa anche venire il fondato sospetto che questi severi controlli ex ante dell'Inps siano effettuati a campione, altrimenti non si spiega.

il video di giorgia meloni contro il reddito di cittadinanza 4

 

Ma c'è anche qualche altra cosa che non torna. Su 1.290.000 domande presentate nel 2022, infatti, l'Istituto di previdenza ci dice che 290mila sono state bloccate dai solerti funzionari addetti alle verifiche dei requisiti. Il numero complessivo delle domande respinte, però, risulta essere 456mila. Il che farebbe schizzare la percentuale di richieste tarocche sul totale al 35%, più di una su tre.

Perché l'Inps non si vanta di aver sventato tutti quei tentativi di truffa? Mistero.

 

Insomma, se il tentativo del presidente dell'Istituto Pasquale Tridico (considerato uno dei padri della paghetta pentastellata) era quello di far vedere che è finita la pacchia per i furbetti e che magari un reddito ben fatto merita anche di sopravvivere, la sensazione è che l'effetto sia esattamente l'opposto.

 

REDDITO DI CITTADINANZA 9

Più numeri escono dall'istituto di previdenza, che sicuramente non si è risparmiato sulle verifiche e i controlli consentiti dalle norme, più si rafforza l'idea che la misura faccia acqua da tutte le parti. Non tanto sotto il profilo etico o ideologico, su cui pure ci sarebbe da discutere, quanto sotto quello tecnico. Basti pensare che secondo la Caritas il 44% dei poveri assoluti non è raggiunto dal sussidio.

 

Nasce proprio da qui l'intenzione del governo di riformare l'intero istituto del reddito di cittadinanza, sia nella parte, traballante, del sostegno alla povertà, sia in quella, totalmente fallimentare, dell'inserimento nel mondo del lavoro. I soldi utilizzati finora, al di là del terrore che i Cinquestelle stanno scatenando nei percettori, restano lì. E chi ne ha diritto oggi ne avrà diritto anche domani. Saranno solo utilizzati, almeno si spera, meglio. Come ha detto Bankitalia, qualche giorno fa, volutamente fraintesa da tutti, «la riforma annunciata dal governo potrebbe essere una opportunità per rafforzare l'efficacia delle misura».

reddito di cittadinanzareddito di cittadinanza

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…